• Testo DDL 2033

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Atto a cui si riferisce:
S.2033 Disposizioni concernenti il calendario scolastico per l'incentivazione dell'attività sportiva





Legislatura 16º - Disegno di legge N. 2033


 
 

Senato della Repubblica

XVI LEGISLATURA

 

N. 2033
 
 
 

 

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori BIANCHI, DI GIOVAN PAOLO, DEL VECCHIO,
DE SENA, FOSSON, Mariapia GARAVAGLIA, LUSI, PINZGER,
RUSCONI, ZANOLETTI, PETERLINI e GIAI

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 24 FEBBRAIO 2010

Disposizioni concernenti l’incentivazione dell’attività sportiva
e l’istituzione del fondo di educazione alla solidarietà

 

Onorevoli Senatori. – Lo sport è un elemento fondamentale per il sano sviluppo dei bambini e dei ragazzi tanto da esser stato riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale. Secondo l’articolo 31 della convenzione sui diritti del fanciullo, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata ai sensi della legge del 27 maggio 1991, n. 176, «Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, di dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e di partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica [...]».

    Lo sport rappresenta un fenomeno di grande rilevanza sociale e per gli effetti di carattere educativo, tecnico, sociale e ricreativo, deve essere considerato un valore fondamentale per l’individuo e la collettività con riferimento, in particolare all’articolo 2 della Costituzione.
    L’attività motoria favorisce il corretto sviluppo fisiologico, motorio, emotivo, cognitivo e socio-relazionale della persona e apporta consistenti benefici al corpo e alla mente: migliora lo stato di salute, previene le malattie, riduce lo stress e la depressione; agevola l’apprendimento e aiuta a controllare vari rischi comportamentali, come l’uso di tabacco o di droghe. Tutti questi benefici sottolineano l’importanza di valorizzare il gioco e lo sport come spazio privilegiato di apprendimento, socializzazione ed integrazione; per tale ragione il binomio scuola-sport deve proiettarsi al raggiungimento del benessere psicofisico della persona.
    L’attenzione che viene data dalle scuole dei Paesi europei per garantire l’equilibrio tra scuola e sport, è concentrata al rendimento scolastico attraverso lo svolgimento delle attività motorie nei diversi periodi dell’anno scolastico.
    Le interruzioni dell’attività didattica variano da Paese a Paese. Le uniche pause scolastiche comuni a tutti gli Stati europei sono quelle di Natale, Capodanno e Pasqua.
    Il nostro ordinamento rispetto agli altri Stati membri ha un calendario delle pause scolastiche concentrate maggiormente nel periodo estivo.
    Il testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, reca disposizioni precise per quanto riguarda il calendario scolastico. L’articolo 74, commi 2 e 3, stabilisce che «Le attività didattiche, comprensive anche degli scrutini e degli esami, e quelle di aggiornamento, si svolgono nel periodo compreso tra il 1º settembre ed il 30 giugno con eventuale conclusione nel mese di luglio degli esami di maturità» e «Allo svolgimento delle lezioni sono assegnati almeno 200 giorni».
    Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, all’articolo 138, comma 1, lettera d), delega le regioni a determinare il calendario scolastico.
    Il processo di realizzazione dell’autonomia dell’intero sistema formativo e la facoltà di realizzare interventi autonomi di carattere organizzativo e didattico risulta costituzionalizzato con le modifiche del titolo V della Costituzione. Con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, sono state attribuite allo Stato potestà legislative esclusive in materia di norme generali sull’istruzione (articolo 117, comma secondo, lettera n) e alle regioni ampie potestà legislative, di natura concorrente, in materia di gestione e di organizzazione del sistema scolastico (articolo 117, comma terzo).
    Il presente disegno di legge è rivolto alla promozione del profitto nelle scuole italiane e alla tutela della salute di tutti i ragazzi frequentanti le scuole materne, elementari, medie e negli istituti di istruzione secondaria superiore e intende favorire la partecipazione degli studenti alla pratica delle attività sportive e offrire un contributo importante alla formazione della persona e del cittadino.
    La formazione della persona va intesa nella prospettiva di promuovere una politica di sensibilizzazione alla solidarietà – rivolta agli studenti di tutte le scuole italiane – che si traduca in interventi reali per i bambini e i ragazzi che vivono in Paesi svantaggiati per alleviare la loro condizione di povertà.
    Pertanto, lo sport diventa uno strumento che serve a coniugare istruzione e solidarietà al fine di educare i giovani a concepire le differenze culturali e socio-economiche come plus valore.
    Lo sport ha un ruolo fondamentale nel processo formativo dello studente: trasmette il rispetto delle regole del gioco, il concetto di una sana competizione e lo spirito di collaborazione.
    L’elasticità del calendario delle pause scolastiche promuove lo svolgimento di attività sportive in collaborazione con enti sportivi presenti sul territorio e garantisce agli studenti una maggiore conoscenza dei tipi di sport nei diversi periodi dell’anno scolastico: da quelli più diffusi a quelli meno praticati aventi tutti come unico obiettivo la salvaguardia del benessere psicofisico.
    Un disegno di legge rivolto al potenziamento dell’attività sportiva valorizzandone da un lato, la funzione educativa e dall’altro, il ruolo dell’educazione motoria come incentivo alla diffusione dei valori positivi.
    Un disegno di legge concepito per stimolare la partecipazione ai giochi sportivi come momento di socializzazione, di conoscenza di se stessi e di interiorizzazione dei valori dello sport.

