• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01675 [Declassamento delle sedi territoriali INAIL]



TOMASELLI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

con determinazione n. 80 del 15 settembre 2010 del Presidente dell'INAIL è stata approvata la rideterminazione della dotazione organica dell'Istituto, in ottemperanza di quanto previsto dal decreto-legge n. 194 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, che obbliga le pubbliche amministrazioni ad una riduzione di personale, con qualifiche sia dirigenziali che non;

con tale determinazione si è provveduto a orientare gli interventi di riduzione del personale in gran parte verso le sedi locali ed in parte minima verso la sede nazionale e quelle regionali;

in particolare, si sono individuate dieci sedi locali da declassare a "Unità affidate alla responsabilità di personale non dirigenziale" sulla base dei criteri del portafoglio complessivo in gestione e del posizionamento geografico delle unità stesse, nonché di ulteriori fattori qualitativi, come le caratteristiche del bacino di utenza e le connotazioni specifiche del territorio di competenza;

in detta determinazione viene precisato che tali criteri hanno determinato una "graduazione" delle sedi da declassare "non esattamente coincidente con quella derivante dal puro dato numerico del portafoglio complessivamente gestito";

a tale atto è collegata, altresì, la conseguente perdita della direzione sanitaria, non essendo prevista per le sedi di tipo B la presenza di un dirigente medico di II livello;

tutto ciò determinerà nell'immediato nei territori interessati pesanti effetti in termini di riduzione quali-quantitativa dei servizi resi all'utenza, lavoratori e imprese;

considerato che:

all'interrogante appare del tutto ingiustificata la scelta di declassamento, tra le dieci individuate, della sede provinciale di un territorio come quello della provincia di Brindisi, in cui insiste una delle aree industriali più estese del Mezzogiorno e dove hanno sede primarie aziende industriali nazionali ed internazionali che occupano diverse migliaia di lavoratori in vari settori quali l'energia, la chimica, la farmaceutica, l'aerospazio, la metalmeccanica, i trasporti, nonché un vasto tessuto di piccole e medie imprese;

in tale contesto industriale e produttivo numerosi sono stati negli ultimi anni casi di infortuni sul lavoro, alcuni anche mortali, a conferma della necessità di un impegno sinergico e coordinato delle istituzioni e delle parti sociali volto ad individuare e realizzare percorsi condivisi che consentano di contribuire concretamente al contrasto del fenomeno ed all'affermazione della legalità;

nello specifico, nella provincia di Brindisi, su iniziativa della locale Prefettura, è stato sottoscritto in data 5 ottobre 2009 il "Protocollo d'intesa per la legalità, la sicurezza e la regolarità del lavoro", uno dei primi esempi in Italia di feconda collaborazione tra istituzioni, enti preposti e forze sociali volto a incentivare e diffondere la cultura della sicurezza quale obiettivo comune, affinché, insieme al rispetto delle regole, aumenti la consapevolezza che lavorare in sicurezza, oltre a tutelare la vita umana, consente di ridurre i costi sociali diretti e indiretti ed è condizione per una sana competitività economica;

alla sottoscrizione di tale protocollo presenziava il prefetto Marisa Troise Zotta, capo dell'Ispettorato generale di amministrazione del Ministero dell'interno, che manifestava il vivo apprezzamento del Ministero dell'interno per l'iniziativa, asserendo che l'iniziativa avrebbe potuto rappresentare un modello di lavoro sinergico tra le Istituzioni e le parti sociali da proporre, come modello di buona amministrazione, anche in altre Province e contesti territoriali;

in tale importante e qualificato impegno era stato sancito come determinante, nell'ambito delle proprie competenze, il ruolo della sede provinciale dell'INAIL, che, alla luce di quanto sopra richiamato, viene oggettivamente messo in discussione indebolendo sostanzialmente l'intero lavoro collegiale definito nel suddetto Protocollo d'intesa,

si chiede di sapere:

posto che sono state elencate in premessa alcune delle ragioni che rendono particolarmente penalizzante la scelta di declassamento delle sedi territoriali INAIL ed, in particolare, quella di Brindisi, quali siano stati i criteri non meramente quantitativi alla base di tali scelte e se, pertanto, siano state operate scelte sulla base del mero criterio della discrezionalità da parte della struttura centrale dell'Istituto;

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare perché non si smantelli, in una parte così significativa del Paese, il presidio territoriale di prevenzione ed assistenza garantito dall'INAIL;

se non ritenga di emanare propri urgenti indirizzi all'INAIL affinché gli interventi di riduzione del personale non siano orientati ai territori indebolendo, quindi, le funzioni essenziali dell'Istituto, quanto più opportunamente, invece, verso le strutture nazionali o regionali, meno impegnate nel quotidiano delicato rapporto con l'utenza rappresentata da lavoratori ed imprese;

se non ritenga necessario sollecitare l'Istituto a riconsiderare, specificamente, in ragione di quanto sopra riportato, la scelta di declassamento della sede di Brindisi, una delle realtà industriali più ampie e complesse dell'intero Mezzogiorno.