• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.3/01279 [Sostegno del reddito per gli anziani meno abbienti]



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01279 presentata da MARILENA ADAMO
martedì 27 aprile 2010, seduta n.366

ADAMO, BAIO, BASSOLI, ROILO, VIMERCATI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

l'amministrazione comunale di Milano interviene sia attraverso servizi che attraverso l'erogazione di aiuti economici a favore della popolazione anziana in stato di indigenza;

in particolare la delibera della Giunta comunale n. 3285/2005 del 23 dicembre 2005 ha stabilito la concessione di sussidi integrativi al minimo vitale a favore degli anziani in età pensionabile (ovvero in età superiore ai 60 anni);

la suddetta delibera di Giunta ha chiaramente enucleato i criteri per l'erogazione dei sussidi stabilendo come requisiti la cittadinanza italiana o la titolarità di una carta di permesso di soggiorno, la residenza nel Comune di Milano, nonché il possesso di un reddito netto Irpef determinato da redditi da pensione, redditi da lavoro dei familiari conviventi, reddito variante da usufrutto o da porzioni di unità immobiliari che non superi (al netto di alcune spese indicate chiaramente nella delibera) l'importo stabilito annualmente dall'Inps quale trattamento minimo mensile corrispondente, per il 2005, a 420,02 euro;

in termini generali l'ordinamento pensionistico italiano prevede dei collegamenti tra il reddito del titolare della prestazione, o anche del coniuge, al diritto alle prestazioni previdenziali;

l'articolo 35, commi da 8 a 13, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti", convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, contiene disposizioni relative alla modalità di accertamento del diritto alle prestazioni collegate al reddito;

in particolare, il comma 8 dell'articolo 35 prevede che ai fini della liquidazione o della ricostruzione delle prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito, l'accertamento del diritto e il calcolo dell'importo vanno effettuati sulla base del reddito conseguito dal beneficiario nell'anno solare precedente il 1° luglio di ciascun anno;

il comma 9 del medesimo articolo prevede che, in sede di prima liquidazione di una prestazione previdenziale, si debba far riferimento al reddito dell'anno in corso, che deve essere dichiarato dal cittadino interessato in via presuntiva;

la Direzione centrale pensioni e la Direzione centrale prestazioni a sostegno del reddito dell'Inps hanno diffuso una circolare (n. 62 del 22 aprile 2009) nella quale vengono espressamente indicate (nell'allegato 2) le prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito alle quali si applica la nuova disciplina, a partire dall'entrata in vigore della legge di conversione del richiamato decreto-legge, ovvero il 1° marzo 2009, e tra queste le integrazioni al trattamento minimo, alla cui categoria sono riconducibili anche i sostegni erogati dal Comune di Milano ai sensi della già richiamata delibera del dicembre 2005;

al punto 3 della suddetta circolare Inps si sostiene che le disposizioni di cui al cosiddetto decreto milleproroghe si applicano sia ai procedimenti di prima liquidazione di prestazioni di base collegate al reddito (ad esempio: assegno sociale, pensioni per invalidi civili, non vedenti e sordomuti) sia ai procedimenti di prima liquidazione di prestazioni assistenziali o previdenziali collegate al reddito (integrazione al trattamento minimo e maggiorazioni sociali);

come è pertanto possibile evincere dalla lettura delle norme e come si apprende da numerose segnalazioni giunte da cittadini milanesi, l'applicazione delle disposizioni contenute nel citato decreto-legge n. 207 del 2008 fanno sì che anziani riconosciuti indigenti dal Comune di Milano e dai Servizi di zona (quindi ritenuti titolari del diritto al sussidio integrativo) vengano invece non considerati tali dall'Inps, ente nazionale che include il sussidio integrativo stesso nel calcolo del reddito per il diritto alla prestazione previdenziale;

considerato inoltre che:

il sussidio integrativo al minimo vitale si configura come un'integrazione del reddito minimo mensile annualmente calcolato dall'Inps e non un reddito a sé stante;

ai sensi dell'art. 13, comma 2, della legge n. 412 del 1991 l'Inps procede annualmente alla verifica delle situazioni reddituali ai fini della erogazione delle prestazioni previdenziali e nei casi di revoca o annullamento della prestazione previdenziale riconosciuta è previsto l'obbligo del rimborso da parte dei cittadini che avevano indebitamente percepito prestazioni previdenziali,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle effetti che le disposizioni contenute nel cosiddetto decreto milleproroghe producono sull'efficacia e sul coordinamento delle politiche sociali e degli interventi a sostegno del reddito per gli anziani meno abbienti articolati su differenti livelli di governo e quali siano le sue valutazioni in merito;

se non ritenga di doversi attivare con la massima sollecitudine al fine di escludere dalle modalità di accertamento del diritto alle prestazioni collegate al reddito il calcolo dell'ammontare di sussidi integrativi quali quelli erogati dal Comune di Milano;

quali iniziative intenda adottare relativamente al problema dei rimborsi già versati dai contribuenti in applicazione delle disposizioni risultanti dal combinato disposto dell'art. 13, comma 2, della legge n. 412 del 1991 e dell'art. 35, commi 8 e 9, del decreto-legge n. 207 del 2008, citate in premessa.

(3-01279)