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Atto a cui si riferisce:
C.1/00486 [Persecuzioni delle minoranze cristiane del mondo]



La Camera,
premesso che:
le vicende degli ultimi anni, in particolare in India, hanno portato alla ribalta della cronaca mondiale tanti singoli episodi di intolleranza religiosa che spesso e volentieri si tramutano in veri e propri stermini;

la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite ha coniato il termine «cristianofobia» nel 2003 e lo ha associato ai concetti di islamofobia e di antisemitismo;
secondo le stime dell'ONU sarebbero circa 200 milioni i cristiani nel mondo che stanno subendo persecuzioni e violenze;
dall'agosto del 2008 nell'Orissa, una zona dell'India, sta avvenendo un vero e proprio sterminio nei confronti dei cristiani. In meno di 6 mesi tra il 2007 e il 2008 vi sono state 93 vittime, la fuga di 50 mila profughi, alcuni dei quali una volta tornati a casa sono stati costretti alla conversione forzata all'induismo, la distruzione di 6.500 case, 350 chiese e 45 scuole;
la barbarie della cristianofobia si manifesta anche in Nigeria dove a marzo di quest'anno circa 500 cristiani sono stati massacrati a colpi di macete da parte delle tribù nomadi musulmane;
nel mondo di oggi e in particolare nel Vicino e Medio Oriente le religioni minoritarie rischiano l'estinzione;
in Libano i cristiani di tutte le confessioni stanno fuggendo in massa da un paese martoriato dagli attentati e da una permanente insicurezza;
in Egitto i copti che rappresentano il 10 per cento della popolazione subiscono discriminazioni, minacce, aggressioni collettive e negli ultimi tre anni solo nella diocesi di Hagaza hanno subito tre incendi;
in Iran i seguaci della fede bahà'ì sono perseguitati, imprigionati e assassinati;
in Palestina gli arabi cristiani, che pure costituiscono parte integrante del popolo palestinese, sono oggi vittime dell'ostracismo e delle minacce dei fondamentalista;
più vicino all'Italia in Algeria, i cristiani sono costretti a subire discriminazioni inaccettabili;
la situazione più drammatica è quella dell'Iraq, dove i cristiani sono vittime di estorsioni, rapimenti, torture e omicidi. Le chiese sono incendiate; molti sacerdoti, e recentemente persino il vescovo caldeo di Mossul, Monsignor Paulos Faraj Rahho, sono stati assassinati. La comunità cristiana, che prima della guerra era costituita da oltre un milione di persone, è ridotta a meno della metà;
queste minoranze religiose non sono delle intruse né nel Vicino né nel Medio Oriente;
la maggior parte di loro è presente in quei luoghi da 2000 anni. Sono a casa propria, eppure viene loro contestato il diritto di rimanerci;
cristiani, musulmani, ebrei o agnostici, non possono restare insensibili alle sofferenze di intere popolazioni perseguitate per le loro credenze religiose;
non è possibile accettare l'idea di un'uniformizzazione forzata della regione culla di alcune tra le più grandi religioni dell'umanità. E nemmeno si può osservare senza preoccupazione il fossato che si sta creando tra un Occidente in cui il pluralismo religioso è un fatto acquisito e un Oriente dove puntualmente vengono violati i più basilari diritti umani;

impegna il Governo:

a sensibilizzare, attraverso il Ministero degli affari esteri, le ambasciate estere dei Paesi interessati da questi fenomeni drammatici, al fine di una maggiore collaborazione volta alla cessazione di questi stermini ispirati da motivi religiosi, posto che solo il rispetto della libertà di religione e dei diritti umani, possono essere la premessa fondamentale per l'affermazione dei valori della pace e della civile convivenza tra i popoli.
(1-00486)
«Mazzocchi, Angelucci, Laboccetta, Pittelli, Speciale, De Nichilo Rizzoli, Antonio Pepe, Aracri, Barani, Beccalossi, Bergamini, Binetti, Calabria, Capitanio Santolini, Carlucci, Castellani, Colucci, Cosenza, De Camillis, Delfino, Fucci, Ghiglia, Ginoble, Gottardo, Laffranco, Landolfi, Lehner, Lisi, Lorenzin, Lusetti, Malgieri, Mancuso, Migliori, Minasso, Nola, Pagano, Paglia, Porcu, Raisi, Rao, Razzi, Saltamartini, Savino, Valducci, Ventucci, Zacchera».