• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/07466 [Taglio dei fondi ministeriali destinati al sostegno del cinema italiano]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07466 presentata da MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI
lunedì 7 giugno 2010, seduta n.332
FARINA COSCIONI, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:

nel 2003, il blocco dei fondi ministeriali destinati al sostegno del cinema italiano ha determinato una generale, profonda crisi del mercato;

conseguenza del blocco e della crisi è stato il cosiddetto «congelamento» di circa un centinaio di pellicole;

alcuni film di cui, le produzioni non hanno restituito il credito d'imposta, sono stati recentemente cartolarizzati, cioè sono tornati in proprietà del Ministero per i beni e le attività culturali;

i film cartolarizzati costituiscono un patrimonio culturale ed economico considerevole, ma paradossalmente non in disponibilità dello Stato, che pur essendone rientrato in proprietà non è in condizione di commercializzarli;

tra le pellicole «congelate» - le si citano a mero dato esemplificativo - risultano per esempio opere di autori quali Sergio Citti, film di Laurenti o di Apolloni che documenta l'ultima interpretazione della grande attrice Pupella Maggio; o film come Pontormo di Fago, Rua Alguem di Eronico, o La volpe a tre zampe di Sandro Dionisio;

come nel caso del film di Dionisio, realizzato e «congelato» sette anni fa, si tratta di pellicole che hanno vinto prestigiosi riconoscimenti: al Giffoni Film Festival del 2003, alla decima edizione del Vieste Film Festival del 2004, al Festival di Berlino del 2004 e a quello di New York nell'ambito del festival 41o Parallelo; e continua a raccogliere consensi nazionali e internazionali come è avvenuto il 30 novembre 2010 in Australia dove il film ha aperto la seconda edizione di Giffoni-Australia;

il Ministero dispone di un nutrito numero di opere, attualmente sotto tutela del direttore della cineteca nazionale dottor Enrico Magrelli, opere che risultano essere libere da vincoli proprietari;

attraverso il loro corretto utilizzo si può contribuire da una parte a dare nuovo smalto all'industria cinematografica italiana, dall'altra far rientrare nelle casse dello Stato parte dei finanziamenti utilizzati per la realizzazione di dette opere;

a quanto sopra esposto, nulla osta tranne quello che appare un vero e proprio assurdo legislativo, per cui lo Stato pur essendo nuovamente in possesso di dette opere, non ha la possibilità di commercializzarle -:

se non si ritenga necessario e opportuno assumere le iniziative di competenza volte a superare detta assurda situazione, in particolare se non si ritenga di dover predisporre le opportune iniziative e soluzioni normative che consentano di poter commercializzare i film cartolarizzati che costituiscono, al momento un vero e proprio patrimonio «inerte», finanziato, giova ricordarlo, con denaro del contribuente.
(4-07466)