 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Finalità)

    1. Nel rispetto degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione, dei princìpi contenuti nella Carta dei diritti dei ragazzi allo sport dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e degli articoli 15, 29 e 31 della convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, la presente legge promuove iniziative volte allo svolgimento dell’attività motoria e al miglioramento delle condizioni psicofisiche degli alunni frequentanti le scuole materne, primarie e secondarie di primo e secondo grado.

    2. Ai fini di cui al comma 1 le regioni, nella determinazione dei calendari scolastici, tengono conto della crescita e del benessere psicofisico degli alunni.

Art. 2.

(Ambito di applicazione)

    1. Le disposizioni della presente legge si applicano, oltre che alle regioni a statuto ordinario, anche alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i loro statuti e le relative norme di attuazione.

Art. 3.

(Istituzione del fondo di educazione
alla solidarietà)

    1. Gli istituti scolastici possono organizzare, nei locali adibiti allo svolgimento di attività sportive, competizioni e manifestazioni sportive finalizzate a favorire le potenzialità sportive e l’educazione alla convivenza civile degli alunni. Le suddette iniziative sono aperti al pubblico mediante l’acquisto di un biglietto.

    2. Gli istituti scolastici promotori delle iniziative sportive di cui al comma 1 costituiscono, con i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di cui al medesimo comma, un apposito fondo, denominato «fondo di educazione alla solidarietà», le cui risorse sono erogate per la promozione di iniziative volte a favorire l’accesso all’istruzione di bambini e ragazzi abitanti in Paesi svantaggiati e colpiti da calamità naturali o da eventi bellici.

Art. 4.

(Agevolazioni economiche)

    1. Per le finalità di cui all’articolo 1 e nel rispetto dell’articolo 3 della Costituzione, ogni amministrazione comunale può bandire un concorso per l’attribuzione di borse di studio da destinare agli studenti più meritevoli che non possono far fronte ai costi per l’espletamento delle attività di cui all’articolo 1, comma 1.

    2. Le prove del concorso di cui al comma 1 sono disciplinate con delibera dei Consigli degli istituti scolastici interessati, sulla base di un specifico progetto educativo, e constistono nella produzione di elaborati creativi per gli alunni delle scuole materne e primarie, e nell’elaborazione di prove scritte per gli alunni delle scuole secondarie di primo e di secondo grado.

Art. 5.

(Entrata in vigore)

    1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


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