• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03421 [Crisi della vitivinicoltura calabrese]



OLIVERIO. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
nonostante i buoni segnali da parte di alcuni mercati stranieri (USA e Giappone), il settore vitivinicolo italiano risente pesantemente degli effetti della difficile congiuntura economica, come testimonia il calo dei consumi, sempre più critico, nei mercati nazionale ed internazionale;
la stagnazione del mercato nonché la mancanza di un'adeguata remunerabilità delle transazioni di vino inducono molti operatori del settore a ponderare seriamente l'adozione di drastiche decisioni circa il proprio avvenire produttivo;
gli effetti della crisi economica si stanno manifestando in tutto il territorio nazionale ed in maniera accentuata nel sistema vitivinicolo della regione Calabria e, in particolare, all'interno della filiera di qualità Cirò e Melissa, che, tra l'altro, sta scontando il peso di una forte crisi i cui effetti risalgono dal 2005;
durante la vendemmia 2009, per mancanza di richiesta di acquisto sia da parte del micromercato locale che da parte delle cantine, le uve anche se in quantità non rilevanti (circa 5.000 quintali) sono rimaste abbandonate in vigneto, nel giugno successivo i dati ufficiali hanno riferito di una giacenza di oltre 50.000 ettolitri, per la DOC Cirò e Melissa;
la disciplina comunitaria di cui al regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio, del 29 aprile 2008, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo e al regolamento (CE) n. 555/2008 della Commissione, del 27 giugno 2008, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008, dispone la possibilità dell'apertura della distillazione di crisi, una volta accertata l'esistenza di eccedenze di vino e l'esistenza della crisi del settore;
tale disciplina stabilisce le procedure e i passaggi per giungere alla distillazione di crisi che prevedono che le regioni inoltrino formalmente al Ministero la richiesta specifica, relazionando con un'adeguata indagine di mercato;
fino ad oggi, così come disposto dalla normativa dell'Unione europea, lo strumento della distillazione di crisi al fine di ridurre l'eccedenza e nel contempo garantire la continuità di rifornimento da un raccolto all'altro, era stato adottato esclusivamente per i vini da tavola;
lunedì 13 settembre 2010, presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, si è riunito un tavolo tecnico sulla crisi del settore vitivinicolo piemontese per esaminare le problematiche del settore ed individuare strategie e iniziative di contrasto alla crisi di mercato che ha prodotto, come primo importante risultato, una disponibilità da parte del suddetto dicastero ad attivarsi per valutare la possibilità di aprire la distillazione di crisi straordinaria per i vini a denominazione di origine in difficoltà, destinando a ciò fondi del programma nazionale di sostegno del settore vitivinicolo;
al fine di evitare, al momento del raccolto, l'abbandono delle uve alla vite per mancanza di richiesta di acquisto, è urgente intervenire con adeguate misure per non danneggiare l'economia locale calabrese e produrre gravi danni all'importante immagine territoriale costruita nel corso degli anni intorno alle denominazioni di origine vitivinicole -:
se non si ritenga opportuno:
a) istituire un tavolo di crisi sul settore con i rappresentanti istituzionali, delle categorie e i consorzi per illustrare la grave situazione delle vitivinicoltura calabrese al fine di: individuare un percorso che, alla luce dell'applicazione dell'Ocm vino recentemente approvata dal Governo, permetta di individuare strumenti che consentano di affrontare la situazione e di mettere in campo una strategia per ristrutturare il comparto enologico calabrese; verificare la possibilità di rimodulare le risorse alla luce di una ricognizione dell'impiego delle disponibilità attraverso

gli strumenti normativi; verificare la possibilità di aprire la distillazione di crisi per i vini DOC calabresi, come richiesto da altre regioni alla luce di un progetto di ristrutturazione del comparto regionale;
b) individuare un percorso di sostegno e di promozione adeguato ad un comparto regionale con potenzialità in grado di mantenere e crescere sul versante occupazionale, ma che oggi necessita di interventi di ristrutturazione improrogabili;
c) promuovere un confronto al tavolo della Conferenza Stato-regioni sulla questione vitivinicola nazionale alla luce dell'applicazione dell'Ocm vino, della distribuzione e dell'impiego delle risorse previste e della possibilità di un'eventuale rimodulazione delle risorse disponibili;
d) promuovere un tavolo di concertazione permanente con la partecipazione dei rappresentanti istituzionali e delle categorie dei diretti operatori del settore dai quali potrà venire un apporto indispensabile, frutto di «competenze e sofferenze» vissute sui campi e nelle cantine.
(5-03421)