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Atto a cui si riferisce:
C.4/05432 CENNI, OLIVERIO, BRANDOLINI, SANI, TRAPPOLINO, ZUCCHI e SERVODIO. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: dopo un periodo di...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 8 aprile 2010
nell'allegato B della seduta n. 304
All'Interrogazione 4-05432 presentata da
SUSANNA CENNI
Risposta. - I cereali risultano disciplinati in ambito comunitario da apposita organizzazione comune di mercato a partire dal 1962.
I principali elementi che caratterizzano tale organizzazione di mercato sono l'istituto dell'intervento, a garanzia del reddito minimo dei coltivatori, e il regime per l'esportazione e per l'importazione.
Quest'ultimo regime è disciplinato dal regolamento (CE) n. 1249 del 1986 della Commissione del 28 giugno 1996, recante modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1766 del 1992 del Consiglio in ordine ai dazi da applicare all'importazione nel settore dei cereali.
Ai sensi del sopra richiamato regolamento, la Commissione europea, per la fissazione dei dazi, prende in considerazione le quotazioni delle borse rappresentative sul mercato degli USA.
Per il grano duro, in funzione della tutela della produzione comunitaria, è stata introdotta una specifica disposizione relativa alla modulazione dei dazi su base qualitativa, prevedendo un premio negativo per la qualità media e bassa rispettivamente di euro 10 e 30 per tonnellata.
Nella fissazione del dazio deve essere considerato anche il nolo rilevato tra gli USA (Golfo del Messico o Duluth) e il porto di Rotterdam, riferito ad una nave di almeno 25.000 tonnellate.
Al prezzo di riferimento fissato in ambito Ue ed aumentato del 55 per cento, a titolo di preferenza comunitaria, si sottrae l'importo del precedente conteggio: il risultato costituisce il dazio.
La fissazione del dazio è prevista ogni 15 giorni, o nel momento in cui la media calcolata dei dazi si discosta di 5 E/t. dal dazio fissato in precedenza.
Da quanto sopra esposto, si può rilevare che le regole comunitarie salvaguardano adeguatamente il mercato interno attraverso la preferenza comunitaria, assicurata dall'aumento del 55 per cento del prezzo di riferimento.
Pertanto non risulta agevole intraprendere iniziative rapide atte ad apportare correttivi favorevoli alla situazione descritta dall'interrogante.
In questo contesto, è da segnalare, infine, che non corrisponde alla realtà l'informazione relativa alla sospensione da parte della Spagna dell'importazione di due milioni di tonnellate di mais. Infatti, la Commissione, ai sensi del regolamento (CE) n. 1296 del 2008 recante modalità di applicazione dei contingenti tariffari per l'importazione di granturco e di sorgo in Spagna e di granturco in Portogallo ha, nel corso del mese di luglio 2009, emanato i regolamenti n. 675 del 2009, n. 676 del 2009 e n. 677 del 2009 per indire le gare di importazione rispettivamente di sorgo in Spagna e di mais in Spagna e Portogallo.
Inoltre, si fa presente che la richiesta «di promuovere un tavolo nazionale della filiera cerealicola, nonché accordi di filiera tra produzione ed industria di trasformazione, attraverso il finanziamento di contratti di filiera e di distretto e la definizione di un piano cerealicolo nazionale» è da considerarsi ampiamente evasa, come dimostra l'avvenuta elaborazione ed approvazione del Piano cerealicolo nazionale nel novembre 2009 da parte della Conferenza Stato-Regioni, Piano in corso di attuazione, con priorità per le azioni richieste nell'interrogazione in esame.
Tra queste azioni ricoprono un ruolo significativo la promozione della certificazione di qualità e di origine sia dei pani sia delle paste ottenute con frumenti di produzione nazionale.
Per di più, la richiesta di disposizioni specifiche per la tracciabilità del grano tenero e duro e dei derivati è stata già accolta da tempo costituendo essa uno dei capisaldi delle iniziative previste per le specifiche filiere dei prodotti «pasta e pane» nell'ambito del Piano cerealicolo. Per quanto riguarda l'attuazione di politiche di valorizzazione a sostegno del pane locale, si evidenzia che:

sono stati ottenuti per la filiera «pane» 5 riconoscimenti comunitari, di cui 3; indicazione geografica protetta (IGP) e 2 denominazione di origine protetta (DOP);

sono all'esame di questo ministero undici richieste di riconoscimento di prodotti rientranti nella categoria del «pane» e che riguardano diversi territori regionali, suddivise in 4 Igp e 7 Dop.
Sulla richiesta sullo stato dell'iter del riconoscimento della Dop «pane toscano» si rendono poi i seguenti elementi informativi:

durante il 2009 si sono svolti incontri presso questo Ministero con rappresentanti del Consorzio di promozione e tutela pane toscano a lievitazione naturale e della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa alimentare, alla presenza del rappresentante della regione Toscana, in occasione dei quali sono state espresse alcune perplessità in merito alla richiesta di registrazione stessa, ed è stato evidenziato lo stato di stallo dell'istruttoria, il tutto causato dalla mancata dimostrazione del nesso di casualità, e più precisamente del legame con il territorio, tra l'area geografica e la qualità o le caratteristiche del prodotto, requisito essenziale, ai sensi del Regolamento (CE) n. 510 del 2006, per ottenere la registrazione di una denominazione di origine come DOP;

nel mese di dicembre 2009 il Consorzio ha trasmesso copia del documento unico, ossia il documento di sintesi del disciplinare di produzione come previsto dalla normativa comunitaria. Dall'esame dello stesso, non risulta ancora dimostrato il legame con la zona geografica.

Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Luca Zaia.