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Atto a cui si riferisce:
C.7/00417 [Prevenire le condizioni di povertà secondo le linee dell'Agenda Sociale Europea ]



La XII Commissione,
premesso che:
la Commissione europea ha designato il 2010 quale anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale, intendendo ribadire l'impegno dell'Unione europea a svolgere un ruolo decisivo per l'eliminazione della povertà;
«la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale è uno degli obiettivi centrali dell'Unione europea e il nostro approccio congiunto è stato uno strumento importante per orientare e sostenere le azioni negli Stati membri» ha affermato Vladimír Špidla, commissario responsabile per gli affari sociali. «L'Anno europeo porterà avanti questo discorso facendo opera di sensibilizzazione tra il pubblico sul fatto che la povertà continua a incombere sulla vita quotidiana di tanti europei»;
ai giorni nostri, nonostante l'Unione europea sia una delle regioni più ricche al mondo, 78 milioni di persone, ovvero il 16 per cento della popolazione, sono a rischio povertà non disponendo di risorse;
tra i Paesi dell'Europa dei quindici, la situazione italiana è tra le peggiori, insieme a quella degli altri grandi Paesi mediterranei, con un livello di disuguaglianza più elevato e una situazione di gravità della povertà più marcata. In Italia, secondo l'Istat, le famiglie povere sono 2 milioni 623 mila, mentre gli individui poveri sono 7 milioni 537 mila;
la situazione è particolarmente critica nel Mezzogiorno, dove il reddito delle famiglie è pari a circa tre quarti di quello delle famiglie del Centro-nord;
le famiglie numerose, i minori, la povertà femminile e le famiglie con anziani a carico sono le categorie più esposte a sprofondare sotto la soglia della povertà;
in relazione all'«anno europeo della povertà», il programma nazionale dell'Italia, elaborato dal Ministero del lavoro

e delle politiche sociali prevede l'aggiornamento della strategia di lotta alla povertà nel contesto dell'attuale situazione economico-sociale del Paese e del nuovo indirizzo delle politiche sociali del Governo;
il rapporto strategico nazionale 2008-2010 contro la povertà e il libro bianco sul futuro del modello sociale hanno posto l'accento sulle leve della partecipazione sociale, della responsabilità diffusa di tutta la comunità nella prevenzione e nel contrasto alla povertà, dell'attivazione dei processi di inclusione attiva;
nel Programma sono stati individuati questi obiettivi strategici:
a) il riconoscimento del diritto delle persone che vivono in condizione di povertà e di esclusione sociale a condurre una vita dignitosa e a svolgere un ruolo attivo nella società;
b) la responsabilità condivisa e la partecipazione nella realizzazione delle politiche di inclusione sociale attraverso l'impegno di tutti, soggetti pubblici e privati, nelle azioni di contrasto alla povertà ed all'emarginazione;
c) il rafforzamento dei fattori di coesione sociale, attraverso la sensibilizzazione della collettività rispetto ai vantaggi derivanti dalla riduzione delle situazioni di povertà ed esclusione sociale;
con la direttiva del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 5 maggio 2010 è stata prevista la presentazione di progetti, da realizzare su scala nazionale, finalizzati alla realizzazione del programma nazionale per il 2010, anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale e in base a tale direttiva sono poi stati finanziati 5 progetti presentati dai seguenti soggetti: Comunità di Sant'Egidio ACAP ONLUS; Fondazione banco alimentare ONLUSAICS - Associazione Italiana Cultura e Sport - Comitato Provinciale di Napoli, ACLI - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani - Roma, Associazione Avvocato di Strada - Bologna;
se ciò è sicuramente un primo passo, non è certo sufficiente ad affrontare la povertà nel nostro Paese come non sono state sufficienti le misure sinora intraprese dal Governo come il bonus gas, il bonus per l'energia elettrica, i contributi per gli affitti, i libri scolastici gratuiti, l'assegno per la maternità, l'assegno per il nucleo familiare dal terzo figlio, la «carta acquisti», per altro finanziata solo per il 2009,

impegna il Governo:

ad adottare tutte le misure atte a prevenire le condizioni di povertà assumendo come riferimento l'Agenda Sociale Europea i cui obiettivi indicati sono:
creare una strategia integrata che garantisca una interazione positiva delle politiche economiche, sociali e dell'occupazione;
promuovere la qualità dell'occupazione, della politica sociale e delle relazioni industriali, consentendo quindi il miglioramento del capitale umano e sociale;
adeguare i sistemi di protezione sociale alle esigenze attuali, basandosi sulla solidarietà e potenziandone il ruolo di fattore produttivo;
tenere conto del «costo dell'assenza di politiche sociali»;
a prevenire e a combattere tutte le forme di povertà incidendo su alcuni aspetti strutturali del nostro Paese attraverso: la buona e piena occupazione femminile; l'adozione di misure fiscali e monetarie a sostegno dei figli; l'elaborazione di politiche di conciliazione tra lavoro nel mercato e responsabilità di cura per donne e uomini; l'accesso ai servizi socio-educativi per la prima infanzia; l'adozione di misure per prevenire, rallentare, prendere in carico la non autosufficienza attraverso la piena, concreta e reale attuazione del fondo; una politica della casa a partire dagli affitti;
a definire, prima dell'entrata in vigore del federalismo fiscale, i livelli essenziali

delle prestazioni sociali (Lep) così come previsti all'articolo 22 della legge quadro n. 328 del 2000 e dall'articolo 117, comma 2, lettera m), della Costituzione ed ad assumere iniziative per integrare con risorse economiche adeguate il fondo nazionale per le politiche sociali;
a coordinare e predisporre, insieme gli altri soggetti titolari, ognuno per le proprie competenze, una nuova carta sociale, in una logica di welfare locale e sussidiario, in linea con la riforma federalista dello Stato, che coinvolga tutti i cittadini residenti in Italia, compresi gli stranieri stabilmente presenti nel nostro Paese e che preveda l'integrazione delle prestazioni monetarie con la fruizione di servizi alla persona gestiti dai comuni;
ad assumere iniziative per l'istituzione di un fondo nazionale per il contrasto della grave emarginazione, attraverso il rifinanziamento dell'articolo 28 della legge 328 del 2000 dando così la possibilità di implementare il sistema dei servizi dedicati all'accoglienza, all'accompagnamento ed alla protezione delle persone in grave emarginazione, di contrastare il disagio nelle periferie urbane di migliorare il percorso e l'accoglienza umanitaria dei migranti alle frontiere soprattutto marittime;
a riferire sul rapporto annuale sulla strategia nazionale per la protezione sociale e l'inclusione sociale previsto dalla strategia di Lisbona e che il Governo stesso deve trasmettere a Bruxelles entro il 30 settembre 2008;
a promuovere ogni anno una tavola rotonda sull'inclusione sociale, analoga a quella europea, con il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali e gli attori sociali.
(7-00417)
«Livia Turco, Lenzi, Grassi, Farina Coscioni, Murer, Miotto, Burtone, D'Incecco, Bossa, Sbrollini, Sarubbi, Argentin, Pedoto».