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Atto a cui si riferisce:
C.2/00826 [Effetti della mancata proroga delle agevolazioni in materia previdenziale per il settore agricolo]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, per sapere - premesso che:
il settore agroalimentare è stato assoggettato nel corso del 2000 ad una profonda crisi che è stata particolarmente grave per alcuni comparti quale il lattiero-caseario;
il comparto ovino è quello più coinvolto con particolare riferimento alla Sardegna dove viene realizzato circa il 50 per cento della P.L.V. del comparto nazionale e dove operano circa 17.000 aziende;
gli interventi predisposti celermente dalla Commissione europea per fronteggiare la crisi del latte mediante la stabilizzazione del mercato non hanno comunque riguardato la crisi delle produzioni agricole lattiere casearie del comparto ovicaprino;
ad oggi la crisi del comparto ovino ha raggiunto una intensità non più sostenibile mettendo seriamente in discussione l'esistenza stessa di migliaia di aziende;
dopo un lungo periodo caratterizzato da importanti ed impegnativi investimenti nelle aziende ovicaprine, sia nelle strutture sia nel miglioramento genetico e nella salute animale, ed a seguito di un lungo periodo di stagnazione della contrattazione tra le parti per la determinazione del prezzo del latte, il comparto agropastorale versa oggi in una crisi gravissima, con la gran parte delle aziende agropastorali che producono praticamente in perdita;
nelle regioni italiane a vocazione agropastorale, la crisi del comparto ovino colpisce il cuore del sistema agricolo in termini economici e occupazionali e la cultura stessa di quei popoli mettendo in discussione anche alcuni tratti fondamentali delle loro identità;
l'allevamento ovicaprino svolge inoltre un ruolo ambientale fondamentale, tra cui la preservazione naturale di zone meno fertili e la salvaguardia del paesaggio e di ecosistemi sensibili; spazi naturali, come i pascoli, si sono preservati per secoli grazie all'allevamento ovicaprino; inoltre il comportamento alimentare degli animali in questione, che sono soliti brucare, contribuisce a mantenere la biodiversità della flora, a proteggere la fauna selvatica e a ripulire gli spazi naturali dalla materia vegetale secca, il che è essenziale, nei paesi mediterranei, ai fini della prevenzione degli incendi;
il settore ovicaprino dell'Italia, concentrato soprattutto nelle zone svantaggiate, sta subendo un grave declino in termini di produzione e un esodo di produttori che denota un'assenza totale di attrattiva per i giovani allevatori ovicaprini;
le proteste dei pastori e del mondo delle campagne di queste settimane rappresentano il sintomo di una crisi grave e di lungo periodo e la preoccupazione di chi non riesce più a vivere pur lavorando duramente;
da lungo tempo il punto debole della filiera del comparto ovicaprino è rappresentato dalla gestione del mercato e dalla programmazione delle produzioni certificando cosi la debolezza e la crisi strutturale dell'operato dei soggetti che, operando a valle delle aziende pastorali, sovraintendono alla trasformazione del latte, alla commercializzazione dei formaggi ed alla programmazione delle produzioni;

negli ultimi 10 anni il sistema delle imprese di trasformazione è stato destinatario di un consistente piano di investimenti finalizzati soprattutto alla modernizzazione degli impianti e alla diversificazione produttiva, senza che si riuscisse ad ammodernare anche l'intero sistema di mercato e con si ciò facesse registrare alcuna ricaduta positiva, diretta o indiretta, sul sistema delle imprese agropastorali che, anzi, hanno assistito ad un costante calo del prezzo del latte, fermo ai livelli dei primi anni '90, ed al raddoppio dei costi di produzione;
nonostante il settore lattiero caseario ovino rappresenti una delle punte di diamante dell'export agroalimentare italiano, negli ultimi anni le aziende agropastorali hanno potuto sopravvivere solo grazie agli aiuti comunitari, mentre l'abbandono della strategia di valorizzazione del ruolo delle Organizzazioni dei produttori, perseguito negli ultimi tempi, ha coinciso con il riacutizzarsi della crisi del settore;
