• Testo DDL 2219

link alla fonte  |  scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.2219 Disposizioni per la promozione di nuova imprenditorialità giovanile





Legislatura 16º - Disegno di legge N. 2219


 
 

Senato della Repubblica

XVI LEGISLATURA

 

N. 2219
 
 
 

 

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori MASCITELLI, BELISARIO, BUGNANO, CARLINO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, GIAMBRONE, LANNUTTI, PARDI e PEDICA

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 26 MAGGIO 2010

Disposizioni per la promozione di nuova imprenditorialità giovanile

 

Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge intende delineare un nuovo e diverso modello di intervento per la promozione dell’imprenditorialità giovanile, aggiuntivo ed alternativo al quadro normativo vigente delineato, da ultimo, con il decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185.

    In particolare, il presente provvedimento vuole rafforzare l’iniziativa regionale nel subentrare alle funzioni del comitato previsto dal decreto-legge 30 dicembre 1985, n.  786, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n.  44, nel rispetto delle specifiche competenze e autonomie.
    Oggi in gran parte del nostro Paese i giovani sono la categoria sociale più vulnerabile e sono stati colpiti molto duramente dalla condizione economica attuale. Molti di essi rispondono a questa sfida creando nuovi lavori per se stessi e per gli altri. Per questo motivo i giovani meritano credito e aiuto. Su queste basi, riconoscendo l’importanza dell’imprenditoria giovanile e le opportunità fondamentali che può presentare, è necessario richiamare l’attenzione delle istituzioni perché supportino e creino i presupposti per favorire la cultura dell’imprenditoria.
    Nel mezzo della crisi più profonda degli ultimi ottanta anni infatti il sostegno all’innovazione e all’imprenditorialità giovanile può e deve rappresentare una delle principali vie di rilancio del nostro sistema economico.
    Nel processo di costruzione della nuova cultura dell’imprenditorialità giovanile quindi, si possono individuare tre direttrici, indispensabili da un lato a garantire un sostegno e una leale collaborazione istituzionale e interistituzionale e utili dall’altro a delineare un tracciato nel cui ambito indirizzare le sfide future.
    La prima è l’accettazione dell’impatto che il cambiamento di modelli culturali e demografici sta avendo sulla rete delle piccole e medie imprese.
    La seconda è la promozione della stabilità economica e della crescita basate sull’innovazione e sull’apprendimento continuo.
    La terza, infine, è che i programmi siano in grado di promuovere l’imprenditorialità dai primi livelli di educazione sino alla nascita di aziende e alla loro futura crescita, assicurando in tal modo che l’imprenditoria diventi una scelta di carriera perseguibile.
    Pertanto, il presente disegno di legge, mediante l’artitolo 2, provvede a disciplinare una serie di agevolazioni per lo sviluppo di nuova imprenditorialità giovanile a favore di cooperative di produzione e lavoro nonché di società, costituite con una prevalenza di almeno due terzi da giovani residenti sul territorio nazionale e di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni, così come stabilisce l’articolo 1.
    Con l’articolo 3 vengono fissati i termini per la fruizione di agevolazioni tributarie da applicare ai redditi di impresa realizzati nei primi tre periodi di imposta, compreso quello nel quale ha avuto inizio l’attività dell’impresa, a condizione che l’imprenditore individuale possieda i requisiti indicati all’articolo 1, e che la misura dei predetti redditi non ecceda l’importo annuo di 60.000 euro. A tal fine, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al 31 dicembre del terzo anno successivo, per i medesimi periodi d’imposta, al reddito d’impresa, determinato secondo le disposizioni del capo VI del titolo I del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917, si applica l’aliquota massima del 25 per cento.
    Per il finanziamento degli interventi agevolativi previsti dal presente disegno di legge si provvede a carico del Fondo per la promozione regionale dell’imprenditorialità giovanile, appositamente istituito, ai sensi dell’articolo 5, presso il Ministero dello sviluppo economico. A valere sulle risorse del Fondo si provvede alla concessione e all’erogazione delle agevolazioni previste, sulla base dei criteri di cui all’articolo 6 ed in seguito all’accettazione delle domande di cui all’articolo 8. Per il triennio 2010-2012, a favore del predetto Fondo è autorizzata la spesa di 500 milioni di euro per ciascun anno del triennio.
    Inoltre, al fine di dotare il Fondo delle disponibilità finanziarie necessarie ad assicurare l’effettiva fruizione delle agevolazioni previste dal disegno di legge, la dotazione finanziaria del Fondo deve essere implementata da eventuali ulteriori risorse, nella proporzione non inferiore al venti per cento delle maggiori entrate accertate che, a qualunque titolo, si rendano successivamente disponibili dal recupero dell’evasione fiscale. Ai sensi del comma 3 dell’articolo 5, la dotazione del Fondo potrà altresì essere incrementata mediante versamento di contributi da parte delle banche, delle regioni e di altri enti e organismi pubblici, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico.
    L’articolo 6 del disegno di legge disciplina i criteri e le modalità per la concessione delle agevolazioni. A tal fine, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, fissa con uno o più regolamenti, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, i criteri, le modalità e le procedure di concessione delle agevolazioni, a valere sulle risorse del citato Fondo di cui all’articolo 5.
    I predetti regolamenti dovranno essere adottati con particolare riferimento ad alcuni criteri contenuti al comma 2 dell’articolo 6, quali ad esempio l’opportunità di privilegiare le iniziative ubicate nelle zone a più alto livello di disoccupazione e, a parità di condizioni economiche e produttive, le iniziative promosse da cooperative e società costituite esclusivamente da giovani e a prevalente composizione femminile.
    Ai sensi dell’articolo 7, ciascuna regione provvede a costituire, con propria legge, uno o più Comitati di promozione e sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, composti da rappresentanti della cooperazione, degli imprenditori e dei lavoratori e ne assicurano il funzionamento attraverso apposite segreterie tecniche decentrate territorialmente. I predetti Comitati provvederanno a prestare apposita assistenza tecnica alle regioni nella gestione delle leggi regionali per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile.
    L’articolo 8 stabilisce che le domande volte ad ottenere le agevotazioni previste dal presente disegno di legge sono presentate al Comitato regionale competente per territorio, che provvede nei successivi trenta giorni agli adempimenti di propria competenza. Le medesime domande sono altresì trasmesse alla regione competente per territorio che esprime, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione dell’istruttoria del Comitato, l’autorizzazione o il diniego motivato all’accesso alle agevolazioni di cui alla presente legge, a valere sulle risorse del Fondo.
    Al fine di consentire il monitoraggio dell’effettiva attuazione della presente legge, con l’articolo 9 si prevede la trasmissione al Parlamento entro il 30 giugno di ogni anno, da parte del Ministro dell’economia e delle finanze, di una relazione in cui sono indicati i dati della gestione di bilancio, la distribuzione territoriale degli incentivi erogati, il grado e le modalità di utilizzo dei finanziamenti nazionali e dell’Unione europea, nonché i settori economici interessati e i risultati complessivi conseguiti al fine di incentivare l’imprenditorialità giovanile.
    Infine, con l’articolo 10, si provvede alla copertura finanziaria degli interventi di cui al presente disegno di legge, valutati in 500 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2010-2012. Al predetto onere si provvede incrementando l’addizionale IRES per le società operanti nel settore energetico ed altresì modificando i criteri di deducibilità degli interessi passivi per banche ed assicurazioni.

