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Atto a cui si riferisce:
C.4/07132 [Salvaguardia del Parco Archeologico di Nora ]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata mercoledì 8 settembre 2010
nell'allegato B della seduta n. 366
All'Interrogazione 4-07132 presentata da
PAOLO FADDA
Risposta. - Con riferimento all'interrogazione in esame, si osserva quanto segue.
La recente frana verificatesi aprile 2010 a ridosso dell'area archeologica di Nora, che ha provocato il cedimento della cosiddetta mensola rocciosa sulla Punta del Capo di Pula, costituisce l'epilogo di una situazione di grave rischio geologico che la soprintendenza della Sardegna ed il comune di Pula avevano già da tempo segnalato agli organi competenti, chiedendo interventi concreti e urgenti per scongiurare il crollo del tempio punico-romano di Eshmun-Esculapio ed adeguate disponibilità finanziarie.
Al riguardo, si è anche tenuto presso il comune di Pula un tavolo tecnico avente ad oggetto «l'erosione della costa in corrispondenza del sito archeologico di Nora», al quale sono intervenuti i rappresentanti degli enti interessati.
Tale iniziativa è stata promossa dal sindaco di Pula, a seguito delle segnalazioni della soprintendenza archeologica di Cagliari che a più riprese, aveva segnalato il pericoloso avanzare della linea di frana che lambisce in tre punti il fianco sud-orientale del tempio e, più in generale, l'intero Capo di Pula.
A seguito di tale incontro, diverse sono state le richieste di finanziamento avanzate dal sindaco di Pula agli assessorati regionali competenti.
Preme evidenziare che già nel 2008 la soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari aveva commissionato al centro interdipartimentale di ingegneria e scienze ambientali dell'università di Cagliari, uno studio scientifico sull'erosione in corso nell'area archeologica di Nora, dal quale è emerso il veloce progredire del fenomeno e le sue linee di penetrazione, sulla base della comparazione di documentazione, dati e rilievi riferiti agli ultimi cinquant'anni.
Alla luce di quanto emerso da tale studio, la soprintendenza citata ha ripetutamente chiesto fondi su fonti di finanziamento di programmazione speciale per far fronte al veloce deteriorarsi delle strutture archeologiche, di cui un'ulteriore emergenza era costituita dal disfarsi dei pavimenti a mosaico restaurati negli anni Sessanta su solette in cemento armato completamente saltate a causa della corrosione delle armature in ferro.
Per quanto riguarda l'erosione del tempio di Esculapio e della parte del Capo di Pula su cui si erge, la soprintendenza ha ottenuto un finanziamento di euro 500.000,00 a valere sulla programmazione Arcus s.p.a. - A.F. 2011, ma i tempi del degrado sono decisamente più rapidi e richiedono risorse immediate per consolidare almeno il banco roccioso posto a fondamenta.
Pertanto la soprintendenza, di concerto con il direttore regionale della Sardegna, ha chiesto ad Arcus s.p.a. l'anticipo di euro 100.000,00 a valere su di un altro finanziamento concesso per l'annualità 2010, per eseguire le prime opere di messa in sicurezza del banco roccioso sottostante il fianco del tempio.
La soprintendenza sta comunque elaborando un piano di primo intervento, in collaborazione con il centro interdipartimentale di ingegneria e scienze ambientali di Cagliari, al fine di poter cantierizzare velocemente l'area in caso dell'ottenimento di fondi.
Relativamente al crollo verificatosi nella notte tra il 25 e il 26 aprile e interessante una parte a sud-ovest del Capo, le verifiche sono state immediate, da parte dell'amministrazione comunale e del soprintendente nelle ore immediatamente successive al verificarsi dell'evento, con azioni concrete quali l'emissione dell'ordinanza n. 44 del 27 aprile 2010 da parte del sindaco di Pula, notificata a tutti gli enti interessati con immediata perimetrazione e segnalazione di pericolosità dell'area, sia dal lato terra che dal lato mare.
Inoltre nei giorni successivi alla frana i tecnici del comune e della soprintendenza sono intervenuti tempestivamente per individuare i punti di maggiore pericolo che sono stati interdetti con appositi cartelli rivolti verso mare per proibire gli approdi e verso terra per impedire ai visitatori del sito archeologico di accedere alle aree più dissestate della linea di costa.
A tal fine si è stabilito di estendere la recinzione provvisoria, disposta a distanza di sicurezza, a tutta la punta del promontorio nella parte interessata dal crollo e suscettibile di possibili ulteriori cedimenti della cosiddetta mensola, creata naturalmente nel tempo dall'erosione marina.
Parimenti il direttore del servizio del genio civile dell'assessorato regionale ai lavori pubblici ha provveduto ad effettuare un sopralluogo ed a stilare una dettagliata relazione tecnica trasmessa a tutti gli enti interessati, segnatamente comune di Pula e soprintendenza, proponendo un intervento in somma urgenza dell'ammontare di euro 100.000,00 per la messa in sicurezza immediata del banco roccioso sotto al tempio.
Risulta evidente che ben altre sono le risorse finanziarie necessarie a consolidare in modo strutturale il Capo di Pula, così come estremamente delicato e complesso si presenta lo studio di un intervento che preveda la realizzazione di sistemi di protezione, sia a mare che a terra, che riducano l'intensità dell'erosione marina, che, peraltro, risulta estremamente pervicace anche in altre parte dell'area archeologica, che sono ormai portate quasi a collasso.
Pertanto, si sta elaborando un piano di intervento strategico volto a convergere sia interventi conservativi (restauro e consolidamento strutturale) sui manufatti archeologici, che di geo-ingegneria al fine di consolidare il banco roccioso del capo, accompagnati da un attento studio di idraulica e dei flussi marini, che veda il monitoraggio delle correnti e del moto ondoso, per predispone sistemi di mitigazione che non interferiscano con dinamiche costiere più complesse. In particolare questi ultimi interventi citati interessano competenze gestite da altri ministeri e dalla regione Sardegna e necessitano di finanziamenti concordati e correlati.

Il Ministro per i beni e le attività culturali: Sandro Bondi.