• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/03972 [Riorganizzazione della sanità calabrese]



BELISARIO, GIAMBRONE, CAFORIO, CARLINO - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

dall'ultima ricognizione (relativa al 31 dicembre 2009) il deficit sanitario della Regione Calabria, fino al 31 dicembre 2008, ammonterebbe a 870 milioni di euro;

secondo il piano di riorganizzazione della sanità elaborato dalla Giunta regionale calabrese si dovrebbe procedere alla riconversione o alla chiusura dei piccoli ospedali, alla riorganizzazione della «rete emergenza» e della «continuità assistenziale», cosa che porterebbe l'offerta complessiva di posti letto da 7.600 a 6.400 con un taglio di 1.200 posti letto e 100.000 ricoveri;

la prima fase della riconversione, che dovrebbe essere attuata entro il 31 marzo 2011, riguarderebbe i presidi di Taurianova (Reggio Calabria), Palmi (Reggio Calabria), Siderno (Reggio Calabria), Chiaravalle Centrale (Catanzaro), San Marco Argentano (Cosenza) e Soriano Calabro (Vibo Valentia), mentre la seconda fase (da completarsi entro il 31 marzo del 2012) dovrebbe interessare gli ospedali di Rogliano (Cosenza), Cariati (Cosenza), San Giovani in Fiore (Cosenza), Mormanno (Cosenza), Acri (Cosenza), Serra San Bruno (Vibo Valentia), Praia a Mare (Cosenza), Lungro (Cosenza), Trebisacce (Cosenza), Soveria Mannelli (Catanzaro), Scilla (Reggio Calabria) e Oppido Mamertina (Reggio Calabria);

considerato che:

tali decisioni stanno suscitando forti preoccupazioni nelle popolazioni dei Comuni dell'alto Ionio poiché, come denunciato anche da vari sindaci della zona, in base al piano sopra illustrato, tra Crotone e Policoro l'unico presidio sarebbe rappresentato dagli ospedali riuniti di Rossano e Corigliano;

il territorio dell'alto Ionio cosentino, già fortemente penalizzato dal punto di vista infrastrutturale, verrebbe privato di importanti presidi sanitari quali Trebisacce, Cariati e Praia a Mare per un totale di circa 500 posti letto;

in particolare, secondo quanto denunciato dai sindaci della zona, oltre al fatto che i posti letto attualmente presenti nella provincia di Cosenza (tra pubblico e privato) non supererebbero i 2.700 per una la popolazione di 734.445 abitanti, i cittadini della zona ionica disporrebbero solamente di 1,5 posti letto per mille abitanti, mentre altre aree disporrebbero di circa 4,5 posti letto per mille abitanti;

particolarmente ingiustificata, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista territoriale, risulterebbe la decisione di chiudere l'ospedale "Guido Chididimo" di Trebisacce il quale avrebbe a regime circa 5000 ricoveri, 350 parti e 900 interventi chirurgici, oltre ad essere ospedale di frontiera, e ospedale di montagna (serve 17 Comuni di cui 11 montani, pari a circa 60.000 abitanti), in un territorio ad insufficiente rete viaria e ferroviaria, nonché l'unico presidio sanitario della sua zona per oltre 50 chilometri,

si chiede di sapere quali azioni concrete i Ministri in indirizzo intendano porre in essere per vigilare affinché, a) pur nel rispetto dell'attuazione di un piano di rientro e delle competenze regionali, si realizzi nella Regione Calabria una presenza equilibrata degli ospedali sul territorio, nelle province e tra le province, sulla base di criteri oggettivi e facendosi carico delle difficoltà e delle esigenze delle aree di confine; b) in particolare per quanto concerne l'area dell'alto Ionio, nell'ambito del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, sia garantito il diritto alla salute dei cittadini dell'area stessa, anche in considerazione delle caratteristiche orografiche del territorio e delle condizioni precarie della viabilità.