• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00336 [Monitoraggio sulla situazione della depurazione delle acque nel mezzogiorno ]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00336 presentata da GIULIA COSENZA
giovedì 13 maggio 2010, seduta n.321
La VIII Commissione,

premesso che:

il Mezzogiorno conosce da anni una deprecabile situazione che vede la generalità degli impianti di depurazione delle acque non funzionanti e mal gestiti, il che minaccia la salute dei cittadini e causa la distruzione di interi corsi d'acqua e di meravigliosi tratti di mare;

da questo quadro discendono direttamente anche gravi danni economici di varia natura in quanto da un lato la presenza in mare dei liquami allontana il turismo e dall'altro lato i cittadini sono costretti a pagare in bolletta il costo aggiuntivo per il funzionamento dei depuratori anche quando questi non funzionano;

la situazione più grave è quella presente in Campania, dove infatti di recente si è consumato l'ennesimo disastro ambientale provocato, secondo la magistratura, dalla società Hydrogest Campania, da un consorzio di imprese che gestiscono quattro depuratori nelle province di Napoli e Caserta e da alcuni allevatori di bufale: rifiuti non trattati venivano sversati nei Regi Lagni - la storica e preziosissima rete borbonica di canali tra le province di Napoli e Caserta per il deflusso delle acque piovane - e da lì finivano in mare. In questo modo, oltre al mare, sono state inquinate anche le falde acquifere. Secondo quanto emerso dalle indagini, inoltre, le acque dei Regi Lagni per anni sarebbero state avvelenate anche da rifiuti liquidi e solidi di ogni genere come scorie di altiforni, carcasse di animali e di veicoli, tessuti, scarti industriali e solventi;

in Campania la scorsa estate è stata segnata dall'esplodere dell'emergenza legata al cattivo funzionamento degli impianti di depurazione delle acque - in particolare quelli di Cuma, Procida e Capri - che ha portato allo sversamento di liquami in alcuni dei tratti di mare più belli e più frequentati dai turisti. I soli danni economici causati nel 2009 dal malfunzionamento del depuratore di Cuma sono stati i seguenti:

a) un calo complessivo delle presenze nei lidi campani su base annua pari al 60 per cento, con il poco invidiabile record del 90 per cento in alcuni stabilimenti del lido di Bacoli;

b) un danno in mancate entrate compreso tra 30 e 50 milioni di euro;

c) nell'area tra Pozzuoli e Monte di Procida, l'indotto generato dal turismo ha subito danni per circa 10 milioni di euro;

d) la perdita di circa 1.500 posti di lavoro stagionali connessi all'industria locale del turismo;

l'emergenza della Campania, che pure presenta caratteri di gravità assolutamente eccezionale, è emblematica di una situazione più ampia che vede lo stato degli impianti di depurazione generalmente negativo anche nel resto del Mezzogiorno come hanno dimostrato, nell'ultimo biennio, numerosi sequestri giudiziari di impianti di depurazione nelle aree costiere della Basilicata, della Calabria, della Puglia e della Sicilia;

è necessario e urgente attivarsi, con interventi strutturali e non più solo di natura emergenziale, per bloccare la distruzione del mare e, con esso, delle grandi opportunità di sviluppo per il Mezzogiorno legate al turismo,
impegna il Governo:
effettuare un complessivo monitoraggio sulla situazione della depurazione delle acque attivi in Campania;

ferme restando le competenze della regione in materia e nell'ottica di salvaguardare la salute pubblica, a verificare l'opportunità di propri interventi, anche di carattere normativo, volti a garantire nell'immediato la tutela delle coste campane e, in tal modo, contribuire a far sì che non si ripeta il disastro ambientale e turistico dell'estate 2009;

a garantire tutto il sostegno necessario, per quanto nelle sue competenze, alla nuova giunta regionale della Campania in materia di bonifica e rimessa in funzione degli impianti di depurazione delle acque mal funzionanti e, ormai, essi stessi causa di inquinamento e di allontanamento dei turisti;

a attuare tutte le iniziative, anche di carattere normativo, ritenute necessarie per avviare un piano di ampio respiro, che vada al di là degli interventi emergenziali ed episodici, volto a rendere finalmente efficienti tutti gli impianti di depurazione delle acque nel Mezzogiorno.

(7-00336) «Cosenza».