 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Finalità)

    1. La presente legge promuove lo sviluppo di una nuova imprenditorialità giovanile e l’ampliamento della base produttiva e occupazionale attraverso la finalizzazione e l’organizzazione di energie imprenditoriali da parte di cooperative di produzione e lavoro nonché di società, costituite con una prevalenza di almeno due terzi da giovani residenti sul territorio nazionale e di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni.

Art. 2.

(Agevolazioni per lo sviluppo di nuova
imprenditorialità giovanile)

    1. Per le finalità di cui all’articolo 1, alla realizzazione di progetti per la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e dell’agricoltura, nonché alla fornitura di servizi a favore delle imprese appartenenti a qualsiasi settore, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato, sono concesse le seguenti agevolazioni:

        a) contributi in conto capitale per le spese per impianti e attrezzature, nel limite massimo del 70 per cento dell’ammontare totale;

        b) contributi decrescenti per la durata di un triennio per le spese di gestione effettivamente sostenute nel limite del volume di spesa previsto dal progetto, fino ad un limite massimo del 70 per cento delle spese per il primo anno e del 50 per cento per ciascun anno successivo, con possibilità di anticipazioni limitatamente al primo anno;
        c) attività di formazione funzionale alla realizzazione del progetto;
        d) assistenza tecnica nella fase di progettazione e di avvio delle iniziative avvalendosi di soggetti pubblici e privati;
        e) agevolazioni tributarie, così come disciplinate dall’articolo 3.

