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Atto a cui si riferisce:
S.4/01441 [Sui danni al patrimonio artistico dell'Accademia Carrara]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 051
all'Interrogazione 4-01441 presentata da
GALLONE

        Risposta. - L'Accademia Carrara, da sempre destinata alle più importanti iniziative espositive, l'estate 2008 è stata chiusa al fine di effettuare i lavori di adeguamento e messa a norma del museo.

        Pertanto la direzione dell'Accademia, a seguito della chiusura, ha avviato le operazioni di disallestimento di tutto il patrimonio artistico ivi presente per depositarlo parte presso la Galleria d'arte moderna di Bergamo e parte presso alcuni depositi, mentre 70 opere, scelte tra quelle più significative delle raccolte museali, sono state esposte presso il «Palazzo della Ragione». Tale esposizione è finalizzata all'opportuna decisione di non privare il pubblico della visione, anche se parziale, di alcuni dei capolavori dell'Accademia Carrara.
        La mostra in questione si è aperta nel luglio 2008 e nei primi sei mesi di esposizione non si sono registrati problemi di ordine conservativo dei dipinti.
        Solo agli inizi di febbraio 2009, a causa di un improvviso guasto dell'impianto di deumidificazione del palazzo che ha provocato un fenomeno di escursione termica con un calo dei valori minimi di umidità relativa, quattro dei dipinti esposti hanno subito dei danni.
        Pertanto la direzione dell'Accademia, data tempestiva comunicazione alla Soprintendenza per i beni storici e artistici per le province di Milano, ha deciso di rimuovere i quattro dipinti danneggiati.
        Successivamente, in via del tutto precauzionale, la direzione ha deciso di ritirare i restanti dipinti su tavola esposti nelle sale del «Palazzo della Ragione».
        In relazione a quanto sopra esposto, si rassicura sin d'ora l'interrogante che la situazione è sotto controllo e, in tempi brevi, le opere danneggiate saranno restaurate.
        Al riguardo, sono state già avviate le normali procedure di gara dal Comune di Bergamo; in particolare il restauro sarà effettuato sia utilizzando la copertura assicurativa prevista per i dipinti, sia mediante finanziamenti del predetto ente locale.
        Si sottolinea, peraltro, che alcuni restauratori lombardi si sono comunque dimostrati disponibili ad offrire la propria opera di restauro a titolo gratuito.
        In ordine ai reali danni riportati dai dipinti, gli studi svolti hanno rilevato che:
            1) il dipinto della «Madonna col Bambino» di Jacopo Bellini presenta sollevamenti a cuspide di piccola, media e grande entità localizzati nella parte inferiore, in particolare sull'asse mediano e in corrispondenza di stuccature eseguite in occasione di vecchi restauri. Nei quattro angoli si contano alcune fessurazioni degli strati pittorici prodotte dai movimenti differenziali tra il supporto e i tasselli di risanamento individuabili sul retro nel sistema costruttivo della tavola. Il supporto è tuttavia esente da problemi conservativi;
            2) quanto al dipinto di «Orfeo ed Euridice» di Tiziano Vecellio, questo presenta diffusi sollevamenti di media e piccola entità causati da una ridotta elasticità degli strati pittorici dovuti ai più accentuati movimenti di dilatazione e restringimento del legno. L'analisi del supporto da retro non ha evidenziato particolari problemi;
            3) sul dipinto del «Cristo portacroce con un devoto» di Alessandro Bonvicino, si rilevano sollevamenti di minore entità lungo l'asse centrale, causati dalla stessa ridotta elasticità degli strati pittorici riscontrata per la precedente opera. Occorre precisare che il supporto ha subito un vecchio intervento di sostituzione delle traverse originali, risalente agli anni '30 del secolo scorso, che oggi risulta decisamente rigido e che, con ogni probabilità, non assolve più alla sua funzione di ammortizzare improvvisi movimenti della tavola;
            4) infine, quanto al «Ritratto di gentiluomo» di Marco Basaiti, si sono riscontrate alcune fessurazioni in particolare in basso a sinistra, con distacco di minuti frammenti di pigmento lungo l'asse longitudinale, a destra, in un punto in cui già si era intervenuti in passato con applicazione di adesivi vinilici.
        I danni riportati evidenziano che l'opera presenta problematiche connesse al sistema costruttivo della tavola, cui già in passato si è tentato di porre rimedio.
        Infatti nell'Ottocento la tavola è stata assottigliata e vi si è stato applicato un telaio di contenimento con traversa centrale allo scopo di ridurne i movimenti.
        Successivamente altri interventi hanno tentato di eliminare i danni provocati dall'erosione di insetti xilofogi presenti anche su telaio, a dimostrazione di una continuità delle patologie di degrado.
        Alla luce di quanto esposto è possibile quindi affermare che i danni verificatosi sui quattro dipinti si sono concentrati sui punti più deboli, ove già in passato erano stati effettuati interventi di recupero e che evidenziano una situazione di fragilità insita nelle opere stesse, fragilità certamente aggravata dal cambiamento dei parametri termo igronmetrici negli ambienti espositivi.

Il Ministro per i beni e le attività culturali

Bondi