• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01749 [Autorizzazione per la costruzione del gasdotto Rete Adriatica]



BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, CARLINO, DI NARDO, MASCITELLI, PARDI, PEDICA - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

risulta agli interroganti che sia in fase di cospicuo avanzamento il complesso ed articolato iter autorizzativo per la realizzazione del gasdotto denominato "Rete Adriatica", avente lunghezza complessiva di 687 chilometri lungo un tracciato che da Massafra (Taranto) conduce fino a Minerbio (Bologna), nel quale rientrano il terminale di rigassificazione di gas naturlae liquefatto (GNL) di Brindisi e la centrale di compressione di Sulmona. Si tratta di un'opera strategica e di pubblica utilità la quale viene funzionalmente realizzata sulla base di cinque tratte, connesse tra loro in modo inscindibile e tali da costituire un'unica struttura di attraversamento di parte rilevantissima della dorsale appenninica, interessando dieci regioni, tre parchi nazionali, uno regionale ed oltre venti siti di rilevanza comunitaria;

la valenza strategica del metanodotto e la connessione delle singole tratte di cui esso è composto alla Rete Adriatica, espressamente rivendicate dalla società SNAM Rete Gas SpA che ha presentato nel 2005 il relativo progetto, e pacificamente riconosciute da numerosi atti ministeriali adottati nella fase autorizzativa, costituiscono elementi tali da definire inequivocabilmente il rilievo ultraregionale della infrastruttura in oggetto, che è infatti inserita nella Rete nazionale gasdotti, ai fini dell'approvvigionamento di gas. In particolare, la più ampia finalità complessiva di tale progetto - e, quindi, delle sue singole tratte - quale condizione essenziale per la copertura del fabbisogno energetico del Paese nonché la sua valenza strategica ai fini del trasporto nazionale di gas sono chiaramente evidenziate nel provvedimento autorizzativo del progetto da parte del Ministero delle infrastrutture e trasporti;

a sancire oltre ogni ragionevole dubbio la rilevanza ultraregionale del metanodotto interviene la constatazione, da parte della società proponente e delle diverse autorità ministeriali intervenute nel corso dell'iter, secondo la quale le opere in questione collegano metanodotti esistenti alla Rete nazionale, conferendo flessibilità al sistema di trasporto globale, di cui potenziano le capacità di compressione e riconnettono il nodo di Minerbio, dove convergono i metanodotti esistenti del Transmed e dell'importazione dalla Russia, ai terminali del trasporto dei volumi di gas attualmente immessi nei punti di entrata da Sud (Mazara del Vallo e Gela), in interconnesione con i metanodotti internazionali da Algeria e Libia, quindi anche indipendentemente dal rigassificatore di Brindisi, che pure consente il collegamento dall'Est Europa;

la scelta di procedere attraverso la suddivisione in singole tratte è funzionale ai collegamenti realizzabili alle strutture esistenti, e dovuta alla necessità di assicurare almeno parzialmente il servizio anche in caso di indisponibilità di uno o più lotti in fase realizzativa o di esercizio. Ciò conferma, ove ve ne fosse ulteriore bisogno, che la realizzazione delle singole tratte è parte di un piano o programma complessivo più ampio;

alla luce delle caratteristiche suesposte e della rilevanza assunta progressivamente dal progetto nelle sue interconnessioni internazionali, appare vieppiù irragionevole ed inadeguata la scelta di non procedere a preventivo procedimento di valutazione ambientale strategica (VAS) del metanodotto nel suo complesso quale "piano o "programma" ai sensi della direttiva 42/2001/CE, ovvero ad un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA) ai sensi delle direttive 85/337/CEE e n. 97/11/CE in quanto "opera" unitaria, suscettibile di avere effetti sensibili sull'ambiente ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, con la conseguenza di una pluralità di frammentarie e scoordinate valutazioni di impatto ambientale sulle singole frazioni, limitando la valutazione degli enti locali alla compatibilità con gli strumenti urbanistici vigenti sul territorio;

tale situazione configura un tentativo di aggiramento dell'obbligo di valutazione ambientale strategica di progetti che, considerati nel loro insieme, possono avere un notevole impatto ambientale esplicitamente richiamato dalla legislazione nazionale di recepimento della normativa comunitaria, ed altresì ribadito da costante giurisprudenza europea,laddove sarebbe doveroso assicurare, nel prosieguo dell'iter, una valutazione complessiva degli interventi proposti, anche per ridurre il contenzioso ed offrire le necessarie informazioni alla cittadinanza ed alle istituzioni locali coinvolte;