per uscire da una situazione di costante penalizzazione degli interessi dei pastori, è necessario altresì spingere tutti gli attori in campo a contribuire affinché il prezzo del latte venga determinato sulla base dei prezzi di mercato delle quattro maggiori categorie merceologiche dei formaggi pecorini (pecorino romano quotazione USA, pecorino romano quotazione Italia, pecorino sardo e altre specialità tipiche semistagionate, formaggi a pasta molle) e da un sistema di calcolo che tenga conto dei costi di produzione, delle rese e dei cali di peso delle diverse tipologie, ossia dell'insieme dei diversi costi di filiera, in piena trasparenza, nell'ambito di un'intesa di filiera che porti alla sottoscrizione di un contratto quadro e contratti di fornitura tra le parti che diano garanzie ad entrambe, secondo la legislazione vigente;
la assenza nelle varie realtà regionali di una adeguata politica del credito in agricoltura ha reso debole la situazione finanziaria delle aziende pastorali che sono esposte al ricatto di chi può erogare caparre di campagna e ha rafforzato il ruolo dei mediatori e accaparratori di latte con nessun beneficio per i pastori e con danno evidente del sistema;
la tutela degli interessi legittimi degli allevatori passa in particolare attraverso il potenziamento e il rilancio su basi nuove dell'associazionismo, con particolare riferimento alle organizzazioni dei produttori, indispensabili per realizzare tutta la filiera, compresa la commercializzazione, al fine di garantire il massimo delle ricadute a favore degli allevatori medesimi;
è necessario definire una serie di proposte finalizzate a rispondere nell'immediato all'emergenza ma rivolte anche alla soluzione di nodi storici irrisolti, alle novità maturate negli ultimi anni con la globalizzazione e l'evoluzione mondiale del settore;
l'health check della Pac ha introdotto una nuova forma di sostegno, chiamata sostegno specifico, prevista dall'articolo 68 del Registro CE 73/2009. Mediante tale sostegno si ha la possibilità di finanziare ben cinque tipologie di misure, molto diverse tra di loro;
una delle cinque misure è specifica per attivare un sostegno specifico alla zootecnia estensiva (vacche nutrici, ovicaprini), con il triplice obiettivo del miglioramento dell'ambiente, della qualità del prodotto e dell'attivazione delle economie locali;
il sostegno alla zootecnia estensiva è una delle più importanti misure assunte dalla Francia, che manterrà un premio accoppiato per vacche nutrici ed ovicaprini; la Francia è un Paese direttamente concorrente dell'Italia per la zootecnia, per cui è auspicabile creare condizioni di parità nell'ambito delle politiche di sostegno;
una seconda misura, adattabile alle realtà agropastorali, consentita dal sostegno specifico dell'articolo 68, è quella che consente di erogare pagamenti supplementari a favore di produttori dei settori lattiero-caseario, delle carni bovine, delle

carni ovicaprine e del riso in zone vulnerabili dal punto di vista economico o sensibili dal punto di vista ambientale;
questo sostegno è molto importante per l'Italia, che potrà utilizzarlo per salvaguardare la zootecnia da latte e da carne in montagna, soprattutto per arginare le conseguenze di una maggiore competitività nel settore lattiero-caseario dopo l'eliminazione delle quote latte;
l'articolo 68 si presenta come una nuova forma di sostegno della Pac, con un importo finanziario abbastanza importante, circa 430 milioni di euro di cofinanziamento nazionale e oltre 693 milioni di euro di risorse assegnate dall'Europa all'Italia, risorse la cui programmazione avviene esclusivamente a livello nazionale al fine di fare una politica che tenga conto delle specificità nazionali;
l'articolo 68 andrebbe, quindi, utilizzato al massimo livello finanziario e scegliendo attentamente le misure da attuare, le imprese e i territori da sostenere, i contributi da concedere, evitando la suddivisione del sostegno tra tante misure;
la possibilità per l'Italia di decidere l'allocazione di risorse importanti è un'occasione da non perdere. Ma occorre una politica nazionale coraggiosa, in grado di fare scelte virtuose evitando le erogazioni a pioggia;
