• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/03970 [Valutazioni del Governo sulla vicenda delle intercettazioni tra il direttore della Rai e l'Autorità garante]



LANNUTTI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

i quotidiani italiani continuano a pubblicare ampi stralci di conversazioni, avvenute tempo fa tra il direttore generale della Rai, Mauro Masi, e il commissario dell'Autorità delle comunicazioni, Giancarlo Innocenzi;

in particolare un articolo de "Il Fatto Quotidiano" del 21 ottobre 2010 riporta le intercettazioni della Procura di Trani di un anno fa per far capire il ruolo di Mauro Masi nella tentata censura dei programmi "Annozero" e "Vieni via con me";

nelle conversazioni telefoniche Masi, come si legge nel citato articolo, «rivelava candidamente la sua logica subordinata a Berlusconi, il suo gioco di squadra con Giancarlo Innocenzi e il suo modo di intendere il ruolo di direttore generale della televisione pubblica. Il manager Rai non dubita mai di voler esaudire il desiderio di Berlusconi di far sparire la minaccia di Santoro dallo schermo. Si pone solo il problema pratico di trovare la modalità per fermare Annozero e le altre voci critiche con un lavoro "pulito" e impeccabile dal punto di vista legale. Grazie all'atteggiamento arrendevole di tutti gli organi di garanzia e dell'opposizione»;

l'indagine del Tribunale dei ministri intanto prosegue lentamente e riserva a Masi il ruolo di testimone unico indagato per concussione e minacce a corpo dello Stato;

come riporta l'articolo "per comprendere la gravità di quello che sta accadendo oggi a Fazio e Santoro, è utile leggere le trascrizioni integrali di Trani, finora inedite. Berlusconi emerge dalle telefonate come il regista della squadretta dei censori. Il commissario dell'Agcom costruisce l'azione per fermare Santoro ma è Masi che poi deve finalizzarla. Oggi il Direttore generale Rai sta portando a termine quella strategia. Cambiano gli obiettivi e i cavalli scelti ma la battaglia contro la libertà di informazione è la stessa. Allora, per tarpare le ali ad Annozero, Masi e Innocenzi puntavano sul "comitato processi in tv" dell'Agcom. Istituito con un regolamento del luglio 2009 mirava a tutelare la corretta esposizione delle cronache giudiziarie per evitare gogne mediatiche e plastici insanguinati in prima serata. Alla fine di novembre 2009 il comitato sembrava ai berlusconiani l'arma letale per impedire a Santoro di occuparsi dei casi giudiziari di Berlusconi, Dell'Utri e Cosentino. I membri del comitato però quando furono investiti della questione nel 2010 votarono contro la censura. Ma quando il 29 novembre 2009 Innocenzi chiama Masi al telefono, a quattro giorni dalla trasmissione sul caso Mills, il comitato è una delle contromisure passate in rassegna. Anche se i tempi stretti impongono anche altre soluzioni più svelte";

in data 10 dicembre 2009, la settimana successiva, «Annozero si occupa del processo Dell'Utri e delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza su Berlusconi. Masi chiama Innocenzi per sapere se l'Agcom farà qualcosa contro Santoro prima della trasmissione. Il commissario dell'Agcom gli spiega che ci vorrà un tempo più lungo per intervenire. Quando Innocenzi parla di settimane, il direttore generale della Rai esplode»;

il direttore Masi assediato nel suo dorato fortino di viale Mazzini, invece di garantire il pluralismo dell'informazione, purtroppo asservita, come rilevato dall'osservatorio di Pavia, agli interessi del Governo e della maggioranza specie dal TG1 di Minzolini, garantisce lavoro agli avvocati per la spropositata mole di cause giudiziarie promosse con l'esclusiva finalità intimidatoria per tappare la bocca ad ogni critica al suo operato per la faziosità delle notizie sfornate dalla RAI;

ad avviso dell'interrogante il direttore generale Masi dovrebbe essere sollevato dall'incarico non solo per avere violato il principio di separatezza che deve contraddistinguere il rapporto tra la Rai e l'Autorità di vigilanza, ma anche per aver tramato a danno dell'azienda incurante del successo di ascolti della trasmissione che lui manovrava per eliminare;

l'interrogante si domanda quali iniziative stia promuovendo l'Autorità per la garanzia nelle comunicazioni per impedire questi soprusi e questa informazione faziosa,

si chiede di sapere quale sia la valutazione del Governo, per gli aspetti di propria competenza, sulla vicenda illustrata e quali iniziative urgenti intenda assumere al fine di garantire ai cittadini una informazione libera ed indipendente nel pieno rispetto di quanto sancito dalla Costituzione all'art. 21 fuori da ogni conflitto di interesse.