• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09280 [Disimpegno delle Ferrovie dello Stato in Sicilia]



LO MONTE, COMMERCIO, LATTERI, LOMBARDO e MISITI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
da anni «Ferrovie dello Stato Spa» sta praticando nel territorio della regione siciliana , in maniera inesorabile e determinata, una politica di disimpegno, di ridimensionamento e di assoluta esclusione dai piani di investimento;
tale politica ha causato nell'ultimo decennio una riduzione dei flussi dei passeggeri del 30 per cento e delle merci del 40 per cento a favore, nel caso delle merci, del trasporto stradale, andando così ad aggravare una situazione già insostenibile, anche a causa della inadeguatezza della rete infrastrutturale, per la sicurezza e per gli effetti sull'ambiente;
dal 2009 ad oggi i collegamenti nello stretto di Messina, invece di migliorare, sono sensibilmente peggiorati. È infatti in atto un piano di dismissione operato da Rete ferroviaria italiana (Rfi) che prevede riduzioni delle tabelle d'armamento;
dal canto suo, inoltre, la divisione passeggeri nazionale/internazionale di Trenitalia ha deciso di eliminare diverse vetture dalle tratte Palermo-Roma, Siracusa-Roma, Palermo-Milano andata e ritorno, Siracusa-Milano andata e ritorno, e di sopprimere dal 13 dicembre 2010, i treni a lunga percorrenza da Siracusa a Messina e viceversa e da Agrigento a Roma e viceversa;
la strategia di disimpegno di Trenitalia nell'area dello Stretto prevede in pratica il taglio delle cosiddette «antenne», quei treni che partono da Palermo e Siracusa per poi unirsi a Messina e dirigersi verso il Centro-Nord del Paese, e che, nelle previsioni del nuovo piano, verranno sostituite da pullman fino a Messina con una riduzione pratica di vagoni e posti viaggiatori che raggiunge il 50 per cento dell'offerta di servizio;

tali direttive di Trenitalia, formulate unilateralmente e non concordate con le parti sociali e le istituzioni locali, hanno determinato ad oggi, ad avviso degli interroganti, una palese violazione degli standard minimi qualitativi del servizio di trasporto ferroviario;
l'area geografica dello stretto di Messina costituisce un sistema conurbato ove operano costantemente lavoratori, professionisti e studenti universitari ed ove si registra un fenomeno di pendolarismo che raggiunge una media di quasi 10.000 viaggi di andata e ritorno al giorno;
la suddetta politica di disimpegno, tra l'altro, ha avuto un ulteriore effetto negativo in Sicilia nel settore occupazionale, soprattutto nella provincia messinese ove si è assistito ad una riduzione del 75 per cento delle maestranze alla quale va aggiunta la percentuale occupata nelle officine meccaniche che si occupano della manutenzione;
tale notevole riduzione dell'offerta commerciale comporta l'inevitabile disaffezione della clientela siciliana, che costretta fra inefficienze e disservizi a scegliere altri mezzi di trasporto, vede mortificato il suo diritto alla continuità territoriale, diritto che si colloca nell'ambito della garanzia dell'uguaglianza sostanziale dei cittadini ai quali deve essere consentito di spostarsi nel territorio nazionale con pari opportunità;
ogni Stato deve garantire a tutti i cittadini il diritto alla mobilità indipendentemente dalla loro dislocazione geografica e, quindi, in particolare di fronte allo svantaggio dell'insularità, dotandoli di un efficiente sistema di trasporti;
il 27 ottobre 2009, rispondendo ad un atto di sindacato ispettivo, il Governo dichiarava testualmente che: «...alla dismissione della nave Sibari (la quale sarà venduta (...) portando a quattro il numero delle navi disponibili) corrisponde il rinnovo della nave Logudoru» e che «il Governo sta operando per lo sviluppo del Meridione, e della Sicilia in particolare, (...) poiché è primario interesse di tutti consentire, attraverso adeguati interventi infrastrutturali e adeguate misure in materia trasportistica, lo sviluppo socioeconomico di questa regione...»;
la Sicilia che deve essere considerata, a tutti gli effetti, un'area strategica in termini trasportistici, al contrario, da anni subisce una politica di disimpegno da parte dei vertici del gruppo FS che ne sta compromettendo le potenzialità di sviluppo territoriale, relegandola ai margini del sistema Paese -:
se sia a conoscenza di quali sono le ragioni della politica di disimpegno di FS in Sicilia, ancora una volta depredata di servizi indispensabili, disimpegno che rischia di aggravare ancora di più il divario esistente tra il Nord ed il Sud del Paese;
se il Governo, nel suo ruolo di azionista unico del gruppo F.S. e di decisore strategico, non ritenga opportuno intervenire in modo risolutivo nei confronti di Trenitalia per assicurare ai passeggeri che dalla Sicilia si dirigono verso il resto del Paese il diritto ad una mobilità efficiente e sicura e quali iniziative intenda intraprendere al fine di eliminare la misura che sopprime i convogli a lunga percorrenza;
se non ritenga necessario adottare, nell'ambito dell'attuazione della perequazione infrastrutturale, una seria politica di investimenti infrastrutturali che accrescano il diritto alla mobilità territoriale soprattutto nelle aree più svantaggiate del Paese.
(4-09280)