• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00722 [Marginalizzazione dei servizi di trasporto merci ]



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00722 presentata da LUCIANO DUSSIN
mercoledì 19 maggio 2010, seduta n.324
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:

le scelte aziendali attuate da Trenitalia negli ultimi anni evidenziano una progressiva marginalizzazione dei servizi di trasporto merci che, evidentemente, non sono più considerate un servizio remunerativo, contrariamente a quanto sta succedendo nel resto dei Paesi dell'Unione europea;

se è stata comprensibile la razionalizzazione dei troppi scali merci esistenti nel Paese, altrettanto non si può dire dell'accanimento che si registra in questo periodo nei confronti di quelli che si sono salvati e che non insistono lungo le cosiddette vie dell'alta capacità ferroviaria;

ricordandoci che queste società ferroviarie del gruppo Ferrovie dello Stato sono soggetti concessionari dello Stato, si ritiene doveroso che il loro operare sia portatore anche di interessi pubblici diffusi, e il trasporto merci ferroviario ne è uno dei più importanti;

nel prosperoso territorio del Nordest, dove le piccole e medie attività imprenditoriali sono, pur tra mille difficoltà legate alle negative contingenze economiche di questi tempi, garanti del benessere dell'intero Paese, la necessità di avere un servizio diffuso di trasporto merci su rotaia che sia svincolato dalle logiche e dagli interessi propri che girano attorno al sistema dell'alta capacità ferroviaria, è di importanza vitale;

le recenti scelte di declassare gli scali merci esistenti, penalizzarli con canoni di allacciamento alla rete ferroviaria esagerati, aumentare le tariffe di trasporto ferroviario, sopprimere i servizi di trasporto a carro diffuso o a gruppi di carri, costringendo i pochi operatori rimasti all'utilizzo di treni completi che stridono con le esigenze delle attività insistenti in questi territori, dimostra un totale abbandono di interessi da parte di Trenitalia per soddisfare le richieste di servizi che vengono dal territorio;

un esempio di quanto segnalato è successo recentemente nella città di Castelfranco Veneto, dove a fronte della riorganizzazione dello scalo merci ferroviario, allo scopo di costruirne anche uno privato, d'intesa con l'amministrazione locale, sentiti i responsabili del gruppo Ferrovie dello Stato sono stati investiti ingenti capitali, ed a poche giorni dell'inaugurazione del primo importante stralcio dei lavori, la stazione ferroviaria che insiste su detti scali merci è stata declassata (impianto non più servito direttamente per la presa e consegna dei carri ferroviari). II punto più vicino in cui i convogli si fermano ora si trova a trenta chilometri di distanza, ogni vagone costa centocinquanta euro per farlo tornare e partire da Castelfranco, e attualmente il servizio è garantito solo a treno completo, vale a dire con decine di vagoni che nessuno riempirà mai. Oltre al danno anche la beffa, infatti RFI lo scorso anno ha inaugurato un costosissimo scalo merci pubblico, che resterà inutilizzato;

la conseguenza di tutto questo è che gli investitori hanno bloccato la realizzazione del secondo importante stralcio dei lavori, e quanto già costruito è ora adibito a deposito per trasporti su gomma. Ovviamente a risentirne è l'intera area produttiva della zona, che peraltro mai potrà usare, in queste condizioni, i benefici del trasporto ferroviario -:

se il Ministro sia a conoscenza di quanto segnalato, anche nello specifico caso riguardante lo scalo merci di Castelfranco Veneto, e in che modo intenda agire come indirizzo nei confronti dei concessionari delle ferrovie, affinché siano garantiti quei normali servizi di trasporto ferroviario di merci, a costi sopportabili, che tanto interessano le nostre piccole e medie attività, ed altrettanto raccomandati e sostenuti dalla politica europea dei trasporti (libro bianco) e dai principi di sostenibilità ambientale.

(2-00722) «Luciano Dussin, Reguzzoni».