• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03828 [Aumento delle tariffe dei treni e riduzione del servizio di trasporto ferroviario in Puglia]



GINEFRA e VICO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
a partire dal mese di settembre 2010 sono entrate in vigore le ultime modifiche apportate dai responsabili di Trenitalia ai collegamenti regionali pugliesi che ogni giorno vengono utilizzati da centinaia di pendolari che si recano al lavoro o all'università;
oltre all'aumento di biglietti e tariffe che da tempo pesano sulle tasche dei viaggiatori, i treni regionali vengono colpiti da un'ulteriore scure che taglia diversi collegamenti: soppresso il treno delle 10:20 e delle 18:08 che collega Taranto a Bari e, sulla stessa linea ma nella direzione opposta, sono stati soppressi i treni delle 8:17 e delle 23:18; dalla città di Bari non sarà più possibile partire per Foggia con il treno delle 18:42 e quindi raggiungere tutte le stazioni intermedie, medesima cosa per quello delle 21:52 che da Foggia ritornava al capoluogo; è stato eliminato il collegamento dalla città di Barletta per Bari delle 19:25, e quello della tratta inversa delle 20:29;
la situazione ferroviaria pugliese è già di per sé complessa: con questi nuovi tagli i collegamenti ferroviari in Puglia risultano drasticamente ridotti per il 15-20 per cento delle corse, mentre aumentano in

maniera inversamente proporzionale i disagi per tutti i viaggiatori della regione;
in aggiunta a questi disagi, sempre dal mese di settembre 2010 sono stati soppressi tre coppie di treni regionali di Trenitalia che collegavano la Puglia con il sub Appennino Dauno, penalizzando i viaggiatori pugliesi che lavorano in Campania e che hanno subito il taglio di tutti i collegamenti, classificati come regionali, sulla linea Foggia-Benevento;
l'attuale manovra economica comporta la riduzione dei corrispettivi per la fornitura dei servizi di trasporto pubblico locale (TPL) (ferroviario, filoferrotranviario e su gomma) derivanti dall'ex fondo nazionale trasporti e successive rivalutazioni e integrazioni, trasferiti alle regioni, per un ammontare variabile tra il 30 ed il 50 per cento;
le conseguenze sul traffico dei centri urbani e sull'inquinamento ambientale derivanti dal maggiore ricorso al mezzo privato, causa della riduzione dei servizi di trasporto pubblico o dall'aumento delle tariffe, hanno ricadute in termini di maggiori costi sanitari, ambientali e di realizzazione di opere stradali;
nel decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, «per assicurare i necessari servizi di trasporto pubblico al fine della stipula dei nuovi contratti di servizio con Trenitalia S.p.A.» era stata autorizzata una spesa di 480 milioni di euro per gli anni 2009, 2010 e 2011, adeguando finalmente, dopo molti anni, l'ammontare degli stanziamenti pubblici ex fondo nazionale trasporti;
la legge n. 33 del 2009, imponeva alle regioni di affidare i contratti di servizio per il trasporto ferroviario locale alla società Trenitalia S.p.A., soggetto monopolista di cui Ferrovie dello Stato è azionista, pena la perdita dei finanziamenti del decreto-legge n. 185, quando detti contratti di servizio si sarebbero potuti affidare mediante gare ad evidenza pubblica europea, conseguendo risparmi economici nonché miglioramento della qualità dei servizi;
i costi di esercizio del trasporto pubblico, e in particolare di quello ferroviario, potrebbero essere notevolmente inferiori semplicemente mediante la revisione delle norme che ne regolano l'esercizio, con benefici sulla velocità commerciale e quindi maggiore soddisfazione da parte dell'utenza -:
come si intenda ovviare ai problemi a cui vanno incontro i lavoratori e gli studenti che quotidianamente usufruiscono dei treni delle Ferrovie dello Stato per raggiungere il posto di lavoro o le università;
se siano state valutate dal Ministro le conseguenze che si potranno avere sul traffico dei centri urbani e sull'inquinamento ambientale a causa del maggiore ricorso al mezzo privato connesso alla riduzione dei servizi di trasporto pubblico o all'aumento delle tariffe, nonché le conseguenti ricadute in termini di maggiori costi sanitari, ambientali e per la realizzazione di opere stradali.
(5-03828)