• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03602 [Presenza equilibrata degli ospedali sul territorio della regione Calabria]



OLIVERIO e LARATTA - Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
il deficit sanitario della Calabria è «fuori controllo» e «senza segnali di miglioramento» come è emerso anche dal rapporto della Commissione della Camera sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali;
già il 17 dicembre 2009, il Presidente pro tempore della regione Calabria firmava, con i Ministri dell'economia e delle finanze e della salute, il piano di rientro dal debito, evitando così il commissariamento di quel settore;
l'attuale presidente della regione Calabria, Giuseppe Scopelliti ha affermato: «La nostra certezza è quella di restituire ai calabresi una sanità in grado di dare risposte alle loro aspettative, con scelte coraggiose, capaci di incidere positivamente sul futuro della regione. (...) La sanità in Calabria deve recuperare credibilità, vogliamo costruire strutture di prestigio e adeguate, anche per poterci confrontare, alla pari, con le altre regioni. (...) L'emergenza sanitaria in Calabria c'è e la percepiamo ogni giorno: ospedali non funzionanti, posti letto eccessivi, ricoveri inappropriati, un debito difficile da quantificare ma che indebolisce questa Regione sempre di più»;
da una prima elaborazione dei dati, al 31 dicembre 2007 il debito totale ammontava a 2,166 miliardi di euro, di cui effettivi 1,610 miliardi. Dall'ultima ricognizione, relativa al 31 dicembre 2009, il debito fino al 31 dicembre 2008 ammonterebbe a 870 milioni di euro. Altra questione cruciale, i ricoveri inappropriati: la percentuale nel 2008 era del 16,7 per cento;
il Presidente Scopelliti ha poi proseguito affermando che: «Mettere mano alla sanità calabrese significa rivedere innanzitutto la rete ospedaliera. Abbiamo strutture fotocopia ovunque, venti ospedali con meno di cento posti-letto e tra questi, undici a rischio sicurezza; proprio per questo aumenteremo i controlli sull'appropriatezza delle prestazioni, valorizzando le professionalità sul territorio. Serve, però,

anche una qualificazione dell'offerta sanitaria con una rete ospedaliera che garantisca delle strutture d'eccellenza»;
il processo di riorganizzazione della sanità calabrese prevede la riconversione e la chiusura dei piccoli ospedali, la riorganizzazione della «rete emergenza» e la riorganizzazione della «continuità assistenziale». In pratica risorse per il potenziamento della rete territoriale nel contesto di una programmazione regionale che prevede tempi standard nettamente più elevati. Risorse che verranno attraverso il potenziamento dell'ADI (assistenza domiciliare integrata), della residenzialità e sviluppo dell'U1 (Unità territoriale Assistenza primaria, Case della Salute, Unità di Cure Primarie);
l'organizzazione della rete ospedaliera dell'emergenza urgenza prevede, 3 HUB (Centri stella, le strutture principali presenti sul territorio), 8 SPOKE, (Strutture periferiche di riferimento collegate alle strutture stella), 6 PS (pronto soccorso), 4 PPI AREA DIS (Punti primo intervento in strutture ospedaliere riconvertite), 6 PPI H24 (Punti primo intervento che agiscono sulle 24 ore), 3 PPI HI2 (punti primo intervento che agiscono sulle 12 ore);
la prima fase della riconversione, che dovrà essere attuata entro il 31 marzo 2011, riguarda i presidi di Taurianova, Palmi, Siderno, Chiaravalle Centrale, San Marco Argentano e Soriano. Alla seconda fase, da completarsi entro il 31 marzo del 2012, saranno interessati gli ospedali di Rogliano, Cariati, San Giovani in Fiore, Mormanno, Acri, Serra San Bruno, Praia a Mare, Lungro, Trebisacce, Soveria Mannelli, Scilla e Oppido Mamertina. Oltre alla razionalizzazione della rete ospedaliera il Piano persegue una serie di obiettivi generali che vanno dalla ridefinizione e riqualificazione dell'assistenza domiciliare integrata alla riqualificazione del Servizio sanitario regionale, anche con una ridefinizione della continuità assistenziale (le ex guardie mediche); sarà poi potenziato il sevizio di elisoccorso, razionalizzata la farmaceutica e riorganizzato il personale;
l'offerta di posti letto passerà da 7.600 a 6.400 con l'abbattimento di 1.200 posti letto e 100 mila ricoveri in meno (si passerà da 400 a 300 mila ricoveri);
come afferma il presidente Scopelliti: «particolare rigore sarà osservato nel rispetto della tempistica. Il piano detta delle scadenze precise, alcune delle quali erano fissate al 2009 ma che sono state disattese»;
alla presentazione di tale piano non sono mancate le proteste specialmente dei sindaci del Cosentino e del Crotonese, in particolare il sindaco di Cariati ha spiegato che «nel precedente piano stilato dalla Giunta Loiero l'ospedale di Cariati aveva un orientamento medico-riabilitativo, mentre oggi non è più così», criticando anche le scelte dal punto di vista della copertura territoriale, «tra Crotone e Policoro l'unico presidio è rappresentato dagli ospedali riuniti di Rossano e Corigliano». Il primo cittadino ha sostenuto che nella Sibaritide sono stati ridotti i livelli essenziali di assistenza: «Non si può smantellate la rete ospedaliera, in Calabria ci sono ospedali inutili ma certamente non quello di Cariati» -:
se i Ministri interrogati non ritengano e vigilare affinché pur nel rispetto dell'attuazione del piano di rientro e delle competenze regionali,si realizzi nella regione Calabria una presenza equilibrata degli ospedali sul territorio, nelle province e tra le province, sulla base di criteri oggettivi e facendosi carico delle difficoltà e delle esigenze delle aree di confine, che è sempre difficile servire adeguatamente senza compromettere i livelli essenziali di assistenza con particolare riferimento alla situazione della Sibaritide.
(5-03602)