Art. 3.

(Agevolazioni tributarie)

    1. Le agevolazioni tributarie di cui alla lettera e) dell’articolo 2 si applicano ai redditi d’impresa realizzati nei primi tre periodi d’imposta, compreso quello nel quale ha avuto inizio l’attività dell’impresa, a condizione che l’imprenditore individuale possieda i requisiti indicati all’articolo 1 e che la misura dei predetti redditi non ecceda l’importo annuo di 60.000 euro. Nel caso di reddito prodotto in forma associata, il limite d’importo indicato nel primo periodo è ridotto a 30.000 euro e si applica distintamente per ciascuno dei soci o dei partecipanti aventi i requisiti di cui all’articolo 1.

    2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al 31 dicembre del terzo anno successivo, per i medesimi periodi d’imposta di cui al comma 1, al reddito d’impresa, determinato secondo le disposizioni del capo VI del titolo I del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si applica l’aliquota massima del 25 per cento.

Art. 4.

(Soggetti beneficiari)

    1. Le cooperative di cui all’articolo 1 devono essere iscritte all’Albo delle società cooperative di cui all’articolo 223-sexiesdiecies delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n.  318, ed i loro statuti devono prevedere espressamente ed inderogabilmente le clausole di cui all’articolo 2514 del codice civile, che devono essere osservate in fatto. È consentita l’ammissione a soci di elementi tecnici ed amministrativi anche in misura superiore a quella fissata dall’articolo 23 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n.  1577, ratificato, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 1951, n.  302, e successive modificazioni.

    2. Nelle società di cui all’articolo 1 è nullo ogni atto di trasferimento tra vivi di azioni o quote societarie da parte di soci di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni a soggetti che non abbiano tale requisito, ove stipulato entro dieci anni dalla data di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni.
    3. Non possono rientrare nell’ambito delle agevolazioni di cui alla presente legge i progetti che si riferiscono a settori esclusi o sospesi dal Comitato interministeriale per la programmazione economica o da disposizioni comunitarie.

Art. 5.

(Istituzione del Fondo per la promozione regionale dell’imprenditorialità giovanile)

    1. È istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il Fondo per la promozione regionale dell’imprenditorialità giovanile, di seguito denominato «Fondo», con dotazione iniziale di 500 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2010-2012. A valere sulle risorse del Fondo si provvede alla concessione e all’erogazione delle agevolazioni di cui alla presente legge, sulla base dei criteri di cui all’articolo 6 ed in seguito all’accettazione delle domande di cui all’articolo 8.

    2. La dotazione finanziaria del Fondo è implementata da eventuali ulteriori risorse, in proporzione non inferiore al venti per cento delle maggiori entrate accertate che, a qualunque titolo, si rendano successivamente disponibili dal recupero dell’evasione fiscale. Le concrete modalità di attuazione del presente comma sono definite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
    3. La dotazione del Fondo può altresì essere incrementata mediante versamento di contributi da parte delle banche, delle regioni e di altri enti e organismi pubblici, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico.
    4. L’ammontare complessivo delle risorse del Fondo è stabilito annualmente con la legge di stabilità di cui all’articolo 11 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Art. 6.

(Criteri e modalità per la concessione
delle agevolazioni)

    1. Il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, fissa con uno o più regolamenti, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, i criteri, le modalità e le procedure di concessione delle agevolazioni di cui alla presente legge, a valere sulle risorse del Fondo. Prima della loro adozione i regolamenti sono comunicati alla Commissione europea a norma dell’articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. I regolamenti adottati sono comunicati alle competenti commissioni parlamentari entro i venti giorni successivi alla loro adozione.

    2. I regolamenti di cui al comma 1, ai fini dei criteri e delle modalità di concessione delle agevolazioni di cui alla presente legge, tengono conto:
        a) dell’opportunità di privilegiare le iniziative ubicate nelle zone a più alto livello di disoccupazione e, a parità di condizioni economiche e produttive, le iniziative promosse da cooperative e società costituite esclusivamente da giovani e a prevalente composizione femminile;
        b) della priorità nella valutazione dei progetti connessi all’introduzione di nuove tecnologie o nuove tecniche di gestione, con particolare riferimento all’artigianato, alla produzione e trasferimento di nuove tecniche, alla produzione di beni sostitutivi di importazioni, al risparmio energetico e ai servizi alle imprese;
        c) dell’obbligo a carico del soggetto agevolato di non distogliere dall’uso previsto, per un periodo di tempo non inferiore a cinque anni, i beni strumentali agevolati;
        d) della necessità di evitare il cumulo delle agevolazioni di cui alla presente legge con altre agevolazioni regionali, nazionali e comunitarie;
        e) della necessità di prevedere procedure tali da assicurare la massima celerità nell’erogazione dei contributi.

