• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00301 La VI Commissione, premesso che: i comuni attendono di poter gestire direttamente le funzioni catastali dal 1998, anno del decreto legislativo n. 112 del 1998 che...



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00301 presentata da ALBERTO FLUVI
giovedì 18 marzo 2010, seduta n.301
La VI Commissione,

premesso che:

i comuni attendono di poter gestire direttamente le funzioni catastali dal 1998, anno del decreto legislativo n. 112 del 1998 che attribuiva loro tale competenza;

nel 2007, con l'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 giugno 2007, che individuava risorse e modalità di trasferimento delle funzioni catastali ai comuni, tale processo sembrava giunto a definizione con l'individuazione di un modello di decentramento basato su flessibilità, gradualità e cooperazione tra l'Agenzia del territorio e i comuni;

il percorso si è bruscamente interrotto nel maggio del 2008, con la sentenza del TAR Lazio n. 4259 che - accogliendo un ricorso di Confedilizia presentato a fine 2007 - ha annullato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2007, così bloccando tutto il processo di decentramento catastale;

l'ANCI ha successivamente impugnato la sentenza del TAR Lazio, ricorrendo in appello al Consiglio di Stato il 10 febbraio 2009, il Consiglio di Stato ha annullato la precedente sentenza del TAR Lazio, rinviando il giudizio allo stesso TAR in composizione diversa, il quale il 27 gennaio 2010 ha dato luogo al dibattimento e deve ora pronunciarsi nel merito;

in attesa della nuova pronuncia del TAR, l'attività operativa sul decentramento del catasto è ancora ferma, mentre molte esperienze di sperimentazione del decentramento, che avevano preso avvio già prima dell'emanazione delle norme citate, sono proseguite in diverse parti del Paese, continuando a produrre effetti di snellimento dei servizi catastali e di miglioramento della qualità delle banche dati territoriali e catastali;

l'articolo 1, commi 194-200, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, stabilisce che a decorrere dal 1o novembre 2007 i comuni esercitano direttamente le funzioni catastali ad essi attribuite;

l'articolo 34-quinquies del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, ha istituito il modello unico digitale per l'edilizia (MUDE) al fine di semplificare i procedimenti amministrativi catastali ed edilizi;

la Commissione Paritetica Nazionale (composta da rappresentati di ANCI, Regioni e Agenzia del Territorio) istituita dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 maggio 2008 recante «Approvazione del Modello Unico Digitale per l'Edilizia» con il compito di redigere la proposta di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri attuativo dell'articolo 34-quinquies, sta concludendo i suoi lavori e che in tale sede i rappresentanti dell'ANCI e delle Regioni hanno avanzato una proposta di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri definita secondo le indicazioni del presidente di nomina governativa;

tale proposta configura il MUDE come una scheda anagrafica, univoca e corta, del bene immobiliare e degli interventi che lo modificano, attorno alla quale ruotano processi, adempimenti amministrativi e fornitura di dati da parte di diversi enti pubblici, di cui il comune rimane il responsabile del procedimento per il rilascio/deposito del titolo abilitativo edilizio;

è evidente la necessita di individuare una soluzione politico-amministrativa condivisa, anche in considerazione del fatto che e attualmente in discussione l'assetto istituzionale del Paese con la ridefinizione delle funzioni fondamentali degli enti locali e l'attuazione del federalismo fiscale in tutte le sue forme;

in tale contesto, non è possibile relegare i comuni a semplici soggetti passivi, ma va ripristinato il processo decisionale condiviso che porta alla formazione di tutti i necessari documenti funzionali alla semplificazione ed alla digitalizzazione dei processi catastali ed edilizi,
impegna il Governo:
ad emanare un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri attuativo che preveda un MUDE unitario e modulare coerente con il testo unico dell'edilizia, con il piano di e-government 2009-2012, con la direttiva unione europea 2007/2/CE INSPIRE, con il codice della p.a. digitale, con il repertorio dei dati nazionali CNIPA ed in grado di valorizzare le progettualità definite e finanziate con il programma ELISA (enti locali innovazione di sistema), linea d'azione 3 (catasto e fiscalità locale), tale da essere recepito su tutto il territorio nazionale, favorendo la semplificazione e la digitalizzazione del procedimento edilizio;

ad assumere le iniziative necessarie affinché la funzione di gestione amministrativa del catasto sia inserita tra le funzioni fondamentali dei comuni nell'ottica del rispetto dell'unitarietà del procedimento amministrativo e della cooperazione istituzionale con l'Agenzia del Territorio;

a condividere in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali tutti i provvedimenti statali in materia di procedimento edilizio, catasto, tributi, semplificazione amministrativa e innovazione tecnologica della pubblica amministrazione;

a incentivare gli accordi che i comuni stanno facendo con l'Agenzia delle entrate e con l'Agenzia del territorio per contrastare l'evasione fiscale e per migliorare la conoscenza del patrimonio immobiliare del Paese con particolare riguardo ai tempi di risposta alle istanze rivolte dagli enti locali all'Agenzia del territorio.

(7-00301) «Fluvi».