• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/08689 [Possibilità per i comuni montani di formare classi con numero inferiore di alunni a quello minimo stabilito]



TRAPPOLINO, VERINI, SERENI, BOCCI e GOZI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
l'articolo 64 della legge del 6 agosto 2008 n.133 «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico e la stabilizzazione della finanza pubblica» stabilisce che «ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di piena valorizzazione del personale docente, a decorrere dall'anno scolastico 2009/2010 sono adottati interventi e misure volti a incrementare gradualmente di un punto il rapporto alunni/docenti da realizzare entro l'a.s. 2011/2012»;
conseguentemente al provvedimento legislativo, nell'ambito della regione Umbria si è prodotto un lavoro di riordino il cui primo risultato ha determinato la chiusura o l'accorpamento di classi, la chiusura effettiva o programmata di interi istituti, l'espulsione dal mondo della scuola di circa 800 insegnanti e personale ATA;
nei decreti del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81 e n. 89, sulla riorganizzazione della rete scolastica e sull'assetto ordinamentale e organizzativo della scuola, la condizione di «Comune montano» dispone il legislatore all'esercizio di una particolare attenzione, tale da suggerire e consigliare nell'applicazione dei criteri che presiedono la determinazione del contingente di organico una opportuna flessibilità. Infatti, l'articolo 2 comma 5 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, riferisce che nella determinazione del contingente di organico «si tiene conto delle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, con particolare riguardo ai comuni montani e alla piccole isole, nonché alle aree che presentano elevati tassi di dispersione e di abbandono». In sostanza, si prevede la possibilità di formare classi con un numero ridotto di alunni che da 18 scende fino a 10 per la scuola primaria e secondaria di primo grado;
in Umbria su 92 comuni, 69 sono totalmente montani definiti tali dalla legge nazionale e certificati dall'UNCEM (Unione nazionale comunità comuni montani), collocando l'Umbria al primo posto fra le regioni a statuto ordinario per percentuale di comuni montani e al terzo per percentuale di comuni totalmente montani, superficie montana e popolazione montana (elaborazioni UNCEM su dati ISTAT 2008);
in relazione agli adempimenti preliminari all'avvio dell'anno scolastico 2010-

2011 - come segnalato dall'ordine del giorno approvato dall'ANCI Umbria del 23 luglio 2010 - sono state rivolte alla direzione generale dell'ufficio scolastico regionale dell'Umbria, autorità alla quale competono tutte le operazioni relative agli organici delle scuole della regione, diverse sollecitazioni sia da parte dei comuni che da parte dell'ANCI, per la salvaguardia della formazione di classi autonome nella scuola primaria e secondaria di primo grado;
nonostante tali sollecitazioni, la direzione generale dell'ufficio scolastico regionale ha ritenuto di procedere alla determinazione degli organici senza tener conto delle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, con particolare riguardo ai comuni montani, quindi non cogliendo appieno la possibilità indicata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009 come indicato dal documento dell'ANCI Umbria «Per la difesa della scuola pubblica salvaguardiamo le scuole di montagna» posto all'indirizzo del Ministro della pubblica istruzione e dei parlamentari umbri, in conseguenza del forte taglio all'organico avvenuto dal Ministero, il metodo per la formazione delle classi utilizzato dall'ufficio scolastico regionale dell'Umbria è stato uniforme su tutta la regione, concedendo deroghe con classi di dimensioni ridotte solo laddove non erano possibili altre soluzioni perché, ad esempio, ciò avrebbe comportato pluriclassi fuori dai limiti consentiti, quindi, a fortiori, soprassedendo nuovamente alle indicazione del citato decreto del Presidente della Repubblica;
le scuole di montagna rappresentano, in una regione dalle peculiari caratteristiche orografiche, geo-morfologiche e socio-culturali quale l'Umbria, un presidio indispensabile al fine di garantire la permanenza della popolazione in loco. In seguito all'applicazione del decreto-legge n. 112 del 2008 e dei regolamenti attuativi, in tutta la regione si sono già registrate situazioni di sofferenza con soppressione di plessi, carenza di collaboratori scolastici e crescita delle pluriclassi;
la diminuzione della offerta scolastica e l'aumento delle pluriclassi, con il conseguente abbassamento della qualità dell'insegnamento, costituisce una ulteriore forte penalizzazione proprio delle aree più marginali della montagna umbra dove il numero di iscritti è diminuito significativamente negli anni a causa del progressivo isolamento e spopolamento;
le conseguenze più gravi derivanti dalla riduzione del numero delle classi e dall'aumento significativo delle pluriclassi si verificano nei piccoli plessi scolastici delle aree montane dell'Umbria, ancor di più in quelle colpite dal sisma del 1997 che presentano un decremento demografico in quegli anni riflesso per l'a.s. 2009/2010 e 2010/2011 nelle classi della scuola primaria e secondaria di primo grado;
la Costituzione della repubblica italiana sancisce il principio di uguaglianza tra i cittadini, impegnandosi a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per garantire la piena godibilità dei diritti e il libero svolgere della personalità;
l'articolo 34 sancisce inoltre il diritto allo studio per tutti i cittadini e quindi come diritto fondamentale della persona e deve essere garantito indipendentemente dal territorio in cui si nasce e si vive;
i cittadini che risiedono nei comuni montani risultano svantaggiati dal punto di vista dei trasporti e dei servizi ed è per questo che sono tutelati maggiormente nell'articolo 44 della Costituzione: «la legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane»;
34 comuni montani dell'Umbria, l'Assessore regionale all'istruzione e diritto allo studio, l'assessore alla pubblica istruzione della provincia di terni e l'assessore politiche dell'istruzione della provincia di Perugia, il coordinatore scuola dell'ANCI Umbria e il presidente dell'Uncem Umbria hanno sottoscritto un documento con cui si richiede all'ufficio scolastico regionale dell'Umbria di rivedere la formazione delle classi nei comuni montani e di chiedere congiuntamente una maggior dotazione

di organico al Ministero, vista la situazione reale e le particolarità del territorio regionale -:
come il Ministro intenda sollecitare gli uffici scolastici regionali ad una più attenta e puntuale ricognizione delle esigenze dei plessi scolastici situati nei comuni montani al fine di una corretta applicazione delle possibilità offerte agli stessi comuni in forza del decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009;
se il Ministro intenda circoscrivere i limiti di discrezionalità dell'ufficio scolastico regionale relativamente all'interpretazione delle prerogative stabilite dal citato decreto del Presidente della Repubblica per i comuni montani;
quali provvedimenti il Ministro intenda adottare al fine di rendere concretamente applicabili i contenuti relativi ai comuni montani contenuti nel già citato decreto del Presidente della Repubblica - capo II, articolo 8, comma 1, capo III, articolo 10, comma 4 e capo III, articolo 11, comma 3 - circa la possibilità per gli stessi comuni di formare classi con numero inferiore di alunni a quello minimo stabilito di 18 per classe, arrivando fino a 10 alunni;
come il Ministro intenda intervenire, anche in termini di ampliamento di organico, affinché siano ripristinate quelle classi (19 classi in provincia di Perugia e 11 in provincia di Terni) la cui mancata istituzione è imputabile alla mancata applicazione dei criteri previsti per i comuni montani dal citato decreto del Presidente della Repubblica.
(4-08689)