ad esempio le risorse dell'articolo 68 andrebbero concentrate sulla zootecnia di montagna e delle zone svantaggiate e, in particolare, sulla zootecnia delle produzioni ovicaprine, al pari di quanto fatto dalla Francia di Sarkozy;
ad oggi questo purtroppo non avviene e lo schema nazionale di riparto delle risorse dell'articolo 68 per l'anno in corso assegna alla zootecnia ovicaprina pochissime risorse, pari a dieci milioni di euro su un plafond di oltre 300 milioni, non sufficienti nemmeno per affrontare l'emergenza di questi giorni;
il tavolo tecnico per risolvere la crisi del comparto ovicaprino, istituito il 6 settembre 2010 presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti del Ministero, i rappresentanti delle regioni Sardegna, Toscana, e Lazio, l'AGEA e il Consorzio del pecorino romano, potrebbe rappresentare il luogo ideale in cui fare la scelta di concentrare le risorse dell'articolo 68 sulla zootecnia di montagna e, in particolare, sulla zootecnia delle produzioni ovicaprine, al pari di quanto fatto dalla Francia;
il lavoro del tavolo tecnico è altresì importante alla luce delle evoluzioni che si registrano a livello europeo; infatti a seguito della situazione di crisi in cui si è venuto a trovare tutto il mercato lattiero nell'anno 2009, il Commissario europeo all'agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Cioloş ha istituito un gruppo di esperti di alto livello sul latte, incaricato di analizzare i provvedimenti da adottare a medio e lungo termine per il settore lattiero-caseario;
costituito da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal direttore generale per l'agricoltura e lo sviluppo rurale Jean-Luc Demarty, il gruppo di alto livello ha ricevuto ed esaminato contributi scritti e orali da parte dei maggiori gruppi europei di portatori di interesse del settore lattiero-caseario, oltre ad autorevoli contributi di esperti invitati del mondo accademico, di rappresentanti di paesi terzi, della direzione generale concorrenza, delle autorità nazionali preposte alla concorrenza e della direzione generale AGRI rispetto a talune questioni specifiche;
il gruppo di alto livello è stato invitato a esaminare soluzioni normative per stabilizzare il mercato e i redditi dei produttori e migliorare la trasparenza del mercato. Nel giugno 2010 il gruppo ha presentato una relazione, approvata all'unanimità, in cui si riassumevano i risultati dei lavori e si formulavano alcune raccomandazioni;
il Commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Cioloş ha dichiarato: «Mi complimento per il lavoro

del gruppo di alto livello e per la sua relazione. Intendo studiarla in maniera approfondita per presentare proposte legislative entro la fine dell'anno. Il mio principale obiettivo è quello di proporre misure a medio e lungo termine che tengano conto degli insegnamenti tratti dalla crisi dell'anno scorso per strutturare meglio il settore nel suo insieme.»;
risulta pertanto fondamentale che vengano individuate le misure necessarie per fronteggiare l'emergenza e per offrire prospettive efficaci di rilancio e sviluppo produttivo del comparto lattiero-caseario ovicaprino, dando così seguito ed attuazione alle numerose iniziative chieste dal Parlamento europeo con la risoluzione del 19 giugno 2008 sul futuro del settore ovicaprino in Europa, al fine di negoziare con l'Europa un pacchetto di misure specifiche da inserire nelle proposte legislative che il commissario Dacian Cioloş intende presentare entro il 2010;
accanto alle misure del sostegno specifico e, soprattutto del futuro pacchetto legislativo europeo per il comparto lattiero-caseario, sarebbe opportuno esaminare e individuare anche delle risposte immediate per ricondurre l'emergenza delle produzioni agricole ovicaprine a una dimensione sostenibile; sarebbe pertanto importante verificare se esistano i presupposti per attivare alcune misure vigenti che potrebbero aiutare le aziende agropastorali, sostenendone i redditi e stabilizzando il mercato delle produzioni interessate;
innanzitutto sarebbe necessario chiarire l'effettiva operatività dello strumento della dichiarazione dello stato di crisi di mercato per specifiche produzioni agricole di cui all'articolo 1-bis del decreto-legge 28 febbraio 2005 n. 22, convertito con modificazioni dalla legge 29 aprile 2005, n. 71; tale strumento utilissimo in situazioni come quella delle produzioni ovicaprine di fatto non è mai stato utilizzato e sembrerebbe che nemmeno la necessaria notifica alla Commissione europea sia mai stata effettuata;
