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Atto a cui si riferisce:
C.4/05675 [Decesso all'ospedale di Pisa]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 5 luglio 2010
nell'allegato B della seduta n. 347
All'Interrogazione 4-05675 presentata da
MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI
Risposta. - In riferimento all'interrogazione in esame, acquisiti gli elementi informativi dalla Prefettura di Pisa, si precisa quanto segue.
La signora N.L., di anni 32, venne inviata dal proprio medico di famiglia presso il pronto soccorso dell'ospedale Versilia in data 14 dicembre 2009 per sindrome febbrile con difficoltà respiratoria. Fu ricoverata in rianimazione con diagnosi di acute respiratory distress sindrome in sindrome influenzale e sottoposta a ventilazione non invasiva.
I test virologici diedero esito positivo per infezione da H1N1 per cui fu iniziata una terapia specifica con antivirale, anche se l'anamnesi della paziente non evidenziava altre condizioni a rischio di una evoluzione sfavorevole della infezione da virus influenzale.
La paziente fu assistita con ventilazione non invasiva fino al 22 dicembre 2009 giorno in cui fu ritenuta necessaria l'intubazione tracheale e la ventilazione invasiva.
L'applicazione della ventilazione invasiva non sortì effetti di miglioramento sulla funzione polmonare nelle 24 ore successive, ed un esame tomografia assiale computerizzata (TAC) del torace eseguito la mattina del 23 dicembre 2009 mostrò un grave quadro di compromissione polmonare.
Poiché ci fu un gravissimo peggioramento fu ricoverata nel reparto di anestesia e rianimazione cardiotoracica di Pisa per l'assistenza avanzata con ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO) e fu continuata la ventilazione protettiva per qualche ora, al fine di stabilizzare il profilo respiratorio e per rilevare se ci fosse una possibile sovra infezione polmonare da agente batterico.
Tutti i rischi connessi alla procedura di Ecmo furono spiegati ai familiari e soprattutto quelli legati all'insistere con una ventilazione meccanica inefficace su un quadro polmonare così grave.
Nei primi dieci giorni l'andamento clinico fu stabile dal punto di vista generale, in particolare la paziente tollerava bene la procedura, gli scambi respiratori garantiti dall'Ecmo erano buoni, l'infezione polmonare batterica, sovrapposta a quella virale diagnosticata all'arrivo, sembrava rispondere al trattamento antibiotico; tuttavia nel quadro polmonare non vi erano miglioramenti.
Dopo dieci giorni intervenne un ulteriore complicazione (emottisi), che richiese da quel momento frequenti toilette delle vie aeree in broncoscopia.
Il quadro dell'emorragia polmonare divenne problematico, nonostante una meticolosa gestione dell'anticoagulazione necessaria all'Ecmo, dell'endoscopia delle vie aeree, della ventilazione polmonare.
I tentativi di riduzione dell'assistenza con Ecmo risultavano infruttuosi.
Il 9 gennaio 2010 a metà mattina una improvvisa e gravissima emorragia delle vie aeree portava la paziente ad una grave aritmia con arresto cardiaco.
Con manovre rianimatorie la paziente otteneva una ripresa della funzione circolatoria, ma nelle prime ore del pomeriggio ebbe un nuovo arresto cardiaco e veniva di nuovo sottoposta a manovre rianimatorie.
Da quel momento in poi le condizioni generali registrano un rapido e progressivo peggioramento fino al decesso della paziente che avvenne alle ore 20,10 dello stesso giorno.
Non si è a conoscenza se la signora soffriva di altre patologie.
Da ultimo, dalla nota della Prefettura emerge che non sono in corso indagini per procedimenti penali.

Il Ministro della salute: Ferruccio Fazio.