• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00643 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per lo sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere - premesso che: l'industria di...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00643 presentata da GIOVANNI FAVA
martedì 9 marzo 2010, seduta n.296
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per lo sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:

l'industria di macellazione Ghinzelli Marino spa con sede a Viadana (Mantova) rappresenta una delle principali imprese del settore operanti nell'ambito dell'importantissima filiera agroalimentare padana;

tale azienda impiega direttamente oltre 230 persone delle quali 159 dipendenti direttamente dalla Società ed operanti nella sede di Viadana;

l'azienda da qualche anno sta affrontando un grave stato di crisi di mercato accentuato da una certa conflittualità nell'ambito della compagine azionaria;

proprio in seguito ad un'iniziativa giudiziaria interna alla compagine azionaria, in data 2 novembre 2009 a seguito della sentenza del tribunale di Mantova del 28 ottobre 2009 si insedia il nuovo amministratore giudiziario dottor Enrico Voceri;

nelle giornate del 2 e 3 novembre 2009 la produzione rimane sospesa in attesa di una decisione del nuovo amministratore che ordina a ripresa produttiva il giorno mercoledì 4 novembre;

l'amministratore giudiziario entra incarica e mantiene a sé tutte le deleghe: lo staff dirigenziale viene confermato nei ruoli ma viene totalmente escluso da una trattativa sindacale già in corso da qualche mese;

l'amministratore giudiziario chiede al sindacato di nominare un consulente di propria fiducia per la verifica contabile e per verificare il costo del lavoro: viene nominato il dottor Crotti di PROGESA il quale prende visione dei bilanci, dei costi del personale e relaziona al sindacato provinciale;

all'inizio del mese di dicembre 2009 viene presentata una prima proposta al sindacato nella quale si chiede: la mobilità accompagnata per circa 20 persone e la richiesta di passaggio di cooperativa di 27 persone per esternalizzare il reparto di macellazione. L'ipotesi viene scartata dal sindacato;

già alla fine di dicembre 2009 presentata la seconda ipotesi che prevede: la mobilità accompagnata per 21 persone e la riduzione del salario su tutti i dipendenti (operai/impiegati/quadri) del 15 per cento e una riduzione del 30 per cento sui dirigenti. Su questa ipotesi inizia una trattativa tra il commissario giudiziario e il sindacato provinciale che coinvolge i livelli provinciali delle sigle sindacali confederali;

lunedì 15 febbraio 2010 viene convocata un'assemblea dei lavoratori nella quale viene spiegato il piano proposto dall'azienda, I lavoratori chiedono di far intervenire il commissario nell'ambito dell'assemblea;

nella giornata di mercoledì 17 febbraio l'amministratore giudiziario convoca i lavoratori ai quali spiega il piano, ma viene interrotto bruscamente da alcuni dei lavoratori presenti;

al termine dell'assemblea il sindacato provinciale propone un referendum fra i lavoratori per decidere se continuare la trattativa con azienda o interromperla;

il referendum con 90 voti favorevoli e 39 contrari autorizza il sindacato a continuare la trattativa con l'azienda;

alla fine del mese di febbraio il sindacato pareva avesse accettato l'accordo finale con alcune migliorie (come ad esempio i recupero del 2 per cento dello stipendio dal 2o anno e altro);

lunedì 1o marzo 2010 viene convocata un'assemblea dei lavoratori in cui si consuma la frattura dal sindacato provinciale e la Rappresentanza sindacale unitaria interna: ovvero la RSU per alzata di mano chiede di respingere l'accordo finale e di sottoporre all'amministratore giudiziario una nuova proposta stilata dalla RSU stessa che prevede fra l'altro l'azzeramento dello stipendio per dirigenti/quadri e responsabili;

l'assemblea dei lavoratori con 60 voti a favore, 4 contrari e 11 astenuti approva la proposta;

nello stesso giorno la proposta viene presentata all'amministratore giudiziario il quale ovviamente la respinge;

nel giorno 4 marzo 2010 l'amministratore, nell'ambito di un incontro col management aziendale presso la sede dell'Associazioni industriali di Mantova e alla presenza dei dirigenti di quest'ultima, prospetta, l'ipotesi di una possibile chiusura dell'opificio;

il giorno venerdì 5 marzo l'amministratore giudiziario conferma la propria volontà di arrivare a breve ad una chiusura dell'impianto e conseguentemente si limita a prender parte al consueto mercato settimanale per l'acquisto di suini da macellare solo per i giorni di lunedì e martedì successivi, prevedendo la cessazione dell'attività da mercoledì 10 marzo 2010;

contestualmente risulta sia stata richiesta la convocazione dei fornitori di servizi interni (cooperative di lavoro/autotrasporti/pulizie) per comunicare agli stessi la cessazione delle attività;

a questo punto pare che nelle prossime ore si provvederà alla cessazione unilaterale delle attività di uno dei più importanti stabilimenti di macellazione suina presenti sull'intero territorio nazionale -:

se si intendano convocare immediatamente le parti e verificare se sussistano i presupposti per poter salvare le produzioni nello stabilimento viadanese, con ciò assicurando la tutela dei livelli occupazionali.

(2-00643)
«Fava, Reguzzoni, Grimoldi, Nicola Molteni, Desiderati, Negro, Bragantini, Brigandì, Volontè, D'amico, Gidoni, Torazzi, Guido Dussin, Forcolin, Simonetti, Fugatti, Callegari, Bonino, Rainieri, Bitonci, Vanalli, Polledri, Luciano Dussin, Pini, Rivolta, Pastore, Follegot, Buonanno, Consiglio, Caparini, Togni, Crosio, Paolini, Allasia, Volpi, Goisis».