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Atto a cui si riferisce:
C.1/00474 [Ribadire in tutte le sedi l'assoluta contrarietà alle pratiche di vivisezione animale]



La Camera,
premesso che:
nel mese di settembre 2010 è stata approvata la direttiva n. 2010/63/UE che abroga la direttiva 86/609/CEE in materia di utilizzo di animali per fini scientifici;
tale direttiva prevede, anche se in deroga, la possibilità di ricorrere per gli esperimenti a gatti e cani randagi e di utilizzare specie in via d'estinzione compresi i primati;
si prevedono, inoltre, il ricorso alla soppressione per inalazione di anidride carbonica come metodo di uccisione di riferimento, che provoca sofferenza gratuita agli animali e la possibilità di effettuare esperimenti senza anestesia, anche se implicano dolore per l'animale;
il ricorso a procedure alternative, metodi validati ampiamente dalla comunità scientifica internazionale, è previsto solo «ove possibile», di fatto scoraggiando la sperimentazione di questi metodi;
il Trattato di Lisbona del 2009, entrato in vigore da gennaio 2010, sancisce l'obbligo per gli Stati membri di tenere conto nella ricerca, come in altri settori, del benessere degli animali in quanto esseri senzienti;
sono stati 40 gli eurodeputati che hanno abbandonato l'aula in segno di disappunto e a nulla sono servite le richieste di rinvio della votazione;
la direttiva in questione porta solamente ulteriori vantaggi economici alle case farmaceutiche, le quali puntano ad un abbattimento dei costi della vivisezione;
il testo della direttiva rappresenta un passo indietro evidente rispetto alla legislazione italiana che già dal 1991 vieta la pratica della vivisezione su cani e gatti randagi;
il ricorso alla sperimentazione sugli animali e la presunta necessità della pratica della vivisezione sono stati messi in discussione dalla comunità scientifica internazionale, evidenziando l'erroneità del modello animale rispetto a quello umano;
nella consultazione promossa dall'Unione europea durante l'iter di approvazione della direttiva, che ha visto la partecipazione di 42.000 cittadini, ottenendo il terzo più alto responso avuto, è stata espressa la volontà di una maggiore tutela per gli animali utilizzati negli esperimenti (93 per cento) e di un investimento maggiore a livello europeo per lo sviluppo e la validazione di metodi sostitutivi alla sperimentazione animale (79 per cento),

impegna il Governo:

a ribadire in tutte le sedi l'assoluta contrarietà alle pratiche di vivisezione animale, soprattutto sui randagi, come previsto dalla legislazione nazionale fin dal 1991;
ad assumere iniziative normative che, nel recepire la direttiva 2010/63/UE, introducano previsioni restrittive atte ad abolire definitivamente la vivisezione, favorendo inoltre lo sviluppo di metodi di ricerca che non facciano uso di animali;
a promuovere nelle competenti sedi europee una modifica alla direttiva 2010/63/UE al fine di introdurre norme restrittive che tengano conto del benessere animale, così come previsto dal Trattato di Lisbona.
(1-00474)
«Aracri, Holzmann, Mazzoni, Giulio Marini, Lainati, Sammarco, Piso, Landolfi, Lusetti, Mazzocchi, Dima, Laboccetta, Nicolucci, Ciccioli, Bernardo, Tommaso Foti, Ghiglia, Garofalo, Speciale».