• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09347 [Chiarimenti sul piano regolatore del comune di Castiglione del Lago]
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Testo della risposta scritta



MARSILIO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha redatto la relazione prot. n. 0012227 del 27 ottobre 2009, nell'ambito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, notificato in data 4 maggio 2009, proposto dal signor Sebastian Freitag per l'annullamento, previa sospensiva, del permesso di costruire n. 143 del 14 agosto 2007 prot. 28983 rilasciato dal comune di Castiglione del Lago;
in detta relazione il Ministero dichiara che l'articolo 64, comma 2, delle norme tecniche di attuazione del vigente piano regolatore generale del comune di Castiglione del Lago, laddove consente la ricostruzione di «edifici esistenti distrutti o demoliti in precedenza all'approvazione del presente piano», richiede - per la concessione del permesso di costruire - che l'edificio da ricostruire esista almeno come rudere al momento dell'approvazione del piano regolatore generale;
detta affermazione contrasta in maniera evidente con il tenore letterale della premessa e richiamata norma tecnica di attuazione, che, infatti, prevede che in tutte le zone di piano regolatore generale (escluse le aree di inedificabilità ed oggetto di esproprio) è consentita la ricostruzione in situ di edifici esistenti distrutti o demoliti in precedenza all'approvazione del presente piano», purché tali immobili siano stati oggetto di adeguata documentazione circa le caratteristiche di consistenza e forma. Tali immobili dovranno comunque essere compatibili con le attuali prescrizioni della zona di sedime;
nella medesima relazione il Ministero dichiara che per sostenere la legittimità della lamentata traslazione dell'immobile de quo non si ritiene possa essere invocato, come invece fa il comune, l'articolo 13, comma 1, della legge regionale n. 1 del 2004, che riguarda gli interventi di ristrutturazione essendo pacifico che gli stessi presuppongono, necessariamente, la preesistenza dell'edificio da ristrutturare;
anche detta affermazione contrasta con il tenore letterale dell'articolo 7, comma 2, del regolamento della regione Umbria n. 9/2008 secondo cui «nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia, effettuati ai sensi dell'articolo, 13, comma 1, lettera c) della Legge Regionale n. 1 del 2004, l'area di sedime di un edificio esistente può essere modificata sia come forma che come superficie, a condizione che la variazione mantenga un punto di contatto con l'area di sedime esistente, nel rispetto dei parametri edilizi e di specifici limiti stabiliti dallo strumento urbanistico o dal regolamento comunale per l'attività edilizia e purché le modifiche siano tali da garantire migliori soluzioni architettoniche, ambientali e paesaggistiche. Tra gli interventi di ristrutturazione di cui sopra rientra la delocalizzazione degli edifici determinata da norme speciali, anche qualora la nuova area di sedime non mantenga alcun punto di contatto con la precedente area»;
il tenore letterale del sopratrascritto articolo 7, comma 3, del regolamento della regione Umbria n. 9/2008 prevede espressamente che tra le attività di ristrutturazione edilizia consentite è ricompresa anche la demolizione totale del fabbricato, con ricostruzione anche parziale sull'area di sedime ed anche in forma diversa dal fabbricato originario, purché vi sia (come nel caso di specie) almeno un punto di intersezione tra le due aree di sedime;
sarebbe opportuno che il Ministero, preso più compiuto atto del tenore letterale delle richiamate norme, faccia propria la tesi secondo cui, in base all'articolo 64, comma 2, delle norme tecniche di attuazione del vigente piano regolatore generale del comune di Castiglione del Lago, sia possibile la ricostruzione di edifici distrutti o demoliti e, quindi, non più esistenti alla data di approvazione (2 luglio 1999) della variante generale del piano regolatore generale di Castiglione del Lago (anche in considerazione di quanto stabilito con riferimento all'istituto della sola

ricostruzione dalla sentenza della Cassazione, sezione civile II, del 7 settembre 2009 n. 19287);
inoltre, in base all'articolo 7, comma 3, del regolamento della regione Umbria n. 9/2008 - e soprattutto conformemente ad altre previsioni normative e ad interpretazioni che comunemente erano già state date in precedenza in merito al fatto che la modesta traslazione dell'immobile rientra nell'istituto della variante non essenziale, che non altera le caratteristiche peculiari dell'edificio preesistente (si veda quanto statuito a riguardo dalla sentenza del Consiglio di Stato del 20 novembre 2008 n. 5743) - risulta ad avviso dell'interrogante legittimo che, tra le attività edilizie consentite in questo caso, è ricompresa la ricostruzione dell'edificio anche parzialmente sull'area di sedime originaria, purché vi sia almeno un punto di intersezione tra detta area di sedime e quella relativa all'opera ricostruita -:
se il Ministero nel redigere la relazione di cui in premessa abbia tenuto conto di quanto rappresentato e per quali ragioni non abbia ritenuto di considerare tali elementi sufficienti a giustificare la legittimità delle condotte ricordate in premessa.
(4-09347)