• Testo mozione

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.1/00426 [Messa al bando a livello globale delle mutilazioni genitali femminili]



La Camera,
premesso che:
secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sarebbero 140 milioni le donne e bambine che, nel mondo, hanno subito mutilazioni genitali femminili (MGF), ed ogni anno, secondo quanto riferito dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), 3 milioni rischiano di subire la pratica;
secondo l'OMS, le MGF sono diffuse in 27 Paesi africani e in alcuni Paesi dell'Asia (India, Indonesia, Malaysia) e del Medio Oriente (Yemen, Kurdistan iracheno, Arabia Saudita);
i flussi migratori hanno «transnazionalizzato» il fenomeno, portandolo in Europa e nel Nord America;
secondo l'Istat, in Italia, ogni anno circa 35.000 donne e bambine emigrate sono vittime di MGF;
qualsiasi forma di MGF costituisce una patente violazione dei diritti fondamentali di donne e bambine, in particolare del diritto all'integrità psico-fisica;
i danni causati da queste pratiche alla salute sessuale e riproduttiva sono accertati e denunciati da numerosi rapporti di agenzie internazionali;
negli ultimi dieci anni la campagna internazionale per la messa al bando delle MGF condotta tra gli altri da «Non c'è Pace Senza Giustizia» ha prodotto risultati notevoli, con l'adozione da parte di 19 Paesi africani di una legge di proibizione della pratica e di piani d'azione volti a far conoscere la legge e ad accrescerne l'efficacia;
nel 2003 gli Stati membri dell'Unione africana si sono dotati di uno strumento sovranazionale di contrasto della pratica attraverso l'adozione del protocollo aggiuntivo alla Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, il Protocollo di Maputo, che all'articolo 5 bandisce le MGF come violazione dei diritti fondamentali delle donne, riaffermando in questo modo il loro impegno nella lotta per l'eradicazione delle MGF dal continente africano;
il comitato interafricano contro le pratiche tradizionali nefaste ritiene ormai maturi i tempi affinché la comunità internazionale si esprima inequivocabilmente contro le MGF, poiché questo aiuterebbe tutti quei Paesi che non hanno ancora adottato una legge ad hoc e che, per questa ragione, si trovano ad essere meta privilegiata per quanti vogliono far mutilare le proprie figlie senza rischiare di incorrere in sanzioni penali;
tutti i Governi italiani che si sono avvicendati dal 2003 ad oggi hanno sempre sostenuto politicamente e finanziariamente la campagna internazionale per l'eradicazione delle MGF. In particolare, il Ministro degli affari esteri Franco Frattini ha fatto di questa campagna una priorità del suo dicastero e in questo quadro ha promosso a New York, il 25 settembre 2009, una colazione a livello di Ministri degli esteri ed ambasciatori dei Paesi interessati, proprio per incardinare il processo in seno alle Nazioni Unite,

impegna il Governo

a promuovere e sostenere a livello nazionale e internazionale tutte le iniziative atte a far sì che la 65o Assemblea generale delle Nazioni Unite adotti una risoluzione per la messa al bando a livello globale delle mutilazioni genitali femminili.
(1-00426)
«Farina Coscioni, Bernardini, Beltrandi, Maurizio Turco, Mecacci, Zamparutti, Duilio, Murer, Bucchino, Melis, Fadda, Piccolo, Bossa, Sbrollini, Argentin, Lolli».