• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/03850 [Assicurare ai lavoratori una completa informazione sulla propria situazione contributiva]
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Testo della risposta scritta



BELISARIO, CARLINO, GIAMBRONE, BUGNANO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, il Governo aveva annunciato che entro il 2010 l'Istituto nazionale previdenza sociale (INPS) avrebbe inviato a ciascun lavoratore l'estratto conto aggiornato dei versamenti previdenziali accantonati fino a quel momento corredato da una proiezione sull'ammontare finale dell'assegno di pensione;

tale operazione non sarebbe stata poi realizzata a causa di problemi organizzativi dovuti alla difficoltà delle circa 30 casse di previdenza diverse dall'INPS a fornire i relativi dati;

in sostituzione dunque della modalità di informazione cartacea, l'INPS avrebbe comunicato la possibilità per ciascun lavoratore di ottenere informazioni sulla propria situazione contributiva attraverso il sito Internet dell'istituto ma solo per quanto concerneva i dati sulla contribuzione già versata senza fornire proiezioni sul futuro;

considerato che:

già all'inizio di maggio 2010, l'Associazione dei consulenti del terziario avanzato (ACTA) aveva individuato in questo cambio di rotta da parte dell'INPS una "scelta comunicativa ben precisa" volta a non "creare allarme tra i contribuenti. Soprattutto tra quelli a regime contributivo puro";

secondo appositi studi condotti dall'ACTA, infatti, i lavoratori iscritti alla gestione separata dell'INPS che in questi anni abbiano guadagnato circa 1.000 euro al mese e che per effetto della crisi non abbiano avuto sempre la continuità lavorativa, anche se avessero versato alle casse dell'INPS per 15 o 20 anni il contributo fisso del 27,2 per cento dei propri incassi, non arriverebbero nemmeno ad avere diritto all'assegno di pensione sociale ma solo a percepire un assegno di pensione stimato tra i 600 e i 700 euro;

si apprende da notizie di stampa che, in data 5 ottobre 2010, nel corso del convegno dal titolo "Gli scenari del welfare, tra nuovi bisogni e voglia di futuro" organizzato dal forum ANIA-Consumatori, il Presidente dell'INPS dottor Antonio Mastrapasqua avrebbe affermato che sul sito dell'istituto non sarebbe possibile per i lavoratori parasubordinati calcolare il valore della propria futura pensione perché "se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale",

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di quanto sopra illustrato;

quali azioni concrete intenda porre in essere al fine di assicurare a tutti i lavoratori la più completa informazione sulla propria situazione contributiva; assicurare l'estensione degli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori titolari di contratto atipico e parasubordinato; proporre meccanismi di solidarietà e di garanzia che possano portare i trattamenti pensionistici per i lavoratori titolari di contratti atipici e parasubordinati ad un livello non inferiore al 60 per cento della media della retribuzione, al netto della fiscalità.