• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/03992 [Annullamento del concorso per notai]



GERMONTANI, VIESPOLI, VALDITARA, MENARDI, SAIA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, PONTONE - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

con determinazione del direttore generale 28 dicembre 2009, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 gennaio 2010, n. 13, 4ª serie speciale, è stato bandito un concorso a 200 posti per notaio da svolgersi nei giorni 27, 28 e 29 ottobre 2010 nei locali della Fiera di Roma;

il suddetto bando, ai sensi dell'art. 6 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 166, che regola il concorso notarile, prevede che l'esame scritto consti di tre distinte prove teorico-pratiche, riguardanti un atto di ultima volontà e due atti tra vivi, di cui uno di diritto commerciale;

all'art. 8 del suddetto decreto legislativo è disciplinato lo svolgimento delle prove scritte: «La commissione si riunisce il giorno di ciascuna prova scritta nel luogo ove questa si tiene alle ore sei e trenta e, estratta a sorte la materia su cui verte la prova scritta, formula tre distinti temi che sono dal Presidente chiusi e sigillati in altrettante buste uguali. Il presidente fa estrarre a sorte da uno dei concorrenti una delle tre buste. (...) Aperta la stessa, sottoscrive il tema (...) e lo fa dettare, senza indugio ai concorrenti. (...) Su ciascun foglio utilizzato per le prove scritte è apposto il timbro di riconoscimento della commissione. Nel termine di otto ore dalla dettatura del tema devono essere consegnati tutti gli elaborati»; inoltre, i luoghi dove si svolge il concorso devono essere sigillati e schermati;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

per il suddetto concorso si sono presentati a Roma nei locali della Fiera circa 3.300 candidati provenienti da tutta Italia, che hanno sostenuto, in proprio, le spese del viaggio, del vitto e dell'alloggio per tutta la settimana, chiedendo giorni di ferie o perdendo giornate dal proprio lavoro;

la traccia del secondo giorno inerente all'atto di ultima volontà era pressoché identica ad una traccia assegnata come esercitazione alla scuola "Anselmo Anselmi" di Roma nella settimana tra il 6 e l'11 ottobre 2010;

molti candidati, avendo frequentato la scuola, dopo la dettatura facevano notare la gravità di tale somiglianza alla commissione, che così rispondeva "Meglio per voi";

la mattina del terzo giorno alcuni candidati vengono trovati in possesso della traccia da svolgersi con relativi fogli contenenti il compito già svolto, fogli non timbrati dalla Commissione come prevede l'art. 8 del decreto-legge n. 166 del 2006 di cui in premessa. I candidati vengono espulsi senza verbalizzazione di questo fatto;

intanto nel padiglione 7, quello in cui la commissione si trova a formulare le tracce e a dettarle, centinaia di candidati chiedono ai commissari spiegazioni sulla grave irregolarità del giorno precedente;

essendo la traccia sostanzialmente identica ad una già assegnata in una scuola, i commissari hanno gravemente violato l'art. 8 citato poiché la stessa non è stata formulata la mattina stessa e, soprattutto, non è stato rispettato il requisito dell'originalità: non c'è stata parità di trattamento per i candidati, violando quindi anche principi costituzionali;

la commissione inizialmente non dà risposte, imputando ad una semplice casualità le identità delle due tracce;

all'insistenza dei candidati nel volere una spiegazione e soprattutto le dimissioni di una commissione che non è stata in grado di adempiere al proprio ufficio con correttezza e nella legalità, questa rispondeva di accomodarsi ai posti, concludere il concorso e far rilevare queste irregolarità in altra sede, pena una denuncia per interruzione di pubblico concorso;

il Presidente fa intervenire la Polizia penitenziaria, che addirittura carica delle candidate sedute tranquillamente ai banchi, rovesciando tavoli e sedie e creando un clima da brivido;

ancora viene richiesta dai candidati la presenza dei carabinieri che viene negata dalla commissione;

dovendosi concludere la prova entro la mezzanotte della medesima giornata, ed avendo i candidati per legge a disposizione otto ore dalla dettatura della traccia, il Presidente pensa, in spregio a tutte le leggi citate in premessa, di scegliere ed aprire lui la busta, leggerla nonostante non ci fossero le condizioni: alle porte dei padiglioni erano stati tolti i sigilli e le porte stesse erano aperte, i candidati in piedi;

la legge inoltre richiede la dettatura, non la semplice lettura della traccia, che deve essere fatta senza indugio, mentre in quella circostanza la busta è rimasta aperta a lungo;

in entrambi i padiglioni le proteste si facevano sentire, nessuno invece poteva udire la traccia. Eppure il Presidente continuava la sua lettura, annunciando falsamente, alle ore 16 e 05, che erano le ore 15 e 59 e che da quel momento partivano le otto ore per lo svolgimento;

inoltre, per sopperire alla mancata dettatura, il presidente ha fatto distribuire qualche decina di fotocopie della traccia stessa per oltre 3.000 candidati,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo stia adottando in merito ai gravi fatti esposti;

se non si ritenga opportuno l'annullamento dell'intero concorso;

se non si ritenga opportuno valutare lo scioglimento dell'intera commissione e sanzioni disciplinari a carico dei suoi componenti.