• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01023 [Primato negativo delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo non ancora eseguite] Iniziative concernenti l'esecuzione da parte dell'Italia delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01023 presentata da MICHELE GIUSEPPE VIETTI
martedì 20 aprile 2010, seduta n.309
VIETTI, RAO, RIA, COMPAGNON, CICCANTI, MANTINI, NARO, VOLONTÈ, LIBÈ, GALLETTI e OCCHIUTO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da Il Sole 24 ore del 15 aprile 2010, appartiene all'Italia il primato negativo delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo non ancora eseguite;

come infatti risulta dal terzo rapporto sull'esecuzione delle sentenze, divulgato qualche giorno fa dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa (organo incaricato di monitorare l'effettiva attuazione delle sentenze di Corte di Strasburgo da parte degli Stati), sono ben 2.471 i casi aperti;

se, in generale, nel 2009 si è registrato un trend positivo che mostra una maggiore rapidità di esecuzione delle sentenze da parte degli Stati, malgrado l'aumento del 9 per cento di nuovi casi trasmessi dalla Corte europea, il Comitato dei Ministri rimane in una situazione di emergenza, a causa di un pesante carico di lavoro arretrato da smaltire;

gran parte del lavoro arriva proprio dall'Italia, che, al 31 dicembre 2009, ha il più alto numero di casi pendenti dinanzi al Comitato (31 per cento), seguita dalla Turchia, dalla Russia e dalla Polonia;

ben 2.426 fascicoli riguardano casi ripetitivi e 45, invece, i cosiddetti leading cases, che impongono agli Stati modifiche legislative generali -:

quali urgenti ed incisive misure intenda adottare, al fine di risolvere una vera e propria «emergenza strutturale» che causa condanne seriali e ritardi nell'esecuzione delle sentenze.(3-01023)