• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00973 Iniziative di competenza del Ministro della giustizia in relazione alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri circa l'operato dell'ufficio centrale circoscrizionale della Corte d'appello di Roma con riferimento alla presentazione delle liste per le prossime elezioni regionali



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00973 presentata da BRUNO TABACCI
martedì 16 marzo 2010, seduta n.299
TABACCI, CALEARO CIMAN, CALGARO, CESARIO, LANZILLOTTA, MOSELLA, PISICCHIO e VERNETTI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
le consultazioni elettorali rappresentano la modalità più avanzata di partecipazione democratica alla gestione del Paese, per il convergere in esse dei cruciali momenti della legittimazione e del consenso;

nel nostro Paese, per la prima volta in forma così drammatica, viene posta la questione del funzionamento degli uffici elettorali presso le corti di appello;

il Presidente del Consiglio dei ministri in assemblea pubblica ha addebitato al presidente dell'ufficio centrale circoscrizionale dottor Durante e al giudice dottoressa Anna Argento la responsabilità della esclusione, a suo avviso immotivata, della lista del Popolo della libertà per le elezioni regionali nel Lazio;

il Presidente del Consiglio dei ministri ha affermato le erroneità della procedura seguita dall'ufficio circoscrizionale per non aver registrato gli arrivi dei presentatori delle liste in attesa entro le ore 12 del giorno di scadenza;

gli elettori della regione Lazio e di tutto il resto del Paese hanno il diritto di conoscere se sono chiamati a competizioni elettorali per le quali le regole relative alla partecipazione siano state violate, addirittura con l'aggravante di comportamenti dolosi;

la questione riveste carattere di urgenza e di particolare attualità politica, ai sensi dell'articolo 135 bis del regolamento della Camera dei deputati;

il presidente della corte d'appello ha poteri di sorveglianza, che esercita nei confronti dei magistrati, secondo l'articolo 14 del regio decreto legislativo 31 maggio 1946, n. 511;

i poteri del presidente della corte d'appello in ordine all'inoltro di esposti a carico di magistrati, tale potendosi considerare quello pronunciato dal Presidente del Consiglio dei ministri, sono stati chiariti nella risposta del Consiglio superiore della magistratura al quesito del 15 aprile 1987;

secondo la delibera del Consiglio superiore della magistratura, prima sezione, del 25 febbraio 1981, «allo scopo di evitare ritardi, l'autorità giudiziaria che rileva, nell'ambito circoscrizionale sottoposto al suo potere di vigilanza, fatti suscettibili di valutazione in sede disciplinare deve inviare immediatamente e direttamente il rapporto al Ministro della giustizia e al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione» -:
se il presidente della corte d'appello di Roma abbia inviato immediatamente e direttamente un rapporto al Ministro interrogato o se questi abbia sollecitato la trasmissione diretta e immediata di un rapporto, nell'esercizio dei suoi poteri ispettivi, tale da consentire ai cittadini, all'atto della sua pubblicazione, di acquisire certezza circa le accuse mosse dal Presidente del Consiglio dei ministri e circa le responsabilità dell'ufficio elettorale coinvolto nella vicenda e da assolvere l'Italia dalla condizione di arretratezza tipica dei Paesi nei quali le elezioni sono pesantemente condizionate dall'illegalità.
(3-00973)