• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/02683 VICO, D'ALEMA e MADIA. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: l'Italia, Paese d'arte e di cultura, ha vissuto in particolar modo negli anni...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-02683 presentata da LUDOVICO VICO
giovedì 18 marzo 2010, seduta n.301
VICO, D'ALEMA e MADIA. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:

l'Italia, Paese d'arte e di cultura, ha vissuto in particolar modo negli anni pre e post conflitto bellico una costante e riprovevole depredazione dei suo beni: dipinti, sculture, pezzi cospicui del nostro patrimonio archeologico e iconografico, sono stati spesso portati fuori dai confini e poi piazzati sul mercato «nero» della bellezza;

questo «scempio» sistematico ha riguardato anche molti ritrovamenti archeologici della Puglia e di Taranto in particolare. Il più eclatante riguarda la Dea in Trono o Persefone attualmente esposta al Museo Pergamon di Berlino con in calce la dicitura «Da Taranto; acquistata nel 1915 sul mercato d'arte di Parigi». Nulla di più «criptico» se si considera, invece, che la storia della Persefone incrocia misteriosi traffici effettuati con la complicità di mercanti senza scrupoli, «tombaroli» e ricettatori che attraverso il «furto» della Persefone Gaia sono riusciti contemporaneamente a far danaro e di fatto ad impoverire la città di un pezzo di inestimabile valore artistico, storico, culturale e di indubbia attrattiva turistica;

la Persefone è infatti una statua che ha «Vissuto» a Taranto nel quarto secolo avanti Cristo (460 a.C.), poi è stata trafugata, venduta, sezionata, ricomposta ed è finita, neI 1915, a Berlino, in Germania;

della vicenda se ne interessò anche l'ex Ministro per i beni e le attività culturali, Rutelli che appurò che la statua, acquisita legittimamente dalla Germania, non rientrava nei novero di quel patrimonio «depredato» sul nostro territorio e perciò restituibile sine die;

la regione Puglia si fece promotrice alla fine del 2008 di una richiesta di «prestito», sufficientemente lungo da poter allestire una grande mostra nel museo di Taranto e probabilmente per consentire ai nostri restauratori di esaminare le condizioni del manufatto in marmo, che oltretutto attualmente non versa in eccelse condizioni -:

quali iniziative intenda assumere per la restituzione, anche se solo per contingentati periodi di tempo, di un patrimonio che appartiene alla città di Taranto e al patrimonio della Nazione, anche alla luce del «ritrovato» Museo nazionale archeologico della Magna Grecia di Taranto che degnamente potrebbe ospitare l'antica statua di marmo della Persefone e saggiarne le condizioni di salute;

se intenda avviare ulteriori contatti con le autorità tedesche e il Museo di Stato Pergamon di Berlino per definire le pratiche possibili per ristabilire un livello minimo di collaborazione e la verità storica e culturale attorno ad uno dei manufatti più importanti della tradizione Magno Greca italiana e del Sud Italia in particolare;

se ritenga di poter convocare al più presto un incontro istituzionale tra tutte le autorità coinvolte nella vicenda, considerando anche la presenza dei responsabili della Soprintendenza ai beni archeologici della Puglia, del Museo Marta di Taranto, della regione Puglia, del comune e della provincia di Taranto. (5-02683)