• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/03044 [Interventi normativi specifici tesi ad impedire l'accesso alle migliaia di siti che oggi incitano e istigano all'anoressia]
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Testo della risposta scritta



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03044 presentata da ANTONIO TOMASSINI
mercoledì 21 aprile 2010, seduta n.363

TOMASSINI - Ai Ministri della salute, dell'interno e dello sviluppo economico - Premesso che:

in Italia i disturbi alimentari quali anoressia e bulimia sono la prima causa di morte per malattia delle ragazze tra i 12 e i 25 anni. I disordini alimentari in Italia negli ultimi anni sono nettamente aumentati e colpiscono ogni strato sociale. Le statistiche e i dati dell'anoressia e della bulimia in Italia confermano che oltre 2 milioni di persone in Italia sono colpite da questo genere di disturbi;

in Italia si stimano oltre 300.000 siti web, tra blog e forum, che incitano al disagio alimentare per mezzo di pratiche che portano all'anoressia o alla bulimia. Precisamente, quelli a favore dell'anoressia vengono chiamati siti pro-ana e quelli a favore della bulimia, meno diffusi, sono invece chiamati siti pro-mia. Nati tra il 1998 e il 1999 negli USA, hanno iniziato a diffondersi in Italia attorno al 2002-2003. In questi siti viene diffuso materiale come "i 10 comandamenti dell'ana", i motivi per non mangiare, la teoria sul controllo e foto di ragazze scheletriche. I disturbi del comportamento alimentare nei siti pro-ana e pro-mia vengono quindi presentati non come patologie quanto piuttosto come un'ideale da raggiungere, degli stili di vita rigorosamente descritti, ribaditi e rinforzati dalle "comunità pro-ana";

la federazione italiana medici pediatri ha segnalato il grande interessamento di preadolescenti e adolescenti nel fenomeno descritto;

i siti pro-ana e pro-mia costituiscono, se non la causa della patologia, sicuramente un fattore di rischio importante per messaggi pericolosi e fuorvianti veicolati ad un pubblico indistinto e spesso molto giovane di utenti, malati e non, sottoposti ad un'autentica propaganda in favore della magrezza intesa come chiave di successo e accettazione e come obiettivo da raggiungere ad ogni costo;

le azioni da parte delle istituzioni e delle associazioni di volontariato non mancano ma risultano depotenziate ed inefficaci in assenza di una specifica normativa che integri gli estremi del reato e fornisca alla Polizia postale gli strumenti giuridici necessari per poter non solo monitorare ma anche intervenire per oscurare i siti pro-ana e pro-mia arginando così un fenomeno che sta assumendo proporzioni allarmanti,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fenomeni sopra descritti e quali interventi normativi specifici intendano promuovere e quali iniziative intendano intraprendere per consentire alle Forze di polizia di impedire l'accesso alle migliaia di siti che oggi incitano e istigano all'anoressia.

(4-03044)