• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/07029 [Garantire normali condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori del carcere di Pavia]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07029 presentata da RITA BERNARDINI
lunedì 3 maggio 2010, seduta n.315
BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:

il giorno 26 aprile 2010 la prima firmataria del presente atto, assieme a Giuseppe Muscia, tesoriere dell'associazione «RadicaliPavia» e la signora Irene Alberi, ha visitato il carcere di Pavia;

nel penitenziario di Pavia dovrebbe essere costruito entro due anni un nuovo padiglione contenente altri 200 posti;

l'istituto di pena in questione rappresenta la valvola di sfogo di carceri maggiori come San Vittore; attualmente in esso vi si trovano recluse 454 persone a fronte di una capienza regolamentare di 244 posti. Al suo interno i detenuti sono suddivisi in alta sicurezza (98), protetti (50) e comuni (no 41-bis);

dei 454 detenuti 261 risultano in attesa di giudizio, e 193 definitivi. Gli stranieri sono 205 (45,15 per cento), di cui 177 extracomunitari e 28 comunitari;

gli agenti di polizia penitenziaria sono sotto-organico e in sofferenza: quelli in servizio infatti sono 217, dei quali 30 distaccati in altre sedi; mentre il decreto ministeriale del 2001 ne prevede minimo 285, anche se oggi, a distanza di quasi dieci anni, attesa la crescita della popolazione detenuta, ne servirebbero molti di più;

attualmente c'è un solo educatore, rispetto ad una pianta organica di 8 unità; il Ministero della giustizia ne ha assegnati 7. Ne sono rimasti 4 che attualmente sono in formazione (il numero complessivo è comunque di 4 perché quello attivo attualmente si trasferirà nel momento in cui accederanno gli altri);

le celle sono singole, ma a causa del sovraffollamento in alcune di esse è stata aggiunta la terza branda. Il tempo per il passeggio è composto da due ore consecutive il mattino e due ore consecutive al pomeriggio. È consentito il trasferimento di piccoli generi di conforto dal genitore detenuto al figlio in visita. Non c'è però la possibilità di avere una stanza riservata per eventi particolari con minori (compleanno del figlioletto). C'è la cosiddetta «area verde» ma i detenuti non la gradiscono dopo lo shock anafilattico che ha colpito uno di loro. Le celle hanno il riscaldamento e anche le indispensabili zanzariere, ma sono anche dotate delle griglie (contro il lancio di oggetti);

solo 70 detenuti lavorano: tre sono assegnati alla panetteria e alcuni risultano impiegati nella falegnameria. Cinque sono fissi al sopravvitto, più altri a rotazione (con tempi di attività ed inattività brevi). Gli addetti alla cucina sono tutti detenuti ed il pane è prodotto all'interno del carcere;

il carcere assicura il servizio SERT (sono attualmente in cura 23 tossicodipendenti su 169). Per il resto l'istituto di pena in questione garantisce i seguenti specialisti: psicologo, psichiatra, oculista, dentista, otorino, infettivologo e radiologo. I macchinari sanitari sono l'ecografo (per l'ecocardio) e i macchinari per la radiologia. I medicinali sono facilmente reperibili;

tra i detenuti sei risultano affetti da HIV, 47 da HCV e 10 da HBV. Quasi il 70 per cento dei detenuti fa uso di psicofarmaci;

la ASL non paga più a prestazioni ma ad ore, ad esempio il dentista ha un tempo di attesa di 2-3 ore, pur lavorando 18 ore al mese;

chi non lavora trascorre 19 ore in cella, poi ci sono 4 ore di passeggio e una per la socialità;

durante le ultime elezioni amministrative è stato istituito il seggio, ma hanno votato pochissimi detenuti;

all'interno del carcere la tutela della libertà religiosa è garantita dal cappellano Don Giuseppe Bossi, mentre i ministri dei culti diversi dalla religione cattolica hanno accesso ai locali religiosi solo se chiamati. È comunque tollerato il radunarsi in una cella per espletare i rituali religiosi, soprattutto islamici, che si praticano preferibilmente in collettività;

sono attivi corsi di scolarizzazione (elementari e medie) e tre corsi superiori: muratore, geometri e ragioniere. I detenuti che si secolarizzano sono 40;

il regolamento penitenziario non viene fornito ai detenuti, ma questi spesso acquistano il codice penitenziario;

l'impianto di videosorveglianza è funzionante ma non in uso -:

quali urgenti iniziative si intendano assumere per garantire normali condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori del carcere di Pavia; in particolare, entro quali tempi si prevede che l'istituto possa rientrare nella dimensione regolamentare dei posti previsti;

a che punto siano i lavori relativi alla costruzione del nuovo padiglione e con quali agenti, educatori, psicologi si intenda renderlo operativo;

cosa intendano fare, negli ambiti di rispettiva competenza, per garantire il diritto alla salute dei detenuti e, in particolare, entro quali tempi verrà garantita loro un'adeguata assistenza psicologica e psichiatrica;

cosa si intenda fare per implementare l'attività trattamentale dei detenuti, sia essa di studio e/o di formazione e lavoro, atta a preparare il futuro reinserimento sociale previsto dall'articolo 27 della Costituzione;

se non si intendano adottare le opportune iniziative al fine di aumentare l'organico degli agenti penitenziari, degli educatori, degli psicologi e degli assistenti sociali in servizio presso il predetto istituto di pena, in modo da rendere lo stesso adeguato al numero delle persone recluse;

se ed in che modo si intendano potenziare, all'interno della struttura penitenziaria in questione, le attività di orientamento e formazione al lavoro e di ricerca di posti di lavoro da offrire ai detenuti, in particolar modo per quelli che hanno quasi finito di scontare la pena;

se il Governo non intenda assumere iniziative volte a destinare maggiori fondi e risorse al potenziamento delle misure alternative al carcere, anche attraverso la creazione di percorsi protetti di reinserimento sociale e lavori socialmente utili per tutti i condannati a pene inferiori ai tre anni di reclusione. (4-07029)