• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00864 [Deprofessionalizzazione specifica del Sistema statistico nazionale]



La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, per sapere - premesso che:
non vi è nessun riferimento nel decreto legislativo n. 322 del 1989, che istituisce il Sistema statistico nazionale - SISTAN, riguardo a chi deve dirigere gli uffici di statistica, mentre già nel regio decreto legge 24 marzo 1930, n. 436, e nella legge n. 1748 del 1930, restate dal 1989 disattese, veniva «Riconosciuta l'urgente ed assoluta necessità di promuovere la preparazione tecnica del personale destinato ad esercitare funzioni direttive negli uffici di statistica istituiti presso enti statali, parastatali e autarchici», quindi nell'articolato veniva deciso che:
«articolo 1 - Gli uffici di statistica esistenti o che verranno istituiti presso enti autarchici e parastatali devono avere funzioni organicamente distinte da quelle degli altri servizi ed essere diretti da persone fornite di speciale abilitazione nelle discipline statistiche.
articolo 2 - I funzionari addetti alla direzione degli uffici di statistica delle amministrazioni dello Stato a termini del regio decreto-legge 27 maggio 1929, n. 1285, devono essere forniti del titolo di speciale abilitazione nelle discipline statistiche di cui al seguente articolo 3 - L'abilitazione alle funzioni suindicate si consegue mediante un esame sostenuto presso le università o gli istituti superiori del regno in conformità delle disposizioni che saranno impartite con decreto del capo del governo, di concerto col ministro per l'educazione nazionale»;
per garantire la necessaria professionalità negli uffici di statistica del SISTAN il Comitato di indirizzo e coordinamento dell'informazione statistica - Comstat, emanava la direttiva n. 1/ del 15 ottobre 1991, reiterandola per le varie diversità di enti, con le «Disposizioni per gli uffici di statistica del Sistema statistico nazionale, loro organizzazione o loro eventuale riorganizzazione, che all'articolo 4, dice:
1. Il personale dell'ufficio di statistica deve essere quantitativamente e qualitativamente adeguato all'attività statistica da svolgere e possedere la preparazione professionale statistico-informatica necessaria per l'uso delle apparecchiature informatiche in dotazione.

2. Il responsabile dell'ufficio deve essere preferibilmente un funzionario con precedenti esperienze statistiche, per aver diretto uffici di statistica o per aver curato particolari indagini statistiche, oppure laureato o diplomato in discipline statistiche o che abbia superato corsi di qualificazione professionale in materie statistiche o, ancora, che abbia svolto ricerche o pubblicato lavori di rilievo nello stesso campo»;
ne è derivato che da venti anni si verifica la deprofessionalizzazione specifica del Sistema statistico nazionale, come risulta dalle annuali «Relazioni al Parlamento sull'attività dell'Istat sulla raccolta, trattamento e diffusione dei dati statistici della P.A. e sullo stato di attuazione del programma statistico nazionale», ultima del maggio 2010 con dati dell'anno 2009; infatti i laureati in statistica sono solo il 5,4 per cento degli oltre 10 mila addetti negli uffici di statistica e alla loro direzione, per la quale talvolta è necessario sentire il presidente dell'Istat, la quota dei laureati in statistica è pari al 3,2 per cento, contro il 18,1 per cento dei laureati in materie giuridiche. Le quote più alte di responsabili laureati in statistica si osservano per le amministrazioni centrali (44,4 per cento), per gli enti nazionali (37,9 per cento) e per le regioni e province autonome (23,8 per cento). Si riconferma, invece, lo scarso peso della specializzazione in discipline statistiche nelle altre amministrazioni, in particolare nei comuni fino a 100 mila abitanti (1,5 per cento) e meno nelle prefetture-Utg, alle quali, in assenza di professionalità specifica nell'ufficio, «compete il collegamento e l'interconnessione a livello provinciale di tutte le fonti pubbliche preposte alla raccolta ed alla elaborazione dei dati statistici, come individuate dall'ISTAT»; eppure il regio decreto-legge 24 marzo 1930, n. 436, e la legge n. 1748 del 1930 prevedeva che per dirigere l'ufficio di statistica era necessario aver superato l'esame di Stato nelle discipline statistiche, tutt'ora esistente e nella forma delle lauree 3+2, ora necessario solo per certificare la professionalità di chi va a dirigere gli uffici di statistica nella pubblica amministrazione, in quanto tale esame non garantisce l'iscrizione ad un Albo professionale tutt'ora non esistente, anche se dal 1966, ossia da 46 anni, sono state presentate in Parlamento nelle varie legislature specifiche proposte di legge, e ora anche la sottoscritta ha presentato alla Camera una proposta di legge, che reca il n. 1294, sull'Ordinamento della professione di statistico nonché l'istituzione dell'Ordine e dell'albo degli statistici;
giova ricordare che negli uffici di statistica è stato assunto il 94,6 per cento di non statistici, mentre gli statistici operativi attualmente in Italia sono oltre 30 mila, dato che dalle università negli ultimi anni, con dati di difficile reperimento visto che l'Istat pubblica nell'annuario statistico i laureati in scienze statistiche globalmente con i laureati in economia, sono usciti nella totalità delle diverse specializzazioni in attuariali, demografiche, economiche, e altro negli anni 1981 (227 laureati), 1986 (336), 1991 (544), 1996 (-860), 2001 (1.428), 2002 (1.845), 2003 (1.903), 2004 (1.845), 2005 (1.689), 2006 (1.360), 2007 (1.128), 2008 (1.134), 2009 (1.223); ossia un numero più che sufficiente a coprire le necessità operative e professionali degli uffici di statistica del SISTAN;
inoltre risulta che sono 10.063 gli addetti alla statistica pubblica che operano negli uffici di statistica (3.391) per cui il numero medio di addetti nel 2009 è di 3,0 addetti per ufficio e data la scarsa professionalità specifica in campo statistico degli addetti negli uffici, con diplomi di secondo grado il 59,6 per cento, la quasi metà degli uffici rispondenti al questionario dell'ISTAT dichiara di non svolgere mai la validazione delle pubblicazioni (46,9 per cento), il 41,1 per cento lo fa a volte e solo il 6,8 per cento lo fa sempre, per cui i dati che diventano statistiche ufficiali vengono solo in parte certificati, nonostante le specifiche direttive del Comstat;
è noto che molti posti messi a concorso per statistici negli uffici di statistica della pubblica amministrazione sono stati

