• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.9/01781-B/005 [Promuovere una moratoria sull'ulteriore espansione della produzione di biocarburanti ]



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1781-B/5 presentato da FRANCESCO FERRANTE
mercoledì 12 maggio 2010, seduta n.377

Il Senato,
premesso che:
l'articolo 17 del disegno di legge in esame enuncia i principi ed i criteri direttivi ai quali il Governo dovrà attenersi nel recepimento, tra le altre, della direttiva 2009/28/CE;
la direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'Unione europea del 23 aprile 2009, "sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001177/CE e 2003/30/CE", all'articolo 3, stabilisce obiettivi obbligatori nel campo delle fonti energetiche rinnovabili da raggiungersi entro il 2020: una quota di energia da fonti rinnovabili pari almeno al 20 per cento del consumo finale lordo di energia della Comunità nel 2020 ed una quota di energia da fonti rinnovabili pari almeno al 10 per cento del consumo finale di energia nel settore dei trasporti nello Stato membro;
verosimilmente, il raggiungimento della quota di energia da fonti rinnovabili pari almeno al 10 per cento del consumo finale di energia nel settore dei trasporti potrebbe comportare un vertiginoso aumento della domanda di materie prime per produrre biocarburanti;
la crescita della domanda di biocarburanti (siano essi biodiesel ricavato da colture come la soia, la colza, il girasole, oppure bioetanolo ricavato da mais, canna da zucchero e barbabietole) è stata tra le cause della crisi dei prezzi dei prodotti alimentari che si è abbattuta sui mercati internazionali, tra il 2007 e il 2008, e la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), in occasione della pubblicazione del suo rapporto annuale The State of Food and Agriculture (SOFA) 2008, si è detta preoccupata per l'aumento dell'uso dei biocarburanti, alla luce delle possibili ripercussioni sull'obiettivo della sicurezza alimentare mondiale, della protezione dei contadini poveri, della promozione del generale sviluppo rurale e della sostenibilità ambientale;
l'Italia è già uno dei più importanti paesi produttori in Europa, con una capacità produttiva di oltre 1.657.000 tonnellate di biocarburanti l'anno, ripartita in 15 impianti operativi, mentre sono in fase di realizzazione quattro nuovi impianti per la produzione di biodiesel per un totale di ulteriori 600.000 tonnellate;
tuttavia, la scarsa reperibilità in territorio italiano di superfici destinabili alla coltivazione dei vegetali adatti per la produzione dei biocarburanti ha comportato che il biodiesel prodotto nel nostro Paese sia ottenuto prevalentemente da materie prime importate, determinando un duplice rischio: da un lato quello di vanificare qualsiasi vantaggio dal punto di vista della sostenibilità ambientaIe a causa delle emissioni connesse al trasporto dei prodotti agricoli dai luoghi di produzione a quelli di trasformazione in biocarburanti; e dall'altro, quello dell'aumento vertiginoso delle superfici coltivabili acquistate o prese in concessione dalle imprese italiane dai Paesi interessati in Africa, Asia ed America (cosiddetto fenomeno delland grabbing), determinando un radicale mutamento della destinazione d'uso delle superfici agricole dedicate non più alla coltivazione a fini alimentari, bensì alla produzione per fini energetici;
l'impiego di biocarburanti di prima generazione importati non rappresenta affatto l'unica via per raggiungere il target europeo della quota di energia da fonti rinnovabili pari almeno al 10 per cento del consumo finale di energia nel settore dei trasporti di ciascuno Stato membro e sarebbe assai dannosa; meriterebbe, invece, maggiore attenzione la messa a punto di un quadro normativa che incentivi il ricorso al biometano, sostenga le biomasse da filiera corta e andrebbe sostenuta da parte del Governo la ricerca e lo sviluppo dei cosiddetti biocarburanti di seconda generazione, come quelli derivanti da residui ligneo cellulosici o da scarti alimentari;
ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della direttiva 2009/28/CE il Governo italiano è chiamato ad adottare un piano di azione nazionale per le energie rinnovabili ed a notificarlo alla Commissione europea entro il 30 giugno 2010.
impegna il Governo:
ad adottare ogni iniziativa utile, nelle opportune sedi europee e internazionali, per promuovere una moratoria sull'ulteriore espansione della produzione di biocarburanti da filiera lunga, in attesa che le Nazioni Unite ne valutino pienamente l'impatto a livello globale, garantendo altresì il pieno rispetto dei diritti umani delle comunità locali coinvolte e la sostenibilità ambientale dei territori nei quali esse vivono;
a non espandere - nell'ambito del piano d'azione nazionale per il raggiungimento degli obiettivi posti dalla direttiva europea 2009/28/CE per la promozione delle energie alternative (RED) l'utilizzo del biocarburanti prodotti da biomasse coltivate esternamente dal territorio nazionale oltre gli attuali livelli, sia nel settore dei trasporti sia negli altri settori rilevanti, prevedendo contestualmente adeguate misure di tutela per i biocarburanti da filiera corta; a predisporre quanto prima un piano d'azione volto ad incentivare la ricerca e lo sviluppo dei cosiddetti biocarburanti di seconda generazione, e a favorire l'utilizzo del biometano.
(numerazione resoconto Senato G17.101)
(9/1781-B/5)
FERRANTE, DELLA SETA, DE LUCA, MOLINARI, MAZZUCONI