• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03703 [Repressione di atti razzisti commessi a mezzo di sistemi informatici]



FIANO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia, al Ministro degli affari esteri, al Ministro per le politiche europee. - Per sapere - premesso che:
con la legge 18 marzo 2008, n. 48, l'Italia ha ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, fatta a Budapest il 23 novembre 2001;
nel lungo periodo intercorso tra la firma della Convenzione e la sua ratifica, il 28 gennaio 2003 è stato aperto alla firma degli Stati aderenti alla Convenzione il protocollo addizionale alla Convenzione stessa, relativo all'incriminazione di atti di natura razzista e xenofobica commessi a mezzo di sistemi informatici;
l'articolo 6 del protocollo, in particolare, si occupa della diffusione nella rete web delle idee e delle teorie volte a minimizzare, negare o giustificare i gravi crimini commessi durante la seconda guerra mondiale, con specifico riguardo all'olocausto;
successivamente, il Consiglio dell'Unione europea ha adottato la decisione quadro 2008/913/GAI, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale;
l'articolo 1 della decisione quadro, sulla scia della Convenzione del Consiglio d'Europa, dispone che ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché i seguenti comportamenti intenzionali siano resi punibili: a) l'istigazione pubblica alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone, o di un suo membro, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza o all'origine nazionale o etnica; b) la perpetrazione di uno degli atti di cui alla lettera

a) mediante la diffusione e la distribuzione pubblica di scritti, immagini o altro materiale; c) l'apologia, la negazione o la minimizzazione grossolana dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra, quali definiti agli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale, dirette pubblicamente contro un gruppo di persone, o un membro di tale gruppo, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza o all'origine nazionale o etnica, quando i comportamenti siano posti in essere in modo atto a istigare alla violenza o all'odio nei confronti di tale gruppo o di un suo membro; d) l'apologia, la negazione o la minimizzazione grossolana dei crimini definiti all'articolo 6 dello statuto del Tribunale militare internazionale, allegato all'accordo di Londra dell'8 agosto 1945, dirette pubblicamente contro un gruppo di persone, o un membro di tale gruppo, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza o all'origine nazionale o etnica, quando i comportamenti siano posti in essere in modo atto a istigare alla violenza o all'odio nei confronti di tale gruppo o di un suo membro;
l'articolo 10 della decisione quadro fissa il termine del 28 novembre 2010 entro il quale gli Stati membri adottano le misure necessarie per conformarsi alla decisione stessa;
risulta all'interrogante che lo Stato italiano non ha firmato il protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica e che ancora non ha adottato nessuna misura ulteriore rispetto a quelle già vigenti per conformarsi alla decisione quadro;
Domenico Vulpiani, dirigente generale della polizia di Stato, coordinatore della sicurezza informatica e per la protezione delle infrastrutture critiche informatizzate sul territorio nazionale, nell'audizione svolta presso le Commissioni riunite affari costituzionali ed affari esteri il 25 maggio 2010, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'antisemitismo, ha sottolineato l'importanza del protocollo addizionale al fine di contrastare il dilagare dell'antisemitismo dilagante nella rete informatica, nelle sue diverse declinazioni -:
quali motivi stiano inducendo il Governo a non firmare il Protocollo addizionale relativo all'incriminazione di atti di natura razzista e xenofobica commessi a mezzo di sistemi informatici;
quale posizione intenda esprimere in merito all'attuazione della decisione quadro 2008/913/GAI.
(5-03703)