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Atto a cui si riferisce:
C.7/00409 [Protezione sismica delle costruzioni civili ed industriali]



L'VIII Commissione,
premesso che:
tra le moderne tecniche per la protezione sismica delle costruzioni civili ed industriali, la più efficace appare essere quella dell'isolamento sismico;
tale tecnica possiede un vasto campo di applicabilità ed è in grado di accrescere fortemente la sicurezza sismica di numerose tipologie di costruzioni, tra cui gli edifici, i ponti, i viadotti, gli impianti, il patrimonio culturale;
il principio su cui si basa l'isolamento sismico risiede nel disconnettere la costruzione dal terreno, in modo da ridurre drasticamente le forze sismiche che vengono trasmesse dal terreno alla struttura attraverso le sue fondazioni;
la disconnessione opera, in linea generale, solo nel piano orizzontale delle costruzioni, «filtrando» almeno le componenti orizzontali del terremoto, che sono le più pericolose. A tal fine si inseriscono (di norma in corrispondenza del piano più basso) dispositivi costituiti da strati di gomma alternati con lamine d'acciaio, detti isolatori, disponendoli orizzontalmente oppure a scorrimento od anche a rotolamento. In tal senso la struttura isolata si muove lentamente e come un «corpo rigido» nel piano orizzontale, con valori molto piccoli sia dell'accelerazione, sia degli spostamenti d'interpiano, senza danni non solo alle parti strutturali, ma neppure a quelle non strutturali, compresi le persone ed oggetti che si trovano all'interno degli edifici, prevenendo anche eventuali condizioni di panico;
sebbene la funzione principale del sistema d'isolamento sia quella di «filtrare» l'energia sismica, esso deve anche corrispondere ad altre caratteristiche, in particolare quelle di essere ricentrante, di mantenere il comportamento definito a progetto durante l'intera vita utile della costruzione e di possedere una sufficiente capacità dissipativa, in modo da limitare lo spostamento di progetto a valori accettabili (usualmente dai 10 ai 50 centimetri in Italia, fino agli 80/100 centimetri in Giappone od in California);
l'Italia, con circa 300 edifici isolati ed oltre 250 ponti e viadotti protetti da sistemi antisismici, vanta una lunga tradizione non solo nelle attività di ricerca e sviluppo dei predetti sistemi, ma anche nella loro applicazione: infatti, risale al 1975 quella ai ponti e viadotti ed al 1981 quella agli edifici, a seguito del terremoto campano-lucano del 1980. Ciò è avvenuto quattro anni prima del Giappone e degli Stati Uniti. L'industria manifatturiera italiana ha applicato i propri dispositivi antisimici non solo in Italia, ma anche in numerosi altri paesi, europei ed extraeuropei. Per numero degli edifici isolati, l'Italia è attualmente al primo posto in Europa ed al quarto a livello mondiale (dopo il Giappone, la Cina e la Federazione Russa, ma davanti agli Stati Uniti);
gli isolatori sui quali l'Italia vanta la maggiore esperienza sono quelli in gomma. In caso si utilizzino questi tipi di isolatori, la funzione dissipativa si ottiene o aggiungendo alla gomma particolari oli e resine, oppure inserendo, all'interno degli

isolatori, nuclei di piombo o fluidi siliconici al fine di ottenere un coefficiente di smorzamento ancora maggiore, o infine installando alcuni dissipatori accanto ad isolatori in gomma, usualmente a basso smorzamento;
sono ad ogni modo tuttora utilizzati anche altri dispositivi d'isolamento sismico, tra cui gli isolatori a scorrimento a superficie piana (in genere costituiti da superfici piane di acciaio sovrapposte a superfici, pure piane, di teflon), o quelli «a pendolo scorrevole» o quelli «a rotolamento». Gli isolatori acciaio-teflon sono da qualche anno accoppiati ad isolatori in gomma (i quali forniscono la capacità ricentrante) per sorreggere parti di edifici che non devono sostenere carichi verticali rilevanti e per contribuire a minimizzare gli effetti torsionali. In tal modo si possono isolare in modo economico anche edifici leggeri o con forti asimmetrie in pianta;
gli isolatori «a pendolo scorrevole», utilizzati per la prima volta in edifici italiani (quelli del Progetto C.A.S.E. de L'Aquila) solo dopo il terremoto dell'Abruzzo del 2009, conferiscono alle costruzioni un comportamento che dipende in modo limitato dalla massa e dall'eccentricità della sovrastruttura, ma per garantire che il coefficiente d'attrito resti quello basso stabilito a progetto per tutta la vita utile dell'opera, richiedono particolare attenzione nella scelta del materiale «a scorrimento» e nella sua qualificazione, tramite la sperimentazione richiesta, per l'uso nell'intera Europa, dal cosiddetto «European Technical Approval» (ETA) e quella, del tutto simile, necessaria, in Italia, per l'omologazione da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Inoltre, a parere di numerosi esperti, sarebbe ancora da esaminare compiutamente il comportamento degli isolatori suddetti nel caso di terremoti con forti componenti nella direzione verticale;
dopo il disastroso terremoto che ha colpito L'Aquila nel 2009, in Italia l'isolamento sismico sta divenendo d'uso sempre più frequente. In particolare, la città abruzzese, impegnata nella ricostruzione, sta utilizzando in modo significativo questa tecnologia, che, in generale, può essere una valida risposta all'esigenza di prevenzione sismica in un Paese, come il nostro, dove più del 70 per cento dell'edificato non è in grado di sopportare le azioni sismiche alle quali potrebbe essere sottoposto. L'isolamento sismico, infatti, è applicabile anche ad edifici già esistenti, qualora attorno ad essi esista o sia realizzabile uno spazio laterale («giunto strutturale») sufficiente a permettere il libero spostamento della sovrastruttura isolata;
la normativa sismica italiana, per incentivare l'utilizzazione dell'isolamento sismico (riducendone od anche azzerandone i costi aggiuntivi di costruzione), permette al progettista di tener conto parzialmente della riduzione delle forze sismiche operata dal sistema d'isolamento. Da ciò consegue che, nel caso in cui il sistema d'isolamento sismico non dovesse funzionare correttamente, una costruzione isolata potrebbe risultare meno sicura di una fondata convenzionalmente;
queste caratteristiche della normativa italiana impongono particolare cura nella scelta del tipo degli isolatori da installare e nelle verifiche che questi siano correttamente qualificati, prodotti, installati, protetti dagli agenti esterni e soggetti alle indispensabili ispezioni e manutenzioni. Inoltre, bisogna prestare molta attenzione alla corretta esecuzione e manutenzione dei «giunti strutturali», alle loro protezioni ed agli elementi che li attraversano (in particolare alle tubazioni del gas od altre rilevanti per la sicurezza). Il controllo finale spetta al collaudatore statico;
l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 2003 ha sottolineato l'obbligo del collaudo in corso d'opera delle strutture protette da isolamento sismico da parte di un esperto del

