• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.4/07962 [Taglio di contributi statali destinati alle scuole paritarie]
LEGGI ANCHE IL TESTO DELLA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE
Testo della risposta scritta



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07962 presentata da FABIO GARAGNANI
giovedì 8 luglio 2010, seduta n.350
GARAGNANI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:

si fa riferimento alla situazione drammatica delle scuole paritarie anche a seguito di verifiche precise effettuate ultimamente per effetto del venir meno dei contributi statali a suo tempo previsti. Al riguardo, si fa presente che l'assegnazione «storica» alle scuole paritarie è attorno a 535 milioni annui, da quando nella legge finanziaria per il 2002 il Governo Berlusconi innalzò il contributo di circa 54 milioni dai 473 milioni di euro dell'anno precedente - secondo Governo Amato;


nella legge finanziaria per il 2010 era previsto il taglio di 134 milioni di euro sullo stanziamento complessivo di 534 milioni di euro:

4 milioni di euro sono stati recuperati immediatamente da tagli ad altri fondi;

130 milioni (elenco 1, articolo 2, comma 250 della legge n. 191 del 2009 sarebbero stati recuperati dallo «scudo fiscale»;

per disporre dei 130 milioni è stato predisposto un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri registrato il 1o aprile 2010 (ma non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale). A seguire occorre un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, che non ha ancora firmato (a quanto risulta all'interrogante) stante l'attuale situazione di bilancio. Poi i decreti degli uffici scolastici regionali e il pagamento delle ragionerie, se e quando le risorse saranno disponibili per cassa;


in sostanza, per l'anno scolastico 2009/2010 - che si concluderà formalmente, il mese di agosto 2010 - le scuole paritarie non sono in condizione ne di ricevere le risorse loro spettanti per un servizio già offerto, né di sapere quando le riceveranno, ne di sapere quanto riceveranno (i 130 milioni ovviamente non sono stati ripartiti fra le regioni, dovendosi prima attendere il decreto di assegnazione del Ministro dell'economia e delle finanze). Al momento, pertanto, le scuole paritarie stanno ricevendo contributi pari a circa 400 milioni per l'anno scolastico 2009/2010, circa un terzo in meno del previsto dalla legge finanziaria;



la questione è stata anche oggetto di interrogazioni parlamentari (in base alle quali il Governo avrebbe assicurato che i 130 milioni saranno erogati;


nel frattempo, numerose scuole paritarie stanno ricorrendo al credito bancario a copertura degli stipendi insegnanti. Altre, più «deboli» strutturalmente e finanziariamente, stanno chiudendo;


altra questione, l'esercizio finanziario 2011;


nella legge finanziaria per il 2009 il piano triennale 2009-2011 per le paritarie prevedeva una riduzione dai 535 milioni del 2008 a 312 milioni per il 2011;

a questa cifra, stando all'ultimo decreto di contenimento delle spese dei Ministeri, dovrebbe aggiungersi un'ulteriore riduzione del 10 per cento, portando l'importo complessivo a circa 280 milioni, ovvero circa il 48 per cento in meno del 2008;

in un simile contesto la conduzione di una scuola paritaria diviene sempre più non un «rischio educativo» quanto piuttosto un «gioco d'azzardo» in campo scolastico. Mancando tutte le certezze diviene pressoché impossibile programmare le attività scolastiche;

sono inevitabili i riflessi sugli studenti delle scuole paritarie (oltre un milione) e sul corpo docente di queste scuole;


ad avviso dell'interrogante non è interesse del Paese l'ulteriore ridimensionamento del sistema paritario che pure è riconosciuto essere parte del sistema nazionale d'istruzione (legge n. 62 del 2000). Evidentemente non si sono valutate le maggiori spese che conseguono per le casse dello Stato dalla chiusura di queste scuole con il conseguente passaggio degli studenti nelle scuole statali;


questo stato di cose concerne non tanto (o non solo) il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca quanto piuttosto la politica complessiva del Governo e gli impegni assunti nelle elezioni del 2008;


anche se l'interrogante si rende conto della situazione in un qualche modo obbligata del Governo nel far fronte agli oneri della scuola statale con oltre 1.200.000 fra docenti e ATA e dà atto al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, della sensibilità più volte manifestata sull'argomento, ritiene però che un sistema autenticamente pluralista non possa prescindere dall'apporto delle scuole paritarie -:


quali iniziative «concrete» intenda intraprendere per risolvere la problematica citata in premessa.(4-07962)