• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09430 [Mancanza di controllo nella ricostruzione in Abruzzo e rischio di infiltrazioni mafiose]



ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
secondo quanto riporta Terra dell'11 novembre 2010, in Abruzzo sarebbe stato avviato un nuovo business del dopo sisma che consentirebbe di guadagnare e al tempo stesso di essere meno controllati. Le imprese edili di tutta Italia hanno, infatti, indirizzato da mesi la propria attenzione alla ristrutturazione dei condomini privati: in causa ci sono centinaia di milioni di euro, tutti soldi pubblici, gestiti con pochissima vigilanza. Lo Stato versa i soldi senza controllare e le ditte si aggiudicano i lavori attraverso affidamenti diretti o, molto più raramente, mediante negoziazioni private: non è previsto alcun bando di gara pubblico. A decidere chi lavora e chi no, spesso, sono gli amministratori di condominio;
in alcuni casi si sono venuti a creare veri e propri «cartelli» e vi sono sospetti di infiltrazioni mafiose;
per mezzo dell'ordinanza n. 30803 della Protezione civile, lo Stato non rimborsa solo gli edifici di fascia E, che hanno ricevuto i danni maggiori, ma anche quelli di fascia A, B e C, che dal terremoto sono stati meno intaccati. Pertanto, quasi tutti i condomini che necessitano di ristrutturazioni o riparazioni possono chiedere il contributo ai comuni del cratere che, secondo quanto prevedeva l'ordinanza, andava versato entro 30 giorni dalla domanda;
la Protezione civile ha inoltre stabilito che ad occuparsi delle pratiche relative alle singole palazzine deve essere l'amministratore del condominio: si occupa della parte burocratica e spetta sempre a lui proporre all'assemblea dei condòmini il nome della ditta che svolgerà i lavori. Sono quindi quasi assoluti i poteri degli amministratori di condominio nell'area del cratere in questo momento;
il controllo dello Stato viene esercitato da Fintecna, Cineas (il Consorzio universitario per l'ingegneria nelle assicurazioni) e Reluis (il consorzio dei laboratori di ingegneria sismica), ma solo per quello che riguarda la parte tecnica dei progetti. Le imprese edili sono tenute ad avere un unico requisito: il certificato antimafia. Sul resto viene lasciato campo libero;
la Molisana Inerti Conglomerati (Mic), di proprietà di Gabriele Gravina, ex proprietario del Castel di Sandro, è riuscita ad aggiudicarsi la ristrutturazione di ben 16 condomini. Il caso di questa ditta, sollevato dal quotidiano on-line Abruzzoweb, diretto da Berardino Santilli, è degno di attenta considerazione. In nove di queste palazzine il progettista (vale a dire il tecnico che viene consultato dall'assemblea dei condòmini) è lo stesso: Paolo Petrella. In sei casi ricorre anche lo stesso amministratore di condominio: Mauro Basile, che è pure presidente provinciale dell'Ance, l'associazione degli amministratori di condominio. La Mic, che nel 2009 ha fatturato poco più di 3 milioni e mezzo di euro, ha finora eseguito lavori per oltre 40 milioni di euro;
secondo alcuni imprenditori locali, rimasti fuori dal giro dei grandi appalti, lo stesso sistema a triade (impresa-progettista-amministratore) si riscontrerebbe in molti altri casi. La dirigenza nazionale dell'Ance si sta interessando al problema: «È un argomento molto delicato. Abbiamo svolto diverse riunioni sul territorio per capire cosa sta succedendo», riferisce il segretario nazionale, Andrea Finizio. Altri amministratori, vista la delicatezza della fase hanno scelto di muoversi in un altro modo: «Quando vado in assemblea, non mi presento con alcuna proposta riguardo alle ditte che potrebbero svolgere i lavori», spiega Massimiliano Aniballi;
per questo varco potrebbe aver provato a passare anche la 'ndrangheta. Il 6 novembre 2010 la procura di Reggio Calabria ha arrestato il boss Francesco Zindato, interessato a entrare negli appalti della ricostruzione. Un suo prestanome, Carmelo Gattuso, secondo l'accusa, sarebbe

entrato nella Tesi costruzioni, un'impresa edile costituita pochi mesi dopo il terremoto. Il 50 per cento della società apparteneva a Stefano Biasini, che al momento non risulta indagato, figlio di Lamberto, uno dei più quotati amministratori di condominio dell'Aquila -:
se il Governo sia al corrente dei fatti di cui in premessa e di quali dati disponga in merito all'eventualità di infiltrazioni della criminalità organizzata nel giro d'affari;
per quali ragioni l'ordinanza emessa dalla Protezione civile non abbia previsto una forma di controllo relativamente all'assegnazione dei lavori;
se e quali iniziative intendano adottare al fine di scongiurare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel settore considerato.
(4-09430)