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Atto a cui si riferisce:
C.4/05705 [Controllo sulla sicurezza dei prodotti da benessere]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 11 maggio 2010
nell'allegato B della seduta n. 319
All'Interrogazione 4-05705 presentata da
GIACOMO STUCCHI
Risposta. - Con riferimento all'atto di sindacato in esame, sulla base degli elementi forniti dagli uffici competenti e dal Ministero della salute, si comunica quanto segue.
L'azione del Ministero dello sviluppo economico è sempre improntata alla massima e costante vigilanza del mercato, per monitorare il fenomeno della contraffazione.
La «legge sviluppo» (23 luglio 2009, n. 99), ha introdotto nuove disposizioni volte a rendere più efficace l'azione di prevenzione e di contrasto alla contraffazione.
In particolare, è stato previsto un inasprimento delle sanzioni penali in materia di contraffazione di tutti i prodotti, quindi anche per i prodotti cosmetici, l'introduzione del reato, procedibile a querela di parte, di usurpazione di titolo di proprietà industriale nonché della fattispecie penalmente rilevante di contraffazione o alterazione di indicazioni geografiche o denominazioni d'origine.
È stata, anche, riformulata la sanzione amministrativa per chi acquista beni contraffatti, per favorirne l'applicazione generalizzata sul territorio, in un'ottica di contrasto alla domanda di beni contraffatti. Sono stati, quindi, attribuiti maggiori poteri alle forze di polizia, attraverso l'estensione delle cosiddette operazioni speciali (operazioni sotto copertura, acquisto simulato), oggi previste per i reati di mafia, nel caso di associazioni per delinquere finalizzate a reati di contraffazione, oltre alla confisca dei beni provenienti dal compimento dei reati di contraffazione.
Trattandosi, in particolare, di contraffazione di prodotti cosmetici, la materia è regolata dalla direttiva 76/768/CE, più volte modificata, da ultimo dalla direttiva 2003/15/CE del 27 febbraio 2003, e con regolamento CE n. 1223/2009 del 30 novembre 2009.
Il Ministero della salute ha attivato, sul proprio sito istituzionale, una specifica pagina per i prodotti pericolosi sequestrati in Italia. Dal suddetto sito si accede alla pagina «Rapex», sistema di allarme rapido per i prodotti pericolosi, con l'esclusione dei prodotti alimentari, farmaceutici e dispositivi medici, coperti da altri meccanismi. Tale sistema agevola lo scambio rapido di informazioni tra gli Stati membri e la commissione sulle misure adottate per prevenire o limitare la commercializzazione o l'uso di prodotti che presentano un rischio grave per la salute e la sicurezza dei consumatori.
A tal proposito il Ministero della salute informa che, nel caso preso in esame dalla presente interrogazione, relativa all'importazione di cosmetici dalla Cina, la Guardia di finanza di Venezia sta curando l'inoltro al Ministero dello sviluppo economico della documentazione necessaria alla notifica di 16 «allerta comunitari» (i sopraddetti Rapex) relativi al sequestro penale di prodotti cosmetici che risultavano contaminati da una elevata presenza di metalli pesanti, in misura molto superiore a quella consentita.
Il predetto ministero ha, inoltre, sottoscritto un accordo di collaborazione con il Comando carabinieri per la tutela della salute che, prevede un corso finalizzato ad implementare l'attività ispettiva nello specifico settore dei cosmetici, anche con la creazione di uno specifico nucleo ispettivo, mettendo a regime la notevole esperienza e professionalità maturata nel campo.
Operativamente sulla materia in esame, il Ministero dello sviluppo economico coordina una serie di tavoli di lavoro, che coinvolgono sia le istituzioni, sia le associazioni imprenditoriali e dei consumatori maggiormente rappresentative, in un'ottica di piena e fattiva collaborazione tra pubblico e privato.
Si segnala, altresì che, recentemente, è stato definito un protocollo di intesa con l'università degli studi di Roma «La Sapienza» ed è di prossima sottoscrizione un ulteriore accordo con l'Istituto poligrafico e zecca dello Stato, al fine di individuare lo stato di applicazione delle norme sulla tracciabilità e rintracciabilità dell'origine dei prodotti e realizzare un progetto pilota volto a offrire alle imprese un nuovo strumento di tutela della proprietà industriale.
Infine, il prossimo avvio del Consiglio nazionale anticontraffazione, istituito con la legge n. 99 del 2009 (cosiddetta legge sviluppo), consentirà di condurre ad unità l'elaborazione di indirizzi e strategie in materia di lotta alla contraffazione, con una azione tesa a ricercare le necessarie sinergie anche con le politiche e le azioni in materia di sicurezza dei prodotti e tutela del made in Italy.

Il Viceministro dello sviluppo economico: Adolfo Urso.