settore. Nella normativa successiva, però, non c'è più alcun riferimento al fatto che il collaudatore in corso d'opera debba essere un esperto;
in riferimento alle azioni sismiche di progetto, tenuto conto che quello di una struttura isolata si basa sullo spostamento, numerosi esperti di sismologia e di ingegneria sismica ritengono che il metodo probabilistico attualmente in uso per la valutazione della pericolosità sismica debba essere affiancato da quello deterministico, in quanto quest'ultimo sarebbe il solo in grado di fornire dati affidabili di spostamento del terreno;
riguardo alla qualificazione di nuove tipologie di isolatori, numerosi esperti di ingegneria sismica ritengono anche indispensabile sottoporne prototipi in scala piena a prove dinamiche quantomeno «bidirezionali» (cioè con ambedue le componenti orizzontali del terremoto applicate contemporaneamente) e con riproduzione di andamenti temporali di terremoti reali, anche se tali prove non sono richieste dalla normativa vigente. Infine, per isolatori il cui comportamento può essere influenzato anche dalla componente verticale del sisma e, soprattutto, quando essi debbano essere istallati in zone caratterizzate da un elevato valore della componente suddetta, sono, ad avviso dei suddetti esperti, da effettuare anche prove «tridirezionali», cioè con la componente verticale di moti sismici reali applicata simultaneamente alle due orizzontali;
la massiccia richiesta d'isolamento sismico avvenuta in tutt'Italia a seguito dei terremoti del Molise e della Puglia del 2002 e, soprattutto, dell'Abruzzo del 2009, se da una parte dimostra finalmente un'attenzione molto maggiore, da parte della popolazione, per la prevenzione sismica, dall'altra, però, sembra evidenziare anche frequenti e gravi problemi nella corretta realizzazione delle strutture con isolamento sismico. Infatti, non essendo tale tecnica ancora d'uso comune, molte imprese di costruzione, numerosi direttori dei lavori ed anche molti progettisti non sempre ne hanno un'elevata conoscenza e pertanto il collaudo in corso d'opera pare assumere particolare rilevanza,

impegna il Governo:

ad assumere iniziative, nell'immediato, affinché:
a) sia ripristinato, per le strutture isolate, l'obbligo secondo cui il collaudo statico in corso d'opera sia effettuato da esperti del settore, fino a quando l'isolamento non sarà divenuto d'uso più comune;
b) sia previsto che il certificato di collaudo di una struttura isolata contenga anche prescrizioni e raccomandazioni volte a garantire che l'opera resti nelle condizioni di sicurezza definite dal progetto, per l'intera sua vita;
c) sia previsto che, per definire lo spostamento di progetto delle opere isolate, il metodo probabilistico attualmente in uso per la valutazione della pericolosità sismica sia affiancato da quello deterministico;
d) sia previsto che la qualificazione di nuove tecnologie di isolatori comprenda anche la sperimentazione su prototipi di tali isolatori in scala piena e che essa includa altresì prove dinamiche almeno «bidirezionali» (cioè con ambedue le componenti orizzontali del terremoto applicate contemporaneamente) e con riproduzione di andamenti temporali del moto del terreno determinato da terremoti reali, anche se tali prove non sono richieste obbligatoriamente dalla normativa vigente;
e) sia previsto che per gli isolatori il cui comportamento può essere influenzato anche dalla componente verticale del sisma e, soprattutto, quando essi debbano essere installati in zone caratterizzate da un elevato valore della componente suddetta, siano effettuate anche prove «tridirezionali», cioè con la componente verticale di moti sismici reali applicata simultaneamente alle due orizzontali.
(7-00409)
«Alessandri, Guido Dussin, Lanzarin, Togni».