sarebbe poi importante verificare la disponibilità del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ad intervenire sia per incrementare le risorse del regime di aiuti de minimis di cui al regolamento CE 1535/2007 mediante parte delle quote disponibili della riserva nazionale di cui all'articolo 2, comma 3 del decreto ministeriale 30 marzo 2009, sia per negoziare in sede europea la possibilità di ampliare il plafond del regime de minimis destinato all'Italia;
un'altra misura di efficacia immediata per il settore ovicaprino che si chiede di assumere è la possibilità di un ammasso straordinario privato per le eccedenze di pecorino romano sollecitando il Ministero ad aprire un negoziato con la Commissione europea basato sia sulle recenti iniziative autorizzate per il burro, per il quale è stato reintrodotto un ammasso privato per il periodo da gennaio 2009 a febbraio 2010;
andrebbe inoltre valutata la possibilità di chiedere alla Commissione europea l'applicazione alle produzioni del comparto ovicaprino della cosiddetta clausola d'urgenza di cui all'articolo 186 del Regolamento (CE) n. 1234/2007 (regolamento unico OCM), come modificato dal Regolamento (CE) n. 1140/2009 del Consiglio, che consente alla Commissione di intervenire immediatamente in caso di turbolenze di mercato permettendo, tra le altre cose, agli Stati membri di acquistare con risorse comunitarie i prodotti lattiero-caseari per un migliore equilibrio di mercato;
infine risulta di fondamentale importanza che le produzioni lattiero casearie del comparto ovicaprino siano interessate da un intervento diretto di acquisto da destinare agli indigenti nella Comunità e ai paesi in via di sviluppo, ai sensi del Regolamento (CE) del 14 settembre 2010 n. 807, che disponga, per il tramite di AGEA, un acquisto di almeno 30.000 quintali di formaggio pecorino romano, e formaggi diversi dal romano, anche al fine di favorire la diversificazione produttiva;
il Regolamento (CE) 807/2010 prevede che gli Stati membri comunichino la loro

volontà di attuazione entro il 1o febbraio dell'anno di riferimento informando più dettagliatamente la Commissione entro il successivo 31 maggio. Entro il 1o ottobre la Commissione europea adotta il Piano annuale di distribuzione; al momento non sono noti i prodotti alimentari che il Ministero delle, politiche agricole alimentari e forestali ha comunicato alla Commissione al fine di inserirli nel Piano annuale, né è nota la programmazione dei futuri Piani annuali di distribuzione;
con la legge finanziaria per il 2010 (legge 23 dicembre 2009, n. 191, articolo 2, comma 57) si è autorizzata una spesa pari a 10 milioni di euro, per il solo esercizio 2010, destinati alla erogazione di contributi alla produzione per i prodotti agricoli che hanno necessità di una stagionatura prolungata e che si possano fregiare di una denominazione protetta DOP o IGP. Sono compresi in tale definizione alcune categorie di formaggi e alcuni prodotti a base di carne. Nel comparto lattiero caseario ovicaprino rientrano nella categoria talune varietà a stagionatura prolungata come il pecorino romano da grattugiare (almeno 8 mesi) o quello sardo maturo (che può arrivare a 12 mesi);
la norma prevedeva che entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge, un decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze definisse le modalità d'attuazione e l'erogazione delle risorse -:
se il Ministro ritenga che esistano i presupposti per decretare la dichiarazione dello stato di crisi di mercato per le produzioni di formaggio pecorino ai sensi dell'articolo 1-bis del decreto-legge 28 febbraio 2005 n. 22, convertito con modificazioni dalla legge 29 aprile 2005, n. 71 e in caso affermativo se la misura sia di immediata applicazione o, al contrario, necessita ancora dell'iter di notifica presso le sedi comunitarie;
