• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.4/07684 [Precari nella scuola]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07684 presentata da ANITA DI GIUSEPPE
lunedì 21 giugno 2010, seduta n.340
DI GIUSEPPE e ZAZZERA. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:

a fronte dell'applicazione dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante «norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale utilizzò delle risorse umane della scuola» e dei decreti attuativi ad esso correlati, nell'anno scolastico 2009-2010 la riduzione di cattedre ammontava a 42.100 unità, come riportato nella circolare del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 38 del 2 aprile 2009;

nell'anno scolastico 2010-2011 il taglio di cattedre riguarderà circa 25.600 unità, come risulta dalla circolare n. 37 del 13 aprile 2010 del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

nell'anno scolastico 2009-2010 le assunzioni del personale docente risultano di 8.000 unità, nell'anno scolastico 2010-2011 si prevede l'assunzione di un contingente pari a 8.000 unità, come risulta dal decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 del 30 marzo 2010;

facendo il bilancio delle cattedre eliminate e delle assunzioni realizzate e programmate negli anni scolastici 2009-2010 e 2010-2011, emerge un quadro estremamente preoccupante perché a regime risulteranno cancellati circa 51.700 posti di lavoro precedentemente esistenti non assorbiti dai pensionamenti;

il conferimento di cattedre a tempo determinato e indeterminato superiori alle 18 ore che, sebbene sia anticontrattuale, spesso viene imposto ai docenti, ha comportato e comporterà un'ulteriore perdita di migliaia di posti di lavoro nella scuola superiore;

il Ministero è intervenuto con il decreto «salva-precari» per l'anno 2009-2010 (confermato nell'anno 2010-2011 con il decreto-legge «mille proroghe») con la presunzione di arginare una situazione che invece assume i connotati di un licenziamento di massa;

il precedente decreto è per i precari una misura assolutamente inadeguata oltre che dequalificante per i seguenti motivi:

a) risulta un provvedimento tampone che interviene solo nell'immediato senza offrire nessuna garanzia per il futuro dei precari; non prevede infatti alcuna prospettiva di stabilizzazione e pertanto non risolve il problema occupazionale che i tagli per la razionalizzazione e il contenimento della spesa stanno comportando e comporteranno nei prossimi anni;

b) è rivolto prevalentemente al personale precedentemente impiegato con incarichi conferiti dall'Ufficio scolastico provinciale e nei confronti del citato personale risulta un provvedimento dequalificante perché obbliga gli insegnanti che hanno lavorato per anni su cattedre vacanti, ad accettare il primo contratto di supplenza temporanea - anche breve - offerto loro, pena la decadenza da qualsiasi diritto collegato al salva-precari. In questo modo si verifica frequentemente il caso che chi ha posizioni più alte in graduatorie è costretto ad accettare un incarico di pochi giorni in un comune della provincia in cui non risiede e chi lo segue in graduatoria potrebbe ottenere un contratto di diversi mesi vicino casa;

c) l'estrema flessibilità che il salva-precari implica, in associazione alla dequalificazione professionale di personale che ormai non svolgeva più attività di supplenza breve, è del resto rivolta a lavoratori consapevoli della loro graduale estromissione dal mondo della scuola, in considerazione della progressione dei tagli del Ministero;

di fronte ad una situazione così critica, il Ministro ha rilasciato dichiarazioni estemporanee che lasciano decisamente assai interdetti gli interroganti, come quella rilasciata il 9 settembre 2008 al quotidiano La Repubblica «Visto che il sistema scolastico non è in grado di assorbire tutti - dice la Gelmini - bisogna trovare il modo di collocarle altrove i precari senza un posto. Un settore dove ci sono possibilità è quello del turismo, e ci stiamo lavorando»;

sempre dallo stesso organo di stampa emergono le dichiarazioni del Ministro Brambilla «Abbiamo un progetto che vede da una parte lo Stato, che ha delle esigenze di formazione molto sentite, e dall'altra un certo numero di professionisti che a questa esigenza potrebbero dare risposta. Stiamo verificando se c'è la possibilità di fare incontrare queste due istanze»;

il personale precario della scuola, formato e specializzato a seguito del superamento di percorsi articolati e procedure selettive, ha garantito per anni e continua a garantire il servizio scolastico in condizioni lavorative sempre più svantaggiose e dequalificanti;

il Ministero si sta adoperando per istituire nuove forme di reclutamento a fronte della mancata conferma per il personale precario anche solo di contratti a tempo determinato, creando illusorie prospettive di lavoro in un settore evidentemente arrivato alla saturazione -:

se il Ministro intenda finalmente elaborare un piano per l'assorbimento dei docenti precari mediante una proposta davvero risolutiva e oramai impellente, ovvero l'istituzione di graduatorie nazionali ad esaurimento per l'assunzione a tempo indeterminato dei precari abilitati in modo da razionalizzare in una prospettiva realmente meritocratica le risorse umane in ottemperanza dell'articolo 64, comma 4 del decreto-legge del 26 giugno 2008 n. 112.(4-07684)