• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/02228/001 [Politiche di rientro del debito pubblico e degli effetti attesi]



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/2228/1 presentato da LUIGI ZANDA
giovedì 15 luglio 2010, seduta n.406

Il Senato, in sede di esame del decreto legge n. 78 del 2010 In materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività
premesso che:
a fronte della reiterata negazione della gravità e dell'ampiezza della crisi economica in atto e, per altro verso, del netto aggravamento degli indicatori macroeconomici e del quadro di finanza pubblica, il Governo - attraverso il provvedimento in esame - effettua con decretazione d'urgenza un'ingente manovra correttiva straordinaria in corso d'anno (la quarta in un anno e mezzo e verosimilmente non l'ultima), presentandola al Paese come imposta dalla crisi internazionale e dai vincoli europei di bilancio;
la manovra è in effetti orientata a riportare i saldi di finanza pubblica ai livelli concordati con le istituzioni europee nell'ambito del Patto di Stabilità e crescita, e in particolare a corrispondere alla raccomandazione dell'ECOFIN di adottare entro il 2 giugno 2010 i necessari provvedimenti correttivi dei saldi, al fine di avviare il rientro in primo luogo dell'indebitamento netto e del debito pubblico balzati, rispettivamente al 5,3% e al 118% del PIL, con un peggioramento (più 15% negli ultimi due anni) solo in parte ascrivibile alla crisi congiunturale e alla conseguente contrazione del prodotto;
il debito pubblico, in particolare, secondo le stesse stime del Governo, supererebbe nel 2010 i 1.800 miliardi di euro, con una dinamica di crescita in valore assoluto che evidenzia negli ultimi anni un'accelerazione in coincidenza con i cicli di governo del centrodestra;
analoga dinamica evidenzia, per altro verso, la spesa pubblica. Nonostante le misure di supposto contenimento reiteratamente adottate, la spesa delle amministrazioni pubbliche ha raggiunto nel 2009 il 52,5% del PIL (il 47,8% al netto degli interessi), a fronte del 47,4% (il 41% al netto degli interessi) che faceva registrare nel 2000;
questi dati evidenziano la sostanziale inefficacia delle politiche di bilancio adottate e, in particolare, la mancanza di una politica di contenimento strutturale del debito pubblico, capace di incidere significativamente sui conti pubblici, ma soprattutto di lasciare nel Paese un'impronta permanente, in termini di modernizzazione e di sviluppo;
il riferimento è in primo luogo alle politiche di privatizzazione e liberalizzazione, che pure hanno costituito per il nostro Paese un'importante leva di sviluppo e di contenimento del debito pubblico fino all'anno 2000, per poi ridurre drasticamente il loro ruolo in termini dì quantità e qualità di operazioni effettuate;
a dimostrarlo sono i dati contenuti nell'ultima relazione della Corte dei Conti sugli «Obiettivi e risultati delle operazioni di privatizzazione delle partecipazioni pubbliche» (febbraio 2010), che evidenziano come l'attuale Governo abbia sostanzialmente rinunciato all'utilizzo in chiave strategica di tale leva di politica economica e di bilancio. Lo testimonia, da ultimo, l'esito del processo di privatizzazione dell'Alitalia che, lungi dal produrre benefici per la finanza pubblica, ha generato verosimilmente maggiori costi;
considerato, in definitiva, che:
le politiche di bilancio del Governo non consentono di identificare una strategia coerente e attendibile di rientro del debito pubblico, né i documenti di programmazione fino ad oggi presentati al Parlamento recano alcun impegno qualificato in tal senso;
impegna il Governo:
in sede di presentazione della «Decisione di finanza pubblica», di cui all'articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, a fornire al Parlamento un quadro dettagliato delle politiche programmate di rientro del debito pubblico e degli effetti attesi, con proiezione almeno quindicennale, con riferimento in particolare: all'entità della correzione prevista su base annua, alla composizione degli interventi (in termini di risparmi di spesa e di aumenti di entrate), all'impatto strutturale degli stessi sui saldi di finanza pubblica e, infine, all'impatto valutato sulla crescita del prodotto e sugli altri indicatori di sviluppo e di competitività.
(numerazione resoconto Senato G1)
(9/2228/1)
ZANDA, GIARETTA