Art. 7.

(Comitati di promozione e sviluppo
dell’imprenditorialità giovanile)

    1. Ciascuna regione provvede a costituire con propria legge uno o più Comitati di promozione e sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, composti da rappresentanti della cooperazione, degli imprenditori e dei lavoratori e ne assicurano il funzionamento attraverso apposite segreterie tecniche decentrate territorialmente.

    2. Il Comitato di cui al comma 1 provvede a prestare apposita assistenza tecnica alle regioni nella gestione delle leggi regionali per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile.

Art. 8.

(Domande di accesso alle agevolazioni)

    1. Le domande volte ad ottenere le agevolazioni previste dalla presente legge sono presentate al Comitato di cui all’articolo 7 competente per territorio, che provvede nei successivi trenta giorni agli adempimenti di propria competenza. Ai fini della valutazione dei progetti, con particolare riguardo ai criteri di cui all’articolo 6, il Comitato può avvalersi di un apposito nucleo di valutazione composto da esperti scelti tra persone che abbiano particolare competenza in materia di analisi tecnica e finanziaria di progetti. Composizone, durata e competenza dei nuclei di valutazione sono stabiliti con legge regionale.

    2. Le domande di cui al comma 1 sono altresì trasmesse alla regione competente per territorio che esprime, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione dell’istruttoria del Comitato, l’autorizzazione o il diniego motivato all’accesso alle agevolazioni di cui alla presente legge, a valere sulle risorse del Fondo.
    3. Le domande di accesso alle agevolazioni previste dalla presente legge devono riguardare progetti finalizzati all’avvio di nuove attività imprenditoriali. Non sono ritenute ammissibili domande riguardanti progetti operativi o gestionali di attività imprenditoriali già avviate ovvero che si configurano come rilevamento o ampliamento di imprese esistenti.
    4. Le domande di accesso alle agevolazioni previste dalla presente legge possono essere presentate anche da imprese non ancora attive alla data di presentazione della domanda, purché le stesse si costituiscano entro due mesi dalla data di invio della domanda, pena la decadenza della stessa.
    5. Le domande di accesso alle agevolazioni previste dalla presente legge devono essere sottoscritte dal legale rappresentante delle imprese già costituite o da uno dei futuri soci delle imprese non ancora costituite.

Art. 9.

(Relazione annuale)

    1. Il Ministro dell’economia e delle finanze trasmette annualmente al Parlamento, entro il 30 giugno, una relazione sull’attuazione della presente legge e sull’attività regionale intrapresa al fine di incentivare l’imprenditorialità giovanile.

    2. Nella relazione annuale di cui al comma 1 sono indicati i dati della gestione di bilancio, la distribuzione territoriale degli incentivi erogati, il grado e le modalità di utilizzo dei finanziamenti nazionali e dell’Unione europea, nonché i settori economici interessati e i risultati complessivi conseguiti.

Art. 10.

(Copertura finanziaria)

    1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, valutato in 500 milioni di euro annui per il triennio 2010-2012, si provvede mediante le maggiori entrate e i risparmi di spesa di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo.

    2. All’articolo 81, comma 16, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la parola: «6,5» è sostituita dalla seguente: «7,5».
    3. All’articolo 82 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, secondo periodo, le parole: «97 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «91 per cento»;

        b) al comma 4, secondo periodo, le parole: «97 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «91 per cento».

    4. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917, sono apportate le seguenti modificazioni:
        a) all’articolo 96, comma 5-bis, le parole: «96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «88 per cento»;

        b) all’articolo 106, comma 3, le parole: «0,30 per cento», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «0,20 per cento».

    5. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.  446, sono apportate le seguenti modificazioni:
        a) all’articolo 6, comma 8, le parole: «96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «88 per cento»;

        b) all’articolo 6, comma 9, le parole: «96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «88 per cento»;
        c) all’articolo 7, comma 2, le parole: «96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «88 per cento».


torna su