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Atto a cui si riferisce:
C.5/03806 [Risolvere la crisi della società Euroallumina]



FADDA, CALVISI, MARROCU, MELIS, ARTURO MARIO LUIGI PARISI, PES, SCHIRRU e SORO. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
la società Euroallumina rappresenta - con i suoi impianti unici nell'area del Mediterraneo capaci di produrre ossido di alluminio e integrare la filiera dell'alluminio primario italiano con gli impianti di ALCOA e Fusina - una strategica realtà nazionale di produzioni ad elevata tecnologia;
l'incontro programmato per il 9 novembre 2010 tra il Governo, ENI, sindacati e la multinazionale United Company Rusal Limited - gruppo produttore mondiale di alluminio di cui fa parte l'Euroallumina S.p.A. - incontro volto a verificare e a valutare le risultanze del lavoro svolto dal Governo in ordine alla possibilità di abbattere le tariffe dell'olio combustibile destinato ad alimentare le caldaie per la produzione del vapore necessario per la produzione della bauxite, è stato annullato senza alcuna motivazione;
l'Euroallumina - i cui impianti sono fermi come è noto dal marzo del 2009 - nonostante le promesse del Ministero dello sviluppo economico, che si era impegnato nel marzo del 2010 affinché l'Euroallumina venisse inclusa tra le imprese energivore con la possibilità di accesso all'energia elettrica prelevata dagli impianti di generazione in Sardegna mediante il sistema dell'operatore elettrico virtuale, previsto dalla legge n. 99 del 2009, non ha potuto godere di tali opportunità in quanto le direttive ministeriali hanno imposto la vendita di detta energia agli intermediari del mercato elettrico e non alle imprese industriali;
l'impegno dello stesso Ministero ad estendere i benefici di un contratto di programma in essere con l'Euroallumina, ridefinendone i contenuti, per la realizzazione di un nuovo bacino per lo smaltimento dei residui di lavorazione di bauxite, non ha sortito ancora alcun effetto in quanto l'operazione deve trovare compatibilità con la annunciata riforma degli incentivi alle imprese;
perdura lo stato di crisi per circa 600 lavoratori addebitabile principalmente al Governo nazionale che non riesce a definire con l'ENI un programma di abbattimento dei costi dell'olio combustibile per quelle imprese costrette per vari motivi alla sospensione delle loro produzioni per un periodo superiore a sei mesi, alla regione sarda che non esercita le necessarie iniziative presso il Governo per portare a soluzione la crisi industriale in Sardegna e in particolare nell'area del Sulcis-Iglesiente drammaticamente colpita in tutto il sistema produttivo;
al rinvio dell'incontro non segue alcuna comunicazione di nuovo incontro determinando una comprensibile forte preoccupazione tra gli amministratori locali e nelle maestranze dell'Euroallumina che hanno annunciato l'innalzamento dei toni della loro protesta;
dal 21 settembre ad oggi nessun programma è stato elaborato per la ripresa produttiva degli impianti -:
quali siano le motivazioni del rinvio dell'incontro del 9 novembre 2010;
se non ritenga urgente e necessario stabilire una nuova immediata convocazione delle parti e procedere alla soluzione della crisi dell'Euroallumina, rispettando gli impegni presi precedentemente dallo stesso Presidente del Consiglio dei ministri nel gennaio del 2009 in modo tale che la RUSAL sia messa di fronte alle proprie responsabilità e non abbia alcun motivo per continuare il fermo della produzione.
(5-03806)