considerato che:

numerose amministrazioni locali, comitati di cittadini e primarie associazioni di protezione ambientale, in data 25 giugno 2010, hanno promosso sollecitazioni alla Commissione europea per l'attivazione del ricorso ai sensi e per gli effetti di cui all'ex articolo 226 del Trattato CE - rilevando numerosi profili di incompatibilità del progetto in parola con la normativa comunitaria. Si contesta, fra le altre cose, che non si sia provveduto ad una valutazione dell'opera finale, risultante dalla somma di quelle esistenti con quella nuova, dal momento che è l'opera finale nel suo complesso che, incidendo sull'ambiente, deve essere sottoposta a valutazione, come espressamente richiesto anche dalla Corte di Giustizia europea. Diversi enti locali hanno altresì espresso avviso contrario sull'opera e sulle modalità procedimentali con le quali si è inteso pervenire alla sua realizzazione, come da ultimo ha fatto il consiglio comunale de L'Aquila in data 25 ottobre 2010, occasione in cui ha deliberato all'unanimità un parere contrario alla realizzazione dell'opera (con riferimento anche alla centrale di compressione gas nel Comune di Sulmona, che ricade in zona sismica di primo grado), così come progettata dalla Snam, proponendo che per la stessa non venga concessa la dichiarazione di pubblica utilità;

il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale - con parere n. 535 del 7 ottobre 2010 ha espresso parere favorevole riguardo alla compatibilità ambientale del progetto Metanodotto Sulmona-Foligno e Centrale di compressione di Sulmona presentato dalla società proponente Snam Rete Gas SpA, a condizione che si ottemperi a numerose prescrizioni che paiono per certi versi contraddittorie con la stessa espressione del parere favorevole,

si chiede di sapere:

se, alla luce di quanto sopra esposto ed in particolare delle più recenti novità, in applicazione del principio di precauzione di cui all'ex art. 174 del trattato istitutivo della Comunità Europa, non si intenda nell'immediato sospendere cautelativamente l'iter procedurale in corso al fine di acquisire, sul complesso dell'opera e non soltanto sulle singole frazioni della medesima, una preventiva VAS, con l'obiettivo anche di: i) rivalutare, nel suo insieme, le criticità del progetto in ordine al rischio sismico ed idrogeologico dei territori interessati dal progetto e alla pericolosità del prodotto trasportato; ii) assicurare una più adeguata informazione, partecipazione e consapevole scelta delle comunità locali, in ossequio alle disposizioni comunitarie sulle informazioni pubbliche ambientali in ordine all'uso del territorio; iii) valutare in un'ottica complessiva gli effetti dell'opera sullo sviluppo turistico ed agricolo delle zone coinvolte dal tracciato, con particolare riferimento all'interferenza dello stesso con aree naturali protette, ecosistemi, biodiversità e, più specificamente, con il corridoio appenninico del progetto Appennino Parco d'Europa, che va ben oltre i singoli confini regionali; iv) consentire una più approfondita revisione dell'impatto dell'infrastruttura sul paesaggio, delle alterazioni prodotte dal tracciato sulle aree boscate percorse, sulle risorse idriche e sul consumo del suolo; v) tenere effettivo conto di tutte le possibili opzioni alternative di progetto, nell'ottica di minimizzazione degli impatti che non sembrano finora essere state esaustivamente studiate;

quali siano le tempistiche procedurali future delle singole tratte ancora oggetto di valutazione o autorizzazione, quali siano i pareri degli enti gestori di aree protette nazionali acquisiti, i pareri delle autorità preposte ai diversi vincoli o misure di conservazione che interessano i territori attraversati dal tracciato, nonché le valutazioni circa la corretta applicazione delle procedure per il rinnovo di dichiarazioni di pubblica utilità avverso le quali è stato parimenti promosso ricorso, per la conseguente adozione degli opportuni provvedimenti che, nell'immediato, possano garantire la corretta osservanza del quadro normativo comunitario e nazionale posto a tutela dell'ambiente, assicurando in ogni caso che sia esperita una valutazione ambientale strategica o unitaria sul complesso del metanodotto di cui in parola.