• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/07738 [Inquinamento delle acque in Basilcata]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07738 presentata da ELISABETTA ZAMPARUTTI
mercoledì 23 giugno 2010, seduta n.342
ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. - Per - sapere - premesso che:

è sempre più acuta nell'opinione pubblica la coscienza dei gravi rischi di compromissione della salute, in relazione alla qualità delle acque nella regione Basilicata;

le analisi bio-chimiche riferite alle acque degli invasi lucani di Camastra, Monte Cotugno (Senise) e Pertusillo (quest'ultimo ubicato in prossimità dei pozzi petroliferi dell'Alta Val d'Agri e del Centro Oli di Viggiano), documentano che l'inquinamento delle acque destinate ad uso potabile per le regioni Basilicata e Puglia è dovuto ad inquinanti biologici, quali i coliformi (totali e fecali), gli streptococchi e le salmonelle, ed in parte ad inquinamento chimico da sostanze come il bario ed il boro;

i dati delle analisi ARPAB del 5 e del 18 novembre 2009, periodo nel quale gli invasi erano solo parzialmente pieni, documentavano un decadimento della qualità delle acque;

a seguito delle analisi dell'ARPAB veniva redatta una informativa della polizia provinciale di Potenza e, al fine di verificare l'attendibilità dei dati, il 21 gennaio 2010 venivano eseguiti, su iniziativa di Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani, dei prelievi di campioni di acque sugli stessi invasi, allo scopo di farli analizzare presso un altro centro di analisi ubicato fuori regione;

i risultati delle analisi documentavano un peggioramento della qualità delle stesse acque, nonostante il 21 gennaio 2010, gli invasi fossero pressoché colmi, e pertanto ci si aspettasse una maggiore diluizione dei contaminanti. Si evidenziava invece, una forte contaminazione da coliformi, streptococchi fecali ed escherichia coli, ad avviso degli interroganti con probabili responsabilità di Acquedotto lucano, consorzi di bonifica e comuni che scaricano i propri reflui nei corsi d'acqua, senza effettuare un'adeguata depurazione o senza effettuarla affatto;

è stata inoltre registrata la presenza di altre sostanze chimiche tossiche, come il bario, che potrebbero ricondursi ad un inquinamento delle acque ad opera dei fanghi usati per la trivellazione dei pozzi petroliferi;

nel gennaio del 2010 fu prodotta una denuncia per rivelazione di segreti di ufficio, a seguito della diffusione dei risultati delle analisi delle acque dei suddetti invasi ad opera del segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti;

a seguito di tale denuncia, veniva sospeso dal servizio per due mesi l'ufficiale di polizia giudiziaria tenente Giuseppe Di Bello, accusato di aver trasmesso i dati delle analisi delle acque destinate alla fornitura di acqua potabile e di aver fatto assistere un cittadino, il già citato responsabile locale regionale del partito Radicale, ai prelievi delle acque eseguiti il 21 gennaio 2010. Da sottolineare che il tenente Di Bello aveva consegnato quei dati in piena legittimità, trattandosi di analisi di acque potabili destinate ad uso umano; i portatori di interessi diffusi risultavano avere, infatti, pieno titolo e diritto di ricevere copia di tali dati;

nel marzo 2010, la procura di Potenza convoca Maurizio Bolognetti per conoscere la sua fonte sulla vicenda dighe e al termine dell'interrogatorio, viene disposto un decreto di perquisizione e sequestro della sua abitazione, che è anche sede dell'associazione Radicali Lucani;

in questi giorni l'opinione pubblica è stata allertata sull'attuale peggioramento delle acque dell'invaso del Pertusillo, caratterizzate dalla moria di migliaia di pesci a causa della presenza dell'alga cornuta vegetale, che si sviluppa proprio in presenza di inquinamento diffuso, e fatto ancor più inquietante il sindaco di Potenza in data 27 maggio 2010, ha emesso l'ordinanza 21/2010/prot. 794/2010 che vieta - al fine di salvaguardare la salute pubblica - l'uso di acqua potabile in contrada Valle Paradiso, ricompresa nella più vasta contrada di Gallitello, a causa di probante inquinamento chimico della rete idrica. Questa contrada è ubicata a meno di quattro chilometri dalle vasche fosfogessi e dei fanghi industriali presenti nella ex Liquichimica Meridionale di Tito zona industriale;

l'Unione europea ha da tempo aperto una procedura d'infrazione per il mancato trattamento delle acque reflue in ben 525 comuni italiani con oltre 15mila abitanti. Siffatta inadeguatezza del sistema di depurazione, a parere degli interroganti, è gravissima perché mette a rischio la salute pubblica, in quanto si tratta di impianti destinati alla produzione di acqua potabile -:

se i ministri interessati intendano acquisire elementi sull'affidabilità dei controlli sulla qualità delle acque sia superficiali che di falda nelle zone maggiormente a rischio;

come si intenda assicurare la tutela del diritto di informazione dei cittadini in merito alle analisi di aria, acqua, suolo sottosuolo e falda, così come sancito dalla Convenzione di Aarhus, nonché dalla direttiva comunitaria 2003/4/CEE e dal relativo decreto legislativo di recepimento 19 agosto 2005, n. 195;

quali iniziative, anche normative, intenda adottare al fine di chiarire in maniera inequivocabile la legittimità di attività e comportamenti di autorità pubbliche, volti ad assicurare il rispetto dei diritti di informazione dei cittadini in applicazione della Convenzione di Aarhus. (4-07738)