assegnati erroneamente anche a laureati in scienze politiche ed in economia e commercio, data la generica equipollenza con scienze statistiche, facendo riferimento al decreto 12 agosto 1991, che però riguardo ai pubblici concorsi è stato integrato, riservando quindi agli statistici i posti di «collaboratore statistico» nella pubblica amministrazione, come segue: 1. Il decreto del 12 agosto 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 212, del 10 settembre 1991, relativo all'equipollenza delle lauree in scienze statistiche viene integrato come segue: «Ai pubblici concorsi per il profilo professionale di collaboratore statistico possono partecipare soltanto i laureati in scienze statistiche e demografiche, scienze statistiche e attuariali e scienze statistiche ed economiche», Decreto Interministeriale 12 agosto 1991 (Gazzetta Ufficiale del 10 settembre 1991, n. 212);
occorre sapere che nel SISTAN il 96 per cento degli uffici di statistica è costituito da strutture polifunzionali che non svolgono compiti unicamente statistici, mentre nel regio decreto legge 24 marzo 1930, n. 436 veniva deciso che gli uffici di statistica «devono avere funzioni organicamente distinte da quelle degli altri servizi», e il principio è stato reiterato, ma senza risultato, nelle direttive del Comstat, dove per l'assetto organizzativo è detto che gli uffici di statistica devono avere «funzioni organicamente distinte da quelle di altri servizi» e che tale autonomia funzionale «è realizzata, di norma, costituendo l'ufficio stesso in unità organica a se stante» -:
se non ritenga opportuno:
a) attivarsi per richiamare la responsabilità dei vertici delle amministrazioni pubbliche, alle cui dipendenze dovrebbe essere l'ufficio di statistica, verso l'applicazione del regio decreto legge 24 marzo 1930, n. 436, e della legge n. 1748 del 1930 per quanto attiene alla reale professionalità degli operatori, specie dei direttori degli uffici di statistica, mediante l'emanazione di una specifica direttiva per gli uffici di statistica che garantisca nel loro ambito la necessaria professionalità statistica degli addetti, ora ridotta al 5,4 per cento, visto che non è stata garantita né dal Comitato di indirizzo e coordinamento dell'informazione statistica - Comstat, né dalla Commissione per la garanzia dell'Informazione Statistica (CGIS) e neppure dallo stesso istituto nazionale di statistica - Istat;
b) assumere iniziative dirette a rivedere le norme del decreto legislativo n. 322 del 1989, al fine di integrarlo con il recepire le disposizioni del regio decreto legge 24 marzo 1930, n. 436, e della legge n. 1748 del 1930 e predisponendo delle modifiche alle emanate Direttive del Comstat al fine di garantire negli uffici di statistica, in futuro, la presenza di personale già qualificato da specifici studi accademici e la cui professionalità sia attestata dall'avere superato l'esame di Stato nelle discipline statistiche, come era prima del 1989.
(2-00864)«Siliquini».