se il Ministro, nell'ambito e nei limiti del regime di aiuti de minimis di cui al regolamento CE 1535/2007 e nell'ambito dei nuovi importi di aiuto previsti dalla Commissione europea nella comunicazione 2009/C/261/02, intenda intervenire per sostenere la produzione agricola del pecorino mediante prestiti agevolati, contributi in conto interessi, sovvenzioni in denaro o esenzioni fiscali limitate utilizzando a tal fine parte delle quote disponibili della riserva nazionale di cui all'articolo 2, comma 3 del decreto ministeriale 30 marzo 2009 e nel caso in cui, come risulta da affermazioni fatte dal presidente della regione Sardegna, tale ipotesi sia concretamente realizzabile quale sia l'ammontare delle risorse che il Ministero intende mettere a disposizione;
se il Ministro, a fronte delle pesanti ripercussioni sul comparto ovino caprino derivanti dalla crisi economica, ritenga praticabile negoziare in sede europea la possibilità di ampliare il plafond del regime de minimis destinato all'Italia di cui al regolamento CE 1535/2007;
se il Ministro ritenga possibile che si realizzi una maggiore razionalizzazione degli interventi finanziati con il cosiddetto aiuto specifico, articolo 68 health check della PAC, e in tale contesto prevedere una concentrazione delle risorse disponibili per il comparto ovicaprino;
a che punto sia il lavoro del tavolo tecnico istituito presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per superare la grave crisi del comparto ovicaprino e se siano già state individuate le misure con cui dare risposte concrete alle aziende agropastorali;
su quali misure di rilancio del settore ovinocaprino il Ministro intenda avviare un negoziato con la Commissione europea nell'ambito dell'obiettivo dichiarato dal commissario Dacian Cioloş di predisporre proposte legislative entro il 2010 di sostegno e rilancio dell'intero settore lattiero-caseario;
se sia intenzione del Ministro negoziare con l'Unione europea un ammasso straordinario privato per le eccedenze di pecorino romano per congrui quantitativi

e adeguata remunerazione al pari di quanto avvenuto per il burro per il quale la Commissione europea ha autorizzato, in maniera eccezionale per stabilizzare il mercato, la reintroduzione dell'ammasso privato per il periodo da gennaio 2009 a febbraio 2010;
se il Ministro intenda chiedere alla Commissione europea l'applicazione alla cosiddetta clausola d'urgenza di cui all'articolo 186 del Regolamento (CE) n. 1234/2007 (regolamento unico OCM), come modificato dal Regolamento (CE) n. 1140/2009 del Consiglio per i prodotti lattiero caseari del comparto ovicaprino;
se il Ministero abbia già previsto l'acquisto di formaggi, in particolare di formaggio pecorino, nelle Comunicazioni inviate alla Commissione europea, negli scorsi mesi di febbraio e di maggio, in attuazione del Regolamento (CE) 807/2010 recante modalità d'esecuzione delle forniture di derrate alimentari provenienti dalle scorte di intervento a favore degli indigenti e, in caso contrario, se non ritenga urgente autorizzare per il tramite di AGEA un acquisto di almeno 30.000 quintali di formaggio pecorino romano, e formaggi diversi dal romano, anche al fine di favorire la diversificazione produttiva;
se il decreto di attuazione di cui all'articolo 2, comma 57 delle legge 23 dicembre 2009, n. 191, relativo alla erogazione di contributi alla produzione per i prodotti agricoli a stagionatura prolungata con denominazione protetta DOP o IGP sia stato emanato e, in caso negativo, quali siano state le cause ostative e soprattutto se si intende procedere celermente all'attribuzione delle risorse al fine di evitare che le risorse autorizzate per il solo esercizio di bilancio 2010, vadano in economia;
quali siano gli effetti che la mancata proroga delle agevolazioni in materia previdenziale per il settore agricolo nelle modalità più vantaggiose previste dall'articolo 01, comma 2, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito con modificazioni, dalla legge n. 81/2006 nelle zone di montagna e svantaggiate venuta meno il 31 luglio 2010, sulla crisi del settore lattiero-caseario e in che modo intenda intervenire anche alla luce dei risultati della simulazione fatta dal ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sulla base dei parametri indicati dall'Unione europea in ordine all'iter di ridefinizione delle zone svantaggiate in Europa.
(2-00826)
«Calvisi, Ventura, Marrocu, Soro, Fadda, Melis, Arturo Mario Luigi Parisi, Pes, Schirru».