• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/06938 [Utilizzo di materiali scadenti nelle Asl della Campania]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06938 presentata da MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI
martedì 27 aprile 2010, seduta n.312
FARINA COSCIONI, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:

il quotidiano Il Messaggero nella sua edizione del 26 aprile 2010 ha pubblicato una dettagliata inchiesta della giornalista Carla Massi, significativamente intitolata «Siringhe, bisturi e aghi made in Cina. Le ASL risparmiano sulla nostra pelle. L'allarme dei malati: nell'ultimo caso vittime i bambini diabetici della Campania»;

nel citato articolo in particolare si racconta che alcune ASL della Campania per risparmiare hanno acquistato misuratori per la glicemia made in Corea: «i documenti sembravano in regola ma, al momento delle analisi del sangue, i risultati si sono rivelati inattendibili e pericolosi»;

secondo l'Associazione per l'aiuto ai giovani diabetici «si trattava di macchinette che, evidentemente, non erano ben tarate. Non sappiamo bene. Certo è che l'esito non corrispondeva ai valori veri dei ragazzi. Questo, per la maggior parte dei casi, ha voluto dire somministrare dosi, troppo cariche o troppo scarse, di insulina. Si possono immaginare gli esiti»;

i bambini diabetici devono sottoporsi a circa 6 controlli al giorno, a volte anche di più; sono bastati, dunque, pochi giorni perché i ragazzi e i familiari si rendessero conto che i numeri dati da quelle macchinette stavano minacciando il già difficile equilibrio dei piccoli pazienti. La Asl ha fatto le sue verifiche, la partita dei misuratori coreani è stata ritirata e sostituita;

a Milano l'Associazione per l'aiuto ai giovani diabetici è in pre-allarme da oltre un anno: il timore è che i tagli a cui sono state costrette molte aziende sanitarie si traducano, nella realtà, in forniture di qualità più bassa e più economica: forniture che per i diabetici, sia piccoli che grandi, si materializzano in aghi, siringhe, striscette reattive da inserire negli apparecchi lettori;

esiste inoltre il problema di circa 45 mila italiani stomizzati (una sacca esterna per chi ha avuto interventi demolitivi all'intestino): il timore è che i «buchi» finanziari obblighino le loro aziende sanitarie ad offrire sacche meno resistenti, più rigide, più «difficili» da portare;

la Cina sta immettendo sul mercato copie perfette, con etichette quasi perfette: la Comunità europea impone un marchio con ben visibili due lettere, CE; in Cina hanno trovato un sistema per aggirare l'obbligo: viene scritto CE ma sta per «China export»;

secondo l'Associazione degli stomizzati si tratta di forniture sicuramente più convenienti ma meno «adattabili» per i pazienti: comportano maggiori dolori, difficoltà nella gestione della sacca e altri problemi che troppo spesso appesantiscono una situazione già tanto pesante;

chi vive sulla sedia rotelle perché disabile dalla nascita o perché costretto da un incidente, da un anno a questa parte, ha un altro fronte contro il quale lottare: quello delle forniture delle Asl. Le associazioni dei paraplegici fanno presente che molti disabili hanno necessità di cateteri fissi dal momento che le funzioni fisiologiche non hanno più l'autonomia di una volta. «Sappiamo», fanno presente le associazioni dei paraplegici, «che in Corea come in Cina vengono ormai sfornati cateteri a basso costo ma di vecchio stampo. Ormai esistono quelli che limitano al massimo le infezioni. Ci battiamo come possiamo, ma è chiaro che a pochi interessa parlare o occuparsi dei nostri cateteri... Molti di noi arrivano a pagarli di tasca propria. Oscilliamo su cifre che superano anche i duecento euro al mese secondo i periodi»;

il vice-presidente dell'Associazione aiuto giovani diabetici della Lombardia Carlo Sala avverte che a tanti ragazzi che devono misurare la glicemia arrivano le striscette di qualità accettabile ma in una quantità risibile. «Per esempio: ne servirebbero 200 al mese? Bene, non se ne possono dare più di 120»;

i chirurghi continuano a temere l'entrata massiccia, nelle sale operatorie, di strumentazione non affidabile con requisiti sapientemente contraffatti. L'allarme era stato lanciato un paio d'anni fa dalla Società italiana di chirurgia: salute a rischio, bisturi cinesi sperimentati in ospedale. Gli specialisti, per esempio, contestano la precisione della lama, la pesantezza dello strumento, i materiali utilizzati: sono competitivi perché costano un terzo. A fronte di un possibile risparmio di 40 milioni di euro all'anno, su 5 miliardi di spesa per strumenti e farmaci, potremmo avere gravi ripercussioni sugli effetti del nostro lavoro -:

se quanto sopra esposto e denunciato da Il Messaggero corrisponde a verità;

in caso affermativo, quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, si intendano adottare, promuovere e sollecitare per garantire la tutela dei pazienti che rischia di essere seriamente compromessa dall'utilizzo di materiali scadenti e di qualità nettamente inferiore;

se sia vero quello che denuncia il segretario della Società italiana dei medici di medicina generale Claudio Cricelli, secondo il quale soprattutto al Sud i malati si trovano a dover pagare di tasca propria gli aghi o le striscette per misurare la glicemia;

se non si ritenga di dover accogliere il suggerimento del presidente di Assobiomedica Angelo Fracassi, che auspica la nascita di un Osservatorio prezzi-acquisti che permetterebbe ulteriori verifiche, sia del costo che della qualità dei prodotti acquistati. (4-06938)