• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/07641 [Alla scuola pubblica di Fanzolo di Vedelago Zaia accolto con il Va Pensiero]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07641 presentata da ANDREA MARTELLA
mercoledì 16 giugno 2010, seduta n.338
MARTELLA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:

in data sabato 12 giugno 2010 si è tenuta a Fanzolo di Vedelago (Treviso) l'inaugurazione di una scuola pubblica primaria, alla presenza, tra le varie autorità, del presidente della regione del Veneto, Luca Zaia;

da quanto e stato riportato nei giorni 13 e 14 giugno 2010 dal quotidiano La Tribuna di Treviso, si racconta che Zaia è «arrivato poco prima delle 10. La sua accoglienza era stata predisposta fino all'ultimo dettaglio. In prima fila il coro di Salvarosa, frazione della vicina Castelfranco, pronto a cantare l'inno di Mameli (...) Appena arrivato, Zaia, attraverso il suo portavoce, ha subito "imposto" il suo diktat: "Niente inno italiano finché ci sono io". Meglio il "Va' pensiero"...», «...L'inno di Mameli viene suonato, ma solo quando le autorità sono già all'interno della scuola. Risultato? La musica va da sola, nessuno lo sente...»;

in data 14 giugno 2010 vengono pubblicate le dichiarazioni di Giampiero Beltotto, portavoce del presidente Zaia, (La Tribuna, 14 giugno): «È stato tutto frutto di un mio errore di valutazione. Io sono arrivato alle scuole prima di Zaia. Mi hanno detto che i bambini volevano far sentire il canto che avevano preparato nei giorni scorsi e che poi in scaletta c'erano il coro di Verdi e l'Inno di Mameli. Ho chiesto di stringere. (...) Non c'era alcun intento politico in tutto quel che è successo»;

malgrado le scuse e l'assunzione di responsabilità del portavoce, il giorno successivo il presidente Luca Zaia da un lato precisa come (La Tribuna del 15 giugno) «noi non ci siamo occupati dell'organizzazione della manifestazione. Esiste una tempistica da cerimoniale e l'inno è stato cantato», sottolineando tuttavia successivamente che «In Baviera prima fanno sentire l'inno del Land e poi quello della Germania»;

da quanto si evince dalle cronache e da altre testimonianze dei presenti, è stato di fatto sovvertito quello che doveva essere un ordine logico e naturale della cerimonia, ponendo in secondo piano l'esecuzione dell'inno nazionale italiano. L'atto dunque può definirsi, ad avviso dell'interrogante, irrispettoso dei valori repubblicani e dell'unità nazionale;

l'episodio viene semplicemente giustificato con un errore di valutazione, cosa tuttavia non accettabile da parte di persone che dovrebbero svolgere in modo impeccabile il loro ruolo, organizzativo od istituzionale che sia;

lo stesso presidente Zaia non manca di ricordare come in Baviera viene prima eseguito l'inno del Land e poi quello della Germania, facendo così un paragone che tende di fatto a giustificare anche dal punto di vista politico quanto accaduto;

il Ministro della difesa, Ignazio La Russa, ha affermato che l'episodio, ove fosse vero, sarebbe un «fatto grave» -:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti accaduti;

quali iniziative, nell'ambito delle proprie prerogative e competenze, intenda assumere per evitare il ripetersi di episodi come questo che ledono i valori repubblicani e dell'unità nazionale. (4-07641)