• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.4/03484 [Finanziare il Comune di Catanzaro per la messa in sicurezza del territorio di Janò]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03484 presentata da FRANCESCO FERRANTE
mercoledì 21 luglio 2010, seduta n.408

FERRANTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

l'Italia è caratterizzata da un forte e diffuso dissesto idrogeologico, legato a fenomeni endemici di cattiva gestione del territorio. Secondo dati del Consiglio nazionale delle ricerche, oltre il 47 per cento del territorio italiano è vulnerabile dal punto di vista idrogeologico, mentre un rapporto di Legambiente indica che solo nel periodo 1991-2002 vi sono state in Italia oltre 1000 alluvioni;

tra le cause principali di tale condizione vi sono l'abusivismo edilizio e in generale un'urbanizzazione incontrollata di aree inadatte ad ospitare insediamenti abitativi e infrastrutturali, particolarmente intensi nelle regioni meridionali. Il Cresme calcola in circa un milione e mezzo il numero di case costruite abusivamente dal 1982 ad oggi, pari a quasi il 20 per cento del totale;

risulta ancora più anacronistica la scelta, attraverso l'approvazione del decreto-legge n. 78 del 2010, di tagliare un ulteriore 10 per cento dei fondi destinati al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

questa situazione complessiva amplifica le conseguenze distruttrici di eventi calamitosi come alluvioni, inondazioni, frane, aggravandone drammaticamente i costi umani ed economici. Limitando lo sguardo agli ultimi dieci anni, si contano - secondo dati elaborati dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente e del territorio (oggi Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) - più di 300 vittime e oltre 8 miliardi di euro di danni. Ultimo anello di questa drammatica catena, dopo le tragedie di Messina e Ischia delle scorse settimane, è quello dell'11 febbraio 2010 dove un'imponente frana - 600 metri di lunghezza e 200 metri di ampiezza - ha colpito gli abitanti della località Janò di Catanzaro;

tale evento calamitoso ha avuto come conseguenza l'immediato sgombero dei fabbricati ricadenti nel corpo frana per un totale di 42 abitazioni dove vivevano 130 persone e l'impraticabilità della strada provinciale e di tutta la viabilità comunale lungo il versante denominato Gelso - Scala compreso tra la strada strada statale 109 bis della Sila e il fosso a valle della strada provinciale per Magisano;

successivamente tra il 12 e il 17 febbraio 2010 a causa dei lavori di riattivazione di vari fronti di frana è stato necessario un ulteriore sgombero di 11 abitazioni con 71 persone. Pertanto il 15 febbraio 2010 la Giunta comunale di Catanzaro ha deliberato la richiesta alle autorità provinciali regionali e nazionali dello stato di calamità naturale e la concessione dei benefici finanziari per le 335 persone sgomberate, le 600 a rischio di sgombero e le 156 ospitate in albergo. Per un totale di circa 1.100.000 euro,

in data 22 febbraio e 2 marzo 2010 i luoghi di frana sono stati visitati rispettivamente dal Capo del Dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, e dai membri della 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato;

in data 31 marzo 2010 con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3862, recante: "Disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare danni conseguenti ai gravi dissesti idrogeologici che hanno interessato il territorio della regione Calabria nei giorni dall'11 al 17 febbraio 2010", è stato nominato commissario delegato per il superamento dell'emergenza il Presidente della Regione Calabria e sono stati stanziati 15.000.000 euro a carico del fondo della protezione civile;

il 22 maggio il vicesindaco, Antonio Tassoni, ha convocato una conferenza stampa per dimostrare che, contrariamente alle notizie diffuse dalla stampa locale, il Comune di Catanzaro sta utilizzando un vecchio finanziamento regionale con il quale è stata eseguita una paratia e trincee drenanti per contenere un fenomeno di dissesto interessante una parte della località Rombolotto di Janò ed ha anticipato, con fondi comunali, le somme per la liquidazione dei SAL all'impresa appaltatrice dei lavori;

in data 21 giugno 2010 è stato comunicato alle famiglie ospitate in hotel di provvedere all'autonoma sistemazione ai sensi dell'art. 4, comma 1, dell'ordinanza citata con contributo anticipato dal Comune nelle more dell'erogazione da parte del Commissario delegato;

a tutt'oggi non è pervenuto alcun contributo finanziario e/o strumentale per sopperire alle necessità del territorio a fronte di un enorme impegno economico già sostenuto con le limitate risorse delle casse comunali;

pertanto il Comune di Catanzaro continua a sostenere spese per l'ospitalità alberghiera dei cittadini sgomberati e per interventi sulle reti danneggiate dai fenomeni di dissesto,

si chiede di conoscere:

se il Presidente del Consiglio dei ministri non intenda procedere immediatamente per far in modo che lo stanziamento dei fondi, previsto dall'ordinanza n. 3862 del 31 marzo 2010, sia finalmente messo a disposizione del Comune di Catanzaro in modo da intervenire per la messa in sicurezza del territorio di Janò, permettendo finalmente agli abitanti di poter tornare nelle proprie abitazioni;

se non intenda impegnarsi affinché, già dalla prossima manovra finanziaria, siano potenziati adeguatamente gli stanziamenti per i programmi di prevenzione e riduzione del dissesto idrogeologico a tutela dell'incolumità dei cittadini e per intervenire concretamente per la mitigazione del rischio idrogeologico e per favorire forme di adattamento dei territori, da attuare d'intesa con le Regioni e gli enti locali interessati.

(4-03484)