• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/07303 [Carenza di spazi e di personale all'istituto penale minorile di Treviso]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07303 presentata da RITA BERNARDINI
lunedì 24 maggio 2010, seduta n.326
BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:


sul quotidiano La Tribuna di Treviso del 20 maggio è apparso un articolo intitolato: «Treviso: l'insegnante denuncia; al carcere minorile mancano gli spazi per poter fare lezione»;


Roberto Franzin, docente all'istituto penale minorile di Treviso, denuncia che nella struttura mancano gli spazi per poter fare lezione. Al suo interno ci sono 20 persone, due terzi sono stranieri. Dal 2000 sono iniziati i corsi per permettere ai ragazzi di conseguire il diploma di scuola media e superiore. Mancano però le aule adatte a ospitare i ragazzi, sicché le lezioni si svolgono in posti di fortuna, come la mensa;


il docente ha dichiarato quanto segue: «Siamo in una situazione di pericolosità estrema. Manca personale di polizia, gli spazi sono minimi. C'è nervosismo. I detenuti fumano molto, cosa che dovrebbe essere vietata. Le proposte di spostare l'istituto in altra sede sembrano solo auspici. Nel carcere si sta creando una camera di prima accoglienza più grande di quella esistente. Ma un locale di quel tipo non dovrebbe nemmeno esistere dentro il carcere. Dovrebbe stare fuori la struttura. Non c'è nessuna programmazione» -:


quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di risolvere i problemi connessi alla grave carenza di spazi e di personale di polizia penitenziaria denunciata dal docente Roberto Franzin;


se non intenda spostare l'istituto penale minorile di Treviso presso un'altra sede;


se il percorso detentivo che i minori reclusi nel carcere di Treviso stanno vivendo sia in tale situazione anche a causa della carenza e dell'inadeguatezza dei servizi minorili causata dai tagli di spesa che i Governi succedutisi negli ultimi anni hanno operato nella giustizia minorile, che in modo diffuso stanno provocando una carenza di personale e l'impossibilità di praticare forme di trattamento;


se non ritenga opportuno e necessario un ripensamento delle politiche fin qui operate dagli ultimi Governi in materia di giustizia minorile, abbandonando l'idea di un inasprimento del sistema e delle misure detentive per decidere, invece, di sostenere con risorse adeguate tutti gli strumenti alternativi al carcere e promuoverne altri per impedire che i minorenni vivano con il carcere una esperienza di solitudine e di emarginazione, inutile se non dannosa per la loro formazione e il loro reinserimento sociale.(4-07303)