• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03189 [Revisione della normativa sul rilascio delle concessioni demaniali]



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-03189 presentata da ROBERTO OCCHIUTO
martedì 6 luglio 2010, seduta n.348
OCCHIUTO e GALLETTI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:



le concessioni demaniali marittime in Italia - non solo stabilimenti balneari ma anche ristoranti, campeggi, alberghi, discoteche, villaggi turistici, e altro - sono circa 30.000 con 300.000/320.000 addetti diretti che, insieme all'indotto, garantiscono il posto di lavoro ad oltre 3 milioni di occupati;

tale sistema di imprese si è consolidato con la garanzia della continuità del titolo concessivo sia attraverso il diritto di insistenza, previsto dal codice della navigazione, sia dalla legge n. 88 del 2010 che, con l'automatismo del rinnovo, ha stimolato investimenti e, di conseguenza, la crescita della quantità e della qualità dei servizi;

lo sviluppo economico ha inevitabilmente interessato intere regioni costiere con punti di eccellenza a livello mondiale;

la crescita economica è stata accompagnata dal rafforzamento dell'impresa familiare che, in regime di garanzia nella continuità del rapporto, sull'impresa balneare ha riversato l'impegno e il futuro dell'intero nucleo familiare portando i giovani ad impegnarsi in un lavoro nel quale hanno riversato professionalità ed entusiasmo;

con l'avvio della procedura di infrazione da parte della Comunità europea, con l'eliminazione del diritto di insistenza, con la definizione di un rinnovo delle concessioni fino al 31 dicembre 2015 e, contemporaneamente, con l'avvio del federalismo demaniale, si è dato avvio ad un periodo di incertezza e di precarietà che, come primo risultato, ha pressoché paralizzato gli investimenti, tolto tranquillità nel futuro e messo in difficoltà coloro che, sulla certezza della norma, si sono esposti economicamente contraendo mutui anche ventennali, a fronte dei quali hanno dovuto prestare garanzie con beni patrimoniali propri;

alla luce di queste realtà è necessario, così come stabilito dal decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, («Milleproroghe»), porre mano alla visione del quadro normativo in materia di rilascio delle concessioni - una sorta di legge quadro - con la quale, pur nel rispetto della normativa europea, si tenga conto della necessità di salvaguardare un prodotto esclusivamente italiano legato alla tradizione di un turismo balneare nato, cresciuto e sviluppato sull'impegno e sulla professionalità di trentamila imprese familiari;

in tale contesto si dovrà anche stabilire il valore economico e commerciale delle imprese e degli impianti di proprietà del concessionario a salvaguardia del legittimo in capo a chi lo ha determinato in tanti anni di lavoro e di investimenti, valore che dovrà costituire la base di partenza in una eventuale procedura di previdenza pubblica;

l'introduzione delle novità contenute nella legge n. 296 del 2006 ha prodotto il 90 per cento delle imprese un aumento del 50/60 per cento dei canoni corrisposti nel 2006, per l'altro 10 per cento, legato alle pertinenze demaniali commerciali ed ai valori OMI, ha prodotto canoni che sono cresciuti, rispetto a quelli del 2006, tra il 400 e il 1.500 per cento;

in conseguenza di ciò circa un migliaio di imprese si trova in forte difficoltà, tanto che molte di esse non sono in grado di pagare canoni al di sopra delle potenzialità delle imprese, e sono a rischio di revoca del titolo o di non rinnovo del medesimo;

per far fronte a questa realtà è stato sottoscritto nel novembre del 2008 un protocollo d'intesa con allegato memorandum, sottoscritto dall'allora Sottosegretario con delega al turismo, onorevole Vittoria Michela Brambilla, da tutte le regioni e dalle organizzazioni delle imprese con il quale, aumentando di un ulteriore 50 per cento il canone a carico di quel 90 per cento di concessioni senza immobili incamerati si sono riportati i valori per le pertinenze demaniali su valori sopportabili, per di più lasciando invariato, se non leggermente aumentato, il gettito complessivo in entrata per l'erario;

il Governo italiano sta tentando, tramite l'Agenzia del demanio, di appropriarsi di quelle strutture realizzate dai concessionari e che, per la loro tipologia costruttiva e per i titoli che le hanno autorizzate, non hanno i requisiti previsti dall'articolo 40 del Codice della navigazione indispensabili al loro incameramento e, quindi, acquisibili al patrimonio dello Stato. Operazione che tende a disconoscere impegni e certificazioni rilasciate in passato da organi istituzionali dello Stato al fine esclusivo di diventare proprietari di un patrimonio ingentissimo provocando un contenzioso dall'esito incerto e dalla durata indeterminabile -:

quali iniziative intenda adottare al fine di procedere al più presto ad una revisione della normativa sul rilascio delle concessioni demaniali e, in attesa della definizione della materia, se non ritenga opportuno, al fine di non mettere fuori dal sistema un considerevole numero di imprese, modificare l'attuale situazione o attraverso l'attuazione del citato protocollo di intesa o con una moratoria sul pagamento dei canoni delle pertinenze demaniali, così come previsto dalla risoluzione n. 7-00095 approvata dalla VI Commissione il 29 gennaio